3 commenti

I miei primi 40 anni

4EAA2DAB-AA34-43EE-A18C-213122BF9482_1_201_aCi sono frasi, momenti anche profumi della nostra infanzia che ci accompagnano per tutta la vita con immutata precisione nonostante lo scorrere del tempo. Particolari ai più irrilevanti che probabilmente solo noi ne serbiamo il ricordo.

“I miei primi 40 anni” pronunciato con enfasi da mia madre mentre con addosso una maglia nera, seduta a capotavola sulla panca in cucina della nostra vecchia casa si accingeva a soffiare le candeline della sua torta di compleanno e` una di queste.

Non so perche` mi e` sempre rimasta questa immagine. Di quella serata non ricordo altro. Non chi ci fosse, non come ando` a finire, niente di niente. Solo il suono della sua voce che pronuncia quella frase e l` immagine mentre si sporge dalla panca preparandosi al soffio.

Se la matematica non e` un opinione io di li a poco avrei compiuto 14 anni e in quel momento mai avrei pensato di arrivare anche io, 26 anni dopo, a pronunciare quella fatidica frase, non perché le mie aspettative di vita fossero  basse ma semplicemente perché uno dei vantaggi dell’esser giovani e` che non si pensa al futuro. Quello, almeno per me, era rappresentato dal prossimo compleanno, o la prossima Santa Lucia il che significava “regalo”. Tutto qui, queste erano le mie proiezioni sul futuro, regali.

E Invece eccomi qua. 40 anni suonati da pochi giorni. 40 anni suonati in Giappone tra l’altro, chi lo avrebbe detto.

Da piccolo vedevo i quarantenni come persone finite, non nel senso di spacciate, finite nel senso di complete, gia fatte, mature, senza problemi o fronzoli, insomma, i quarantenni per me, ma gia i trentenni a dire la verità erano “I grandi”. E chi mai pensava che anche i grandi potessero ancora avere problemi. Avevano gia una famiglia, un lavoro, una macchina.. erano a posto. Quanta ingenuità`.

C`e` da dire a discolpa del mio ragionamento che almeno al tempo in cui  ero piccolo io i grandi si atteggiavano da grandi, si vestivano da grandi, parlavano da grandi, portavano i capelli da grandi, non come i grandi di oggi che li scovi lontano un miglio che sono cresciuti solo all`anagrafe. Ma forse questo e` solamente un loop che si ripete, il 14 enne di oggi immagino vedra` i grandi come li vedevo io allora, solo io, che so come sono fatto adesso, riesco a sgamarli subito! Anzi anche no, ai miei tempi non c’erano i social sui quali anche un 40 enne poteva scrivere frasi che non ricordavo dai tempi della smemoranda. Semplicemente per un giovane di oggi e` normale che un grande non sia grande, mentre per me non lo era.

Essere un quarantenne oggi quindi e` completamente diverso da come me lo immaginavo quando nemmeno di anni ne avevo la meta` ma se devo essere sincero non sono particolarmente deluso. Certo, a differenza di quel che credevo io sono a tutt`oggi un cantiere a cielo aperto e per quanto io ce la metta tutta mi rendo sempre più conto che i lavori in questo  cantiere non finiranno mai. Per quanto io mi possa dannare moriro` comunque su uno scavatore mentre ancora tento di fare una buca, allargare un giardino o sistemare un qualcosa che prima mi piaceva e ora non mi piace piu… non sia mai che la morte mi colga a cantiere ultimato, non saprei che fare mentre la aspetto, morirei di noia!

Ecco diciamo che da piccolo pensavo idealmente che a quest’età il mio cantiere fosse gia bello che ultimato e che stessi passando il resto della mia vita a goderne i frutti con la  famiglia e invece la verità e` che ho da pochissimo imparato a manovrare alcuni strumenti e finalmente la gran parte dei lavori all’interno del cantiere li dirigo io anziché lavorare sul progetto di qualcun altro, certo ci sono voluti quarant`anni e il più delle volte i lavori non vanno come sperato perché scoppia una tubatura o piovono tegole dal cielo  ma direi che comunque non e` poco.

Sono completamente diverso da come mi immaginavo da bambino, pieno di paure nonostante i miei 40 anni, alcune vecchie mai superate e altre nuove trovate lungo il percorso, frutto di esperienze negative che prima non conoscevo o legate ad esperienze positive come la  creazione di un nuovo nucleo famigliare che tra le varie gioie porta con se anche angosce e frustrazioni sopratutto per ciò che potrebbe capitare ai propri figli indipendentemente da noi. Queste poi alcune notti, senza motivo, vengono a bussare alla tua porta sotto forma di variabili tanto apocalittiche quanto statisticamente improbabili con il risultato​ di non lasciarti chiudere occhio e ridurti  a uno straccio. Quando poi ci riesci  invece e` proprio tuo figlio che ti sveglia!

Una cosa che in me non e` cambiata quasi per nulla e` l’arte di sognare. Sono sempre con la testa rivolta al futuro, che non e` propriamente una bella cosa perché molte volte mi perdo bellissimi scorci di presente, sono pieno di sogni e progetti e fremo dalla voglia di realizzarli. Mi sento ancora molto giovanile tanto che quando parlo con un venticinquenne spesso mi sembra di avere davanti un coetaneo, davvero fatico a realizzare che lui o peggio lei possa pensare di interloquire con un “amico” dei suoi genitori!

A livello fisico invece un disastro… quel che speravo, come a tanti accade con avanzare dell’età,  era di riuscire col tempo ad alzarmi dal letto la mattina presto senza fatica e    godere anche io delle prime luci del mattino e invece, dannata prostata se non mi vieto di bere dopo le nove della sera, le prime luci del mattino lasciano il posto a quelle di corridoio e bagno e comincia cosi un odissea che fa si che la mattina io mi svegli ancora più spossato che un tempo! Dovrei solo riuscire a capire come posticipare l’ultima pisciata del mattino di almeno un ora. E` si perché le quattro e mezza e` proprio un orario pessimo, troppo presto per  provare a trattenerla ma troppo tardi per permettermi di riprendere un buon sonno ristoratore poi. Se riuscissi a posticiparla anche di un ora  soltanto avrei fatto bingo! Un po come i geni della Silicon Valley.  Rughe ed ematomi poi spuntano ad ogni dove per non parlare di reflusso, acidità, gastrite, insomma, anziché un uomo sono un rimasto un bambino dentro e un vecchio fuori! Mai una gioia.

Scherzi a parte in realtà sono molto contento di come sono o meglio del punto in cui sono   arrivato al compimento di questo traguardo, con tutte le mie paure ed impellenze fisiologiche! Il 31 Dicembre,  qui in Giappone e` consuetudine dirigersi al tempio più vicino  dove esprimere un desiderio propiziatorio  per l`anno che sta iniziando ed io, dopo averci pensato bene, ho realizzato che  la sensazione che mi ha pervaso maggiormente  e` stata  quella di assoluta gratitudine.  Non potrei chiedere di più, certo, un desiderio l`ho espresso, e ne ho mille altri ancora, lotto quotidianamente contro la mia mediocrità e quelli che considero i miei difetti ma di base va bene cosi, sta veramente andando tutto bene cosi, non ho nulla da rimproverarmi e nulla da desiderare se non che la sorte continui ad essermi lieve aspettando di tirare un altro bilancio allo scoccare dei miei secondi quaranta`anni.

3 commenti

Aprire una guest house in Giappone.

APP1.24

Io nella mia Guesthouse a Kyoto

Qualche settimana fa e` venuto in Giappone uno Youtuber che seguo e apprezzo moltissimo per i contenuti che crea e per come li espone. Per chi non lo sapesse uno Youtuber e` di base una persona che fa video e li pubblica su Youtube, una piattaforma che fino a qualche anno fa sembrava in crisi ma che in realtà sta tornando sempre piu` di moda e che attualmente e` il mio social network preferito. Per quella che e` la mia esperienza ho notato che molti youtuber, influencer o personaggi pubblici in generale fintantoché rimangono nell`ambito della passione producono contenuti sinceri, genuini ed interessanti, ma quando poi raggiungono numeri importanti e cominciano a intravedere la possibilità di monetizzare tale passione e farla diventare un lavoro vero perdono genuinità, i loro contenuti si annacquano e spesso  si ergono a maestri di vita nonostante mediamente la  giovane eta`. Quindi si deve avere la fortuna di riuscire a prenderli in quella finestra di tempo dove solitamente il loro pubblico cresce organicamente e si sentono liberi da vincoli o imposizioni esterne. Marcello Ascani, lo Youtuber in di cui sopra nonostante sia ormai affermatissimo da parecchio tempo pare non abbia subito le inevitabili pressioni del caso e per questo gode di tutta la mia stima. Lo seguo da anni e mi piace constatare come ha sempre mantenuto un profilo basso e a differenza di molti suoi colleghi coetanei non ha una risposta per tutto ma al contrario, essendo un curioso di natura continua piuttosto a farsi domande e a testarle con la sua community pertanto non appena ho appreso tramite una storia di Instagram che il giorno successivo sarebbe venuto a Kyoto gli ho mandato un messaggio privato complimentandomi per il suo operato e invitandolo per un caffe qualora avesse avuto tempo. E cosi e` successo!

Il caffe` si e` poi tramutato in una cena e la cena in una mini intervista che magari un giorno uscira` sul suo canale. L`oggetto dell`intervista era appunto il mio lavoro qui a Kyoto ed in generale se sia facile o consigliabile aprire una guesthouse oggi in Giappone.

Prendendo spunto da quella conversazione ho quindi deciso di fare il punto della situazione in un post cosi se non altro torno a scrivere un po. Cercherò di essere conciso e di non andare troppo nel tecnico ma non sarà facile perche` quando parlo di cose che mi appassionano divento spesso logorroico!

Ho cominciato a gestire appartamenti turistici in Giappone da ormai 5 anni. Quando sono arrivato a Kyoto, Airbnb che e` il nostro portale di prenotazioni di riferimento, sebbene già molto in voga a livello mondiale, non era molto conosciuto in Giappone. In generale il concetto di un ospitalità che si differenziasse dai vari Hotel e Ryokan (Hotel tradizionale giapponese) non era per niente sviluppato. Io che arrivavo da anni di gestione di appartamenti turistici e Bed and Breakfast in Italia ho subito notato questa mancanza e mi sono dato da fare per colmarla. All`inizio non e` stato facile. Con mia moglie passammo di ufficio in ufficio a spiegare il concetto di self catering apartment, locazione turistica, struttura ricettiva extra alberghiera, tutti termini di uso comune nel settore e gia da anni regolamentati nel mercato italiano, ma niente da fare. Nessuno ci sapeva dire cosa dovevamo fare per metterci in regola. Questo per far capire quando fosse ancora acerbo il mercato a quel tempo.

Superata questa fase per noi e` stato tutto in discesa. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bellissima casa tradizionale giapponese  anticamente abitata da una geisha che successivamente  venne frazionata in due mini appartamenti dalla proprietaria. Essendo stata costruita sulle rive del fiume Takase  in pieno centro a Kyoto e di fronte ad una fila di alberi di ciliegio in pochissimo tempo siamo diventati una delle mete più ambite dai turisti che cercano un esperienza diversa dai soliti hotels  su Airbnb.

APP1balcone2

Mio figlio che da da mangiare alle anatre nella nostra Guesthouse.

Trovare la casa adatta non e` stato facile. In ogni agenzia immobiliare in cui entravamo, mia moglie doveva spiegare in giapponese quello che era il nostro progetto di business ovvero affittare una casa a lungo termine che avesse determinate caratteristiche che poi a sua volta sarebbe stata subaffittata per brevi periodi su portali dedicati. Li come chiunque abbia avuto a che fare con i giapponesi può immaginare, gli agenti immobiliari mi andavano in blocco. Si incantavano per qualche minuto e poi i più valorosi tornavano in se con qualche domanda del tipo.. ma come un hotel? Ma allora perche` non cercate un hotel! Oppure.. cioè voi volete affittare per poi subaffittare? E dove li trovate i clienti? Ma non guadagnerete mai.. non e` un business profittevole.. insomma dopo 4 o 5 agenzie ho capito che non avrei mai potuto farcela con questa gente. Non solo non capivano ma si rifiutavano a prescindere di contattare i proprietari quando noi provavamo a bypassare i loro dubbi spiegando che ci saremo assunti economicamente il rischio e che volevamo avere il benestare dagli stessi per la stipula del contratto. Niente da fare. Alla fine, dopo che anche la moglie ha gettato la spugna fortunatamente sono riuscito  a trovare probabilmente l`unico agente immobiliare in tutta Kyoto che parlava inglese e finalmente sono riuscito a trovare questa piccola gemma che ancora oggi ci da da mangiare.

Da quel giorno  sono cambiate tantissime cose. Il turismo in Giappone e` esploso, Airbnb pure e con lui anche la corsa ad accaparrarsi una piccola fetta di mercato da gente che di turismo extra alberghiero non ne sapeva nulla ma che voleva solo arricchirsi con la moda del momento e quindi largo agli abusivismi che tanto nessuno mai pensava ci sarebbero stati dei controlli.

Su Airbnb cominciavano a comparire stanze condivise e appartamenti in ogni dove, investitori pronti a comprare appartamenti ovunque per poi farli gestire a terzi, insomma una vera e propria giungla non regolamentata.

Nel frattempo, a detta degli esperti, il governo sapeva ma, con le Olimpiadi alle porte e la crescente domanda di posti letto che non sarebbe mai stata colmata dalle poche strutture regolari del momento chiuse gli occhi fino a quando domanda e offerta regolare si sono finalmente allineate. E qui siamo al 1 Giugno 2018. Il governo Giapponese e` il primo a riuscire nell`impresa fino ad allora mai riuscita a nessun altro di obbligare Airbnb ad oscurare tutti gli annunci presenti sulla piattaforma privi di regolare licenza. Quel giorno, in un click, noi abbiamo perso circa il 90% dei nostri concorrenti sulla piazza. Esattamente, il 90% degli annunci su Airbnb nella zona di Kyoto era abusivo.

Dal 1 Giugno 2018 la bolla immobiliare in cui pare siamo entrati da tre, quattro anni a questa parte si e` un po sgonfiata probabilmente anche a seguito delle continue restrizioni che il comune di Kyoto sta mettendo ai proprietari di piccole realtà ricettive che entro Marzo 2020 dovranno dotarsi di check in counter interno o punto d`appoggio a 10 minuti a piedi o 800 metri dalla struttura ed altri piccoli accorgimenti che di fatto serviranno da deterrente per i futuri piccoli imprenditori visto che in molti in questi anni si sono lanciati in acquisti folli di terreni facendone lievitare il prezzo anche del 300% in pochissimo tempo.

Nel frattempo la citta` e`  praticamente un cantiere a cielo aperto. Spuntano giornalmente nuovi Hotels  e grandi cordate di cinesi hanno ormai in mano il business degli appartamenti turistici.

Qualche settimana fa, e` uscito un articolo che parlava della situazione locale e mostrava l`incremento esponenziale delle strutture ricettive extra alberghiere negli anni qui a Kyoto.

Nel 2014 erano 460 quelle ufficialmente registrate.
Nel 2016 sono salite a 1493, più che triplicate.
Ad agosto 2018 sono quasi raddoppiate ancora portandosi a quota 2627.
A Febbraio 2019, data dell`articolo, sono 2851, sempre in leggera crescita.

Sempre secondo questo giornale, ad oggi, ogni mese 60 nuove strutture ricettive extra alberghiere vengono registrate a Kyoto ma si cominciano anche a registrare le prime chiusure di strutture provviste di licenza.

Dal 1 Ottobre 2018 il comune di Kyoto ha inoltre introdotto una tassa di soggiorno turistico di 200 yen (circa 1,50 euro) a persona per notte che può arrivare anche a 500 yen (circa 4 euro) in caso di pernottamento superiore alle 20000 yen (160 euro circa). Tassa che dovrebbe essere riscossa al momento del check in dal proprietario della struttura. Il problema e` che molti titolari di strutture ricettive si affidano ancora al check in fai da te e quindi la raccolta diventa difficoltosa tanto che preferiscono pagarla di tasca propria piuttosto che richiederla di persona. La città di Osaka per esempio ha introdotto tale tassa solo se il pernottamento procapite supera i 10000 yen per notte (circa 80 euro) rendendo cosi più snelle le opere di ricezione e facendo preferire Osaka a chi ha un budget più limitato come base per dormire per poi spostarsi in giornata a Kyoto visto che le due città` distano meno di un ora di treno l`una dall`altra.

Anche grazie a questa nuova introduzione, il 70% degli intervistati lamentava una riduzione drastica dei profitti sopratutto in virtu del fatto che il 40% di loro ha deciso di pagare di tasca propria tale tassa visto che comunque l`alternativa nella maggior parte dei casi consisterebbe nel pagare una persona a tempo pieno che si dedicasse all`accoglienza e sarebbe decisamente ben più` costosa.

Quello che personalmente ne evinco e` che fino ad ora il business extra alberghiero in Giappone e` stato per lo più i mano ad improvvisati e speculatori in cerca di guadagni facili con una seconda entrata redditizia che non sostituisse il loro lavoro principale, mentre ora chi entra nel settore lo fa con cognizione di causa, investimenti importanti e business plan mirati.

Per quel che ci riguarda siamo sempre molto apprezzati e il nostro business non sembra risentire molto della concorrenza ma questo perché abbiamo 5 anni di vantaggio sulla maggior parte dei nostri competitors nel nostro portale di riferimento, siamo Superhost da quando e` nato questo riconoscimento, abbiamo oltre 800 recensioni positive all`attivo e questo fa si che noi si appaia sempre nelle prime pagine di ricerca. Se dovessimo ripartire da zero al giorno d`oggi sarebbe sicuramente più dura e magari se non fosse che la famiglia di mia moglie e di base a Kyoto non la sceglierei nemmeno più come meta per la mia attività extra alberghiera a discapito di una città più o meno emergente come Kanazawa per esempio o, ascoltando il cuore, in riva all`oceano per essere più incline al mio stile di vita, anche se, a dire il vero, se proprio davvero dovessi ascoltarlo fino in fondo, probabilmente non sarebbe nemmeno l`oceano giapponese!

APP2balcone9

Mia moglie che controlla la fioritura dei ciliegi dalla nostra Guesthouse.

La Nostra pagina su Airbnb:

https://www.airbnb.it/users/12969129/listings

4 commenti

Buoni propositi 2019

IMG_1947.jpgMa perche`, c`e` ancora qualcuno che crede alla storia dei buoni propositi per l`anno nuovo?

Beh, io un po` si, solo che questa cosa dura sempre fino massimo al primo gennaio. Gia dal mattino infatti capisco che pretendere di fare le cose in maniera differente a come si e` sempre fatto solo perche` cambia un numeretto su un qualcosa che non si può ne vedere ne toccare e` pura utopia!

Pero` ripeto, io un po anche quest`anno ci credevo.. e infatti questo post doveva tassativamente uscire prima del 31 dicembre… poi pero` le feste, i parenti, il freddo, le cuffie dell`i phone che continuano ad immagazzinare sporcizia, si insomma va da se che se il mondo mi rema contro non posso mica farci niente!

Che poi e` risaputo che il primo di Gennaio e` indubbiamente il giorno più difficile dell`anno per attuare piani di cambiamento. Nella maggior parte dei casi si sono fatte le ore piccole e si e` esagerato col bere, ci si sveglia con un cerchio alla testa e la casa  e` un campo di battaglia, sfido io a cambiare le cose proprio quel giorno. Secondo me si dovrebbe anticipare il brindisi di capodanno al 30 dicembre.. in modo da fare gli zombie il 31 ed arrivare in forma al primo di Gennaio. Si, dovrebbe essere definitivamente cosi.

In Giappone il capodanno si festeggia in famiglia, l`equivalente del Natale da noi. Il 31 dicembre e` anche il mio compleanno. Questo ha fatto si che negli anni i miei passaggi al nuovo anno siano  stati parecchio traumatici, sopratutto in adolescenza… un brindisi al festeggiato! Bevilo bevilo bevilo tutto de un fia`! Se poi dalla maggiore eta` fino ai 27 anni circa condividi la passione per le droghe leggere in un gruppo dove vige la regola che il festeggiato debba accendere tanti cilum quanti anni compie.. immagina il cambiamento!

Fortunatamente questa cosa e` andata ad esaurirsi nel tempo prima che fosse troppo tardi e i miei inizi anno sono leggermente migliorati. Se non altro ho cominciato a ricordarli!  Ma torniamo al mio capodanno di quest`anno.

I buoni propositi ripeto c`erano tutti. In Giappone si ha la fortuna di non dover necessariamente bere per divertirsi e quindi la maggior parte dei miei capodanni qui li ho cominciati nel migliore dei modi, ma non quest`anno! Quest`anno non avevo calcolato la voglia di sfogarsi del fratello di mia moglie, da poco diventato padre e venuto dalla periferia di Nagoya dove presumibilmente non ha nessuno con cui uscire ogni tanto per buttar fuori un po di stress che la vita da adulto comporta.

Tra i miei buoni propositi per l`anno nuovo c`e` sicuramente quello di lavorare di meno, o meglio imparare a ottimizzare le prenotazioni che ricevo e a delegare un po di mansioni. Quest`anno ho lavorato tutti i giorni dal 26 Dicembre al 2 Gennaio quando invece mi ero ripromesso di mollare un po il colpo visto che avevo i parenti in casa.

Il 31 Dicembre, l`ho praticamente passato tutto il giorno in una lavanderia a gettoni a lavare le lenzuola dei clienti che si erano accumulate  visto che a casa non potevo farlo causa famiglia allargata! Mentre ero intento ad aspettare che si asciugassero mi ha fatto sorridere pensare al fatto che mai avrei immaginato da piccolo che il mio 39 compleanno l`avrei passato in solitudine dentro una lavanderia a gettoni a Kohata nella periferia di Uji in Giappone, paese dove sarei andato a vivere! E` proprio vero che la vita fa il suo corso e spesso ci si ritrova da un punto A ad un punto B  senza neanche rendersi conto di come sia potuto succedere. In fin dei conti io volevo solo andare in Australia ad imparare l`inglese!

Appena arrivato a casa e` già ora di cena. Il fratello, che e` di poche parole mi accoglie con una bottiglia di prosecco Ferrari e rivolgendosi a me esclama “Otanjōbiomedetō!” che significa buon compleanno! Mia moglie e`incinta, la sua allatta, la suocera si ubriaca con un Mon Cheri, va da se che la bottiglia ce la finiamo noi due. Neanche il tempo di farlo che rinnova i suoi auguri con una di Lambrusco e successivamente un vino durissimo pugliese per poi cominciare a finire tutte le bottiglie trovate mezze aperte nel frigo. Alla terza bottiglia in due capisco  con qualche ora di anticipo che il 2019 comincerà in salita. Ryoichi sarà in ferie il primo di Gennaio ma io avrò una giornata impegnatissima con 2 arrivi agli appartamenti e tutto ciò che ne consegue. Decido quindi di fare cio che in Italia sarebbe punibile con l`esilio in terra straniera. Dall`alto dei miei 39 anni appena compiuti, ogni qualvolta Ryoichi mi versa da bere, io con molto mestiere mi dirigo in cucina, faccio per cercare qualcosa e butto via il contenuto! Lo so, e` bruttissimo, ma non avevo altra scelta. Un po` per stupido orgoglio veneto e un po perche` comunque dire di no a bottiglie appositamente comprate per me non ho trovato soluzione migliore. Penso di aver buttato gli ultimi 4 bicchieri prima che fortunatamente ad una manciata di minuti alla mezzanotte, poco dopo l`incontro farsa di boxe Mayweather vs Tenshin, Ryoichi collassa e farfugliando qualcosa va a dormire. Tecnicamente doveva salire per prendere la giacca ed andare al tempio tutti assieme ma di fatto lo abbiamo rivisto nel 2019!

Il mattino dopo un inferno!

Buoni propositi svaniti, largo ai solfiti, che sono sempre quelli che fanno male, non l`alcool in se.

Comunque ecco per il 2019 ho gia capito che non devo pretendere da me promesse cose che so gia di non poter mantenere pertanto non faro` proclami. Mi piacerebbe solamente un po più di autodisciplina, un pizzico di Giapponese in piu, una spruzzata di felicita`, attività fisica qb, o forse come mi ha scritto una persona molto saggia, dovrei solo iniziare ad essere meno duro con me stesso che per come la vedo in realtà non sto andando poi cosi male. In sostanza dovrei smetterla di paragonare il mio capitolo uno di ogni cosa con il capitolo 9 o 10  di un altra persona. Ci vuole tempo.

So, at the end of the day…. Take it easy and have a fun mate! Questo e` il mio buon proposito per il 2019.

Ah, e almeno un post al mese… questo si!

4 commenti

Bilancio personale 2018

IMG_1103

“La maggior parte delle persone sopravvaluta quello che si può fare in un anno e sottovaluta ciò che si può ottenere in dieci anni.”                     Tony Robbins

Adattandola alla mia persona diciamo che tendo a  sopravvalutare quello che posso fare in un giorno e a sottovalutare ciò che posso fare in un anno. Ci sono periodi infatti che preso dall`entusiasmo del momento pianifico la mia giornata sin dalla sera prima infilandole dentro una marea di “blocchi”  da 50 minuti che poi immancabilmente non rispetto. Magari parto anche bene, ma poi arriva quel blocco un po` ostico e come dice la parola mi blocco e mando in vacca tutto!
Il periodo in cui mi sono sentito piu orgoglioso nell`arco di quest`anno sarà durato poco piu di un mese e la mia giornata era cosi composta:

5.30 a.m. Sveglia sull`onda dell`entusiasmo seguito alla lettura del libro “The Miracle Morning”.

5.30-6.00 Lettura di almeno un capitolo di un libro prima di alzarmi dal letto.

6.00-6.15 Esercizi fisici a corpo libero, con bastone, pesi, ecc.

6.15-6.30 Colazione il più possibile sana.

6.30-7.30 Studio lingua Giapponese e controllo veloce mail di lavoro.

7.30 Sveglia del piccolo Rei con tutto quel che ne consegue fino all`asilo.

9.00 Da qui in poi la routine subiva variazioni in base agli impegni lavorativi pertanto smetteva di essere routine ma fondamentalmente  provavo almeno ad inserire tre blocchi nell`arco della giornata nei quali mi sforzavo di studiare cose nuove.

Questo succedeva  in estate, qui a Kyoto faceva un caldo bestiale e svegliarsi il mattino non era poi cosi difficile come lo e` adesso quando fuori dal piumone ci sono in media 10 gradi visto che il riscaldamento di notte nelle case giapponesi non si accende. Di questi tempi uscire dal letto e` già di per se una grandissima vittoria. Qui più si abbassa la temperatura e più si aggiungono strati di coperte quindi oltre allo sforzo psicologico ce ne vuole uno  fisico per alzare la  montagna di piume e far entrare il freddo polare. Ecco, se potessi chiedere qualcosa a Babbo Natale, in lizza ci sarebbe anche la possibilità di alzarmi naturalmente alle 5 del mattino e magari con una voglia irrefrenabile di fare una corsetta alle prime luci dell`alba.

Ovviamente poi si sa, alla fine noi uomini penderemmo sempre per chiedere qualche centimetro in piu la sotto, come cantava Manuel Agnelli con i suoi Afterhours prima di diventare un giudice ad X Factor:  “Voglio avere un grosso uccello, Forse non sarà importante, Ma in foto è proprio bello”.

Pero`​ ecco.. se i regali fossero due… svegliarsi presto al mattino non vedendo l`ora di andare a correre sarebbe il mio secondo desiderio!

Tornando al topic di questo post devo dire che l`anno che volge al termine e` stato caratterizzato per me da un forte senso di frustrazione di sottofondo per tutte le cose che avrei voluto fare, mi son ripromesso di fare e che in realtà non ho fatto, non perché non ne fossi capace ma proprio perché non le ho nemmeno iniziate. Quindi magari davvero non ne sono capace ma fino a quando non comincio non posso saperlo. Sicuramente in questo 2018 ho vinto il primo premio come re della procrastinazione.

Non che io non abbia fatto nulla anzi, ma ci sono moltissime cose che mi sono messo in agenda convinto di aver voglia di voler imparare ma che di fatto consciamente tendo sempre a posticipare preferendo impiegare il tempo che avrei dovuto dedicare loro con le cose piu disparate come togliere la sporcizia che si crea tra le fessure della custodia delle mie Airpods che tanto ci ho provato mille volte e lo so che non va via, ho cercato anche su internet nei vari forum dedicati e non ci riesce nessuno! Perche` e` un problema comune questo, mica ce l`ho solo io!

MOpHZEZ6TwKBHBIjJg3TcQ.jpg

Solamente nell`anno passato ho comprato due corsi Online, uno chiamato “Liquid Business Formula” che promette di rivelarti la formula per rendere liquida la tua attività, qualunque essa sia  ed un corso su Photoshop adatto sia ai principianti che agli esperti. Inutile dire che non ho ancora aperto ne uno l`altro! Ecco questa e` la perfetta sintesi del mio 2018. Tanto entusiasmo, zero perseveranza.

A tal proposito mi tornano spesso alla mente le parole della mia “nonnastra” (la seconda moglie di mio nonno paterno) che soleva dirmi spesso due cose:

“Chi più sa, meno sa” e poi ancora “Chi più spende, meno spende”.
Ora potete capire come possano suonare questi due detti alle orecchie di un bambino di 10 anni… niente più che semplici contraddizioni. Col tempo pero` imparai a capirle entrambe e mai come in questi tempi in cui mi sto avvicinando a questo affascinante mondo che e` per me il business marketing, più studio e più mi accorgo di essere indietro e questo produce a periodi alterni due risultati contrapposti, o mi ci butto a capofitto, conscio del gap da recuperare oppure mi scoraggio ed evito l`argomento per giorni interi salvo poi rinsavire e riprendere da dove avevo lasciato. Inoltre, essendo sempre cresciuto con insegnamenti diametralmente opposti alla frase “chi più spende meno spende” mi sono accorto di aver perso in questi anni  da aspirante imprenditore possibilità di guadagno altissime per aver fatto tutto da me in ambito lavorativo credendo di risparmiare quando avrei potuto delegare con ritorni molto maggiori rispetto ai soldi investiti. Ma se non altro, su entrambi i fronti ci sto lavorando. Il primo passo e` sempre prendere consapevolezza delle cose, il secondo e` metabolizzarle e il terzo e` l`azione.

Il 2018 non e` comunque da ritenersi un anno negativo per il sottoscritto, anzi… nonostante tutte le premesse legate a cio` che avrei voluto e non sono riuscito a fare direi che ho fatto anche tante cose buone.

Assieme a mia moglie siamo riusciti a portare le nostre madri in Australia facendo vedere loro il posto in cui ci siamo conosciuti. Pensandoci bene non e` per nulla una cosa scontata. Molti si accorgono del valore dei propri cari solo una volta scomparsi dando per scontate cose che scontate non sono. Molti altri magari già lo comprendono ma non hanno il tempo, il coraggio o le possibilità economiche per controbilanciare tutto l`amore che hanno ricevuto e continuano a ricevere incondizionatamente. Fortunatamente nel mio caso non e` cosi. Ho sempre capito l`importanza di queste relazioni e sopratutto il valore che queste ricoprono in funzione del tempo. Avendo noi a malincuore vissuto l`esperienza di accompagnare il suocero nei suoi ultimi giorni di vita abbiamo imparato quanto sia importante godersi i propri affetti nell`immediato e non posticipando ad un ipotetico quanto spesso purtroppo improbabile giorno in cui non avremmo più problemi economici, quando il mutuo si sarà estinto, quando i figli saranno grandi, perché potrebbe essere ormai troppo tardi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Un altra cosa positiva e` aver messo in cantiere un secondo figlio. Sara` pronto a Febbraio! Certo questa era la parte più facile ma e` comunque da annoverare nella colonna delle cose belle.

Ho mantenuto la forma fisica. Anzi forse ho perso addirittura un chilo da Gennaio scorso. Anche questo, alla soglia deli 40 anni e` tutt`altro che scontato.

Mi sono avvicinato ad uno stile di vita molto più minimalista rispetto al passato, sono ancora in transizione ma questo vorrei spiegarlo meglio in un post dedicato.

Dal punto di vista lavorativo nonostante io mi senta di aver fallito dal lato gestionale perché appunto certe cose avrei potuto farle meglio forte anche dei molti soldi investiti in formazione diciamo che qualitativamente sono sempre rimasto su standard elevatissimi. E` stato il nostro miglior anno di sempre a livello di occupazione e fatturato e continuiamo ad avere due tra gli appartamenti vacanze più popolari di tutta Kyoto. Airbnb ce lo ha ricordato cosi:

Schermata 2018-12-16 alle 21.33.17

Ho avuto successo quindi? A giudicare dalle parole di John Wooden, uno dei più grandi coach di basket di tutti i tempi direi di no.

Il successo non ha niente a che vedere con la fama o la fortuna. Il successo è fare del proprio meglio, è la pace dello spirito, quella soddisfazione personale che si raggiunge quando ci si è sforzarti di fare il meglio di ciò che si è capaci di fare. Solo tu puoi giudicare se hai avuto successo.”                                                                                                                                      

Riassumendo il tutto in poche righe direi benissimo per quel che riguarda affetti e salute, benino il lato lavorativo ma assolutamente male la gestione del tempo. Il fatto di non essere riuscito a delegare alcune fasi del mio lavoro si e` ripercosso sulla qualità della mia vita, sul tempo dedicato alla mia famiglia e sulle mille escursioni che avrei voluto fare con loro ma che non ho potuto per colpa della mia malagestione. Questo e` sicuramente uno degli obbiettivi per il 2019 quando Rei avrà gia 4 anni e i ricordi cominceranno ad avere una valenza fondamentale per il proseguo della sua vita futura.

Ah, dimenticavo… e sono pure tornato a scrivere su questo blog!

2 commenti

Digital Nomads meet up Kyoto!

Schermata 2018-12-01 alle 17.01.40

Digital Nomads meet up in Kyoto! Cosi diceva l`evento comparso sulla mia bacheca facebook qualche giorno fa.

Digital Nomads letteralmente tradotto in italiano significa “Nomadi Digitali” ovvero un nuovo stile di vita che si sta delineando in maniera sempre piu persistente di uomo lavoratore che non necessita di un luogo fisso in cui lavorare perche` può farlo ovunque grazie ad internet.

Un breve controllo alla mia agenda e mi accorgo che quel giovedì fortunatamente sono libero. Il meet up e` fissato per le tre del pomeriggio in un cafe  fuori mano in cui già sono stato perché ci lavorava un amico  qualche anno prima. Il mio unico impegno e` una lezione di giapponese il mattino dalle 10.30 alle 12.00 alla quale per nulla al mondo intendo rinunciare. L`insegnante del giovedì mi piace proprio, e` una signora giapponese che vive in Nuova Zelanda e sarà a Kyoto solo fino a fine dicembre, con lei sto imparando molto e non mi va di perdere una delle sue ultime lezioni. Consulto velocemente google maps e scopro che il cafe dista a piedi dal luogo in cui sarò a lezione esattamente 1 ora e 20 minuti. Perfetto! Giovedì danno bel tempo, gli aceri sono al loro massimo splendore… me la prendero` con calma cosi faro` pure qualche foto a caso in giro per la città!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Alla fine la foto più bella che ho fatto e` stata ad un granchietto che girava allegramente per la città che poi ho preso e me lo sono scorrazzato per 20 minuti finche non ho raggiunto il primo fiume che ho trovato. Magari era pure un granchio di mare!!

Arrivo al meeting senza molte aspettative, io non sono nemmeno un nomade digitale, e` anni che non mi muovo da Kyoto e di base il mio business non e` liquido in quanto richiede ancora la mia presenza e manodopera  ma il concetto mi incuriosisce parecchio e causa investimenti collaterali e progetti futuri sono interessato a saperne di più quindi non vedo l`ora di sentire le storie dei partecipanti.

Si dice che se si e` la persona più intelligente nella stanza probabilmente si e` sbagliato stanza. Ecco già dopo le presentazioni, tanto per cambiare, ho capito di essere per distacco il più stupido della stanza! Buon per me, peggio per loro!

Siamo una decina. Azusa, l`organizzatrice e` una ragazza giapponese di Shizuoka, di passaggio a Kyoto con l`intento di capire se può essere la base per i suoi prossimi mesi invernali prima di ripartire per un altro viaggio. E` appena tornata da Chang Mai in Thailandia, quartier generale dei Nomadi Digitali nel mondo, di lavoro fa la traduttrice di testi ma essendosi appassionata di Yoga tra Australia e Thailandia ha deciso di approfondire la disciplina direttamente alla fonte. E cosi via… andrà a vivere per un po in india cosi nei ritagli di tempo potrà buttarsi a capofitto su questa sua nuova passione.

C`e` poi Nader, architetto libanese, autore di un libro auto prodotto dal titolo “Things I wish to knew 10 years ago” letteralmente “Cose che avrei voluto sapere 10 anni fa” venuto in Giappone per studiare lo stile minimalista delle case tradizionali giapponesi e praticare l`Aikido. Michelle, virtual assistance tedesca innamorata di Kyoto, Vicktoria, Sudafricana tutto fare, ex modella, film maker, ambientalista, vegana convinta, tuttofare ma non chiedetele di più perché non le va di parlarne, David, fotografo freelance francese e autore di testi, Aya, Giapponese cresciuta a Los Angeles, assistente alla produzione ad Hollywood nella sua vita precedente (ha 25 anni!) che ha mollato perché stanca di un sistema che va a rilento dove il suo momento sembra non arrivare mai, venuta in Giappone per conoscere meglio le sue origini e studiare cinematografia metafisica (quei film dove non ci si capisce mai un cazzo per intenderci.. presente i film di Nolan? Interstellar, Memento ecc… ecco quelli li!). Si mantiene con il dropshipping e sta studiando il mercato azionario ed immobiliare per poter continuare ad investire nei suoi sogni e diventare la prossima produttrice di film in cui non si capisce un cazzo!
E ancora Jonathan, cinese di provenienza  ma cresciuto in Canada, anche lui nel campo del turismo ma avendo studiato materie inerenti in una prestigiosa università gestisce circa una cinquantina di appartamenti in tutto il Giappone da remoto mentre sta pianificando di andare in Inghilterra e prendere una nuova laurea in filosofia per studiare se stesso. 27 anni! Io a 27 anni tiravo ancora i grissini sulla testa ai miei amici in pizzeria, e lo farei anche adesso se solo me li dessero in Giappone!

In fine Luca, non proprio un nomade digitale in quanto fisso in  Giappone da 17 anni che organizza tour super fighi in bicicletta nella natura di Kyoto e sogna in un futuro di poterlo fare a meta tra Giappone e Italia. Lo avevo già conosciuto qualche anno prima grazie al gruppo facebook “Kyoto Sayonara Sales”. Causa trasloco stava vendendo oggetti superflui e a me aveva  regalato libri di studio della lingua Giapponese che pero`non ho mai aperto!

47134705_1802524833189899_4586336657589927936_n

Insomma dopo queste premesse tra me e me penso, oltre a quanto sono un coglionazzo in mezzo a questa gente, (tra l`altro tutti a parte Luca più giovani di me) che spesso non do la giusta importanza alla città in cui vivo che comunque e` un crocevia di gente con storie interessanti come queste, certo, quest`oggi mi e` andata veramente di culo ma senza andare tanto distante io ogni Lunedi sera gioco a calcetto con ricercatori italiani, tedeschi e francesi, uomini d`affari canadesi, giapponesi, insegnanti coreani, scozzesi, inglesi e poi ancora turchi, argentini… la mattina vado a lezione di Giapponese con vietnamiti, filippini, israeliani, affitto appartamenti ad australiani, americani, taiwanesi. Queste cose io ormai le do per scontate ma non dovrebbe essere cosi. Non passa giorno che io non mi arricchisca culturalmente ed anzi, più passa il tempo più mi sento piccolo al cospetto di un ventenne qualsiasi e questo per una persona curiosa come me e` una vera e propria benedizione.

Col senno di poi potrei veramente scrivere un libro solo con racconti ed aneddoti emersi durante la serata ma chiaramente non lo faro`. La cosa che mi ha colpito di più e` il fatto che nonostante venissimo tutti da background differenti abbiamo tutti in comune alcuni capisaldi. Si sa, la vita e` una continua ricerca, non solo ricerca della tanto miticizzata felicita` ma ricerca in generale, felicita`, emozioni, serenità, sesso, amore, passione, siamo sempre alla ricerca di qualcosa e tutti noi presenti in quella stanza stavamo ancora cercando con l`entusiasmo dei bambini. Ho amici che conosco da una vita con i quali non potrei mai affrontare discorsi simili a quelli emersi quella sera. L`empatia in quella sala era palpabile. Ci siamo riscoperti aver letto gli stessi libri, percorso le stesse strade, esserci posti stesse domande ed avere anche moltissimi interessi in comune. Ci conoscevamo da pochi minuti ma siamo diventati intimi in pochissimo tempo. E` stato davvero fantastico.

Uno dei concetti che mi ha colpito di più e` arrivato a fine serata da Aya, la ragazza giappoamericana appassionata di metafisica. Secondo il suo punto di vista il mondo e` troppo perfetto in ogni sua piccola espressione per essere tutto lasciato al caso. Non può essere che si nasce e si muore cosi, senza un motivo apparente. Secondo la sua teoria siamo noi, dal principio, a sceglierci il nostro destino in questa vita terrena, quel preciso genitore, quel compagno quel figlio, quella tragedia. Si ma quale sarebbe il senso di una vita infelice? Perché io dovrei scegliermi una vita di stenti e sofferenze obietta qualcuno. Tu giocheresti ad un videogame banale che hai già finito una volta? Ehm… no, non imparerei nulla di nuovo, mi annoierebbe.  Esatto. Il concetto e` proprio questo. Secondo Aya esistono mondi paralleli (un po come nel film interstellar che io non ho mai capito) e il nostro vero io ha mandato una sua versione sulla terra tipo come se fosse una vita in un videogame con la finalità di affinare quell`abilita` che gli serve nell` universo parallelo per poter procedere nella sua fase di maturazione. E quindi se ha bisogno di compassione, ragionevolezza, sopportazione, manda una sua versione sulla terra per farle vivere una vita di difficolta` allo scopo di formare il suo vero essere per un fine superiore.

Devo dire che li per li, da buon veronese ho pensato… ma sa casso disela sta qua?!! pero` poi con il passare della serata sono rimasto affascinato da questa versione della cosa. Innanzittutto Aya ha una cultura che io me la sogno. Ha parlato per tutta la serata con cognizione di causa, anteponendo spesso esperimenti scientifici per avvalorare le sue tesi e ha sempre ribattuto ad ogni obiezione che le veniva posta ed ora, se devo essere sincero, questa versione dei fatti mi piace sicuramente di più di quella classica inculcatami da bambino con un paradiso, un inferno e dieci comandamenti impossibili da rispettare per poter ambire alla vita eterna. La versione di Aya a mio avviso ha molto più senso e renderebbe questa nostra ricerca, questa nostra vita in costante salita molto più facile da digerire. Voglio assolutamente approfondire questa cosa. E poi l`ha spiegato in inglese, e l`inglese rende  sempre tutto più credibile!

 

Raccontando.... dal Giappone!

pensieri, sensazioni, emozioni...

quattropersone

Legame di sangue significa famiglia?

Memoria digitale

Tendenze e problemi in archivi e biblioteche (e tutto ciò che vi ruota attorno)

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Greeneyed Geisha

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Quaderno Mitico...

Appunti spesso privi di concordanza dei tempi e di coesione linguistica sui rapporti interpersonali in una realtà quotidiana a volte bizzarra altre banale...

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

proficiscorestvivo

A blog about travel and food - If you don't know where you're going, any road will take you there.

Susanna tutta panna hates cheese

Teaching to the world the good mood since 1988.

BUROGU: Occhi sull`Impero

Riflessioni semiserie di italiani che, per forza o per passione, vivono in Giappone

La Maga di Oz

Una madre, lavoratrice, scrittrice e...sognatrice

On the Widepeak

Le mie cellule impazzite, la mia vita e il mondo

The Five Demands

L'Informazione socio-politica dal Nord Irlanda

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: