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E fu così che passai il Natale in un Hotel da 1000 euro a notte.

W Hotel Osaka


Una  cosa su tutte che  rimprovero a me stesso  e` quella di non essere in grado di dire di no per paura di deludere il prossimo. Sono in buona compagnia lo so, siamo in tanti a soffrirne, solo speravo che con l’età o con l’esperienza questa forma di remissività  si sarebbe attenuata da sola e invece per l’ennesima volta devo constatare che non e` cosi. Il rovescio della medaglia però e` che  talvolta questa  incapacità mi costringe ad uscire dalla  zona di comfort per infilarmi in situazioni che  si rivelano anche piacevoli e che se fossi stato in grado di dire di no non avrei mai provato.

Questa mia caratteristica e` anche uno dei motivi per i quali apprezzo vivere in Giappone. Se vista con gli occhi di un italiano  la società giapponese ha problemi sociali e relazionali ben più grandi dei miei e difficilmente mi sono ritrovato in situazioni spiacevoli o in difficoltà in quanto e` davvero raro trovare giapponesi invadenti, e` forse più probabile, soprattutto agli inizi della mia avventura qui che io possa aver causato disagi a loro con il mio modo di fare spesso molto amichevole e giocoso. C`e` da dire però che se  io  do la mia parola, anche se consapevole di essere stato messo con le spalle al muro o di averlo fatto in situazione di disagio nella quale si percepiva chiaramente  che la persona che mi ha fatto promettere quella determinata cosa ha usato il suo potere per estorcermi tale promessa in maniera poco etica, a malincuore tendo sempre a mantenerla perché sono cresciuto con determinati valori del tipo ogni promessa è debito e via discorrendo, mentre se un giapponese promette un qualcosa e poi cambia idea, o nel momento stesso in cui lo fa non e` convinto della cosa ma non riesce a dirlo come appunto capita a me, semplicemente non mantiene la promessa e se glielo fai notare ride di imbarazzo ma nulla piu. Semplicemente qui la promessa non ha il valore che ha da noi.  Ovviamente questo accade in un rapporto paritario come un’amicizia o una conoscenza  perché se invece si tratta di ambiente di lavoro tutto cambia. 

Kyoto e` una citta` abbastanza multietnica e prima della pandemia non era difficile imbattersi in serate spesso gratuite organizzate da enti o startup con gli scopi più svariati.

Una volta partecipai ad una lezione tenuta rigorosamente in inglese durante la quale un ragazzo spiegava le basi della programmazione per conto di una startup con sede a Tokyo ma espansa da poco anche a Kyoto. Il loro obiettivo probabilmente era raccogliere potenziali studenti per i loro corsi intensivi di programmazione. Fu una serata piacevole. Dopo i primi 10 minuti capii che quel mondo non faceva per me ma rimasi colpito dalla passione con la quale questo ragazzo spiegava cose a me incomprensibili.

Dopo circa 6 mesi da quell’evento provai a cimentarmi nella costruzione di un sito internet per uno dei miei progetti e, alle prime difficoltà, mi ricordai di quel formatore tanto bravo conosciuto all’evento. Contattarlo non fu facile perché lui nonostante sia un nerd non ha account social. Non più almeno, troppe distrazioni dice. Niente Facebook,  niente Instagram, niente di niente. Solo Line, (l`equivalente del nostro Whatsapp in Giappone) che utilizza in finestre ben definite della giornata, se manchi quell’arco temporale ti risponderà il giorno successivo o quello dopo ancora. Quanto invidio questa gente!

Finalmente riesco a mettermi in contatto con lui, gli spiego il mio progetto e gli dico che vorrei farmi un sito internet, che non ho le competenze e che avrei bisogno di un paio di dritte ma che, causa pandemia non ho un budget a disposizione dato che le mie entrate sono ferme ad inizio 2020 e lui, Alex, un ragazzo californiano si dice entusiasta non solo di darmi  due dritte ma vuole proprio farmi tutto il sito aggiungendo che imparare ad utilizzare WordPress ed Elementor, la piattaforma che avevo scelto inizialmente per la creazione del sito, e` una sfida che lo alletta. Cominciamo quindi la nostra collaborazione che dura più di un anno con vari incontri su Zoom e un paio di uscite. Io non ho fretta in quanto il progetto non e` ancora ultimato ed Alex mi da una mano nei ritagli di tempo visto che lavora a tempo pieno per una nuova startup. Talvolta non ci si sentiva anche per mesi ma quando lo si faceva non era più solo per lavoro, stava nascendo comunque un amicizia.

Io WordPress proprio non lo capisco. Lo so, anche questo blog e` su WordPress, me lo creo` un amico napoletano conosciuto su internet dopo che Myspace decise di chiudere i battenti. Antonio, alias TopGun, chissà come se la passa (quando finisco di scrivere questo post lo cerco su internet), mi disse che era un peccato che tutti i miei racconti australiani andassero persi e decise di provvedere personalmente e in maniera del tutto gratuita a fare ciò che io non ero capace di fare, migro` il mio blog da MySpace a WordPress in modo che io non perdessi niente per strada e personalmente non lo ringrazierò mai abbastanza perché di fatto questo blog anche se incostante rappresenta il vero hard disk della mia vita dai  27 anni ad oggi, però resta il fatto che a me WordPress non piace. Lo trovo troppo poco intuitivo per una testa come la mia e tante volte in cui ho avuto la vena creativa aperta mi sono perso a lottare in tecnicismi con la piattaforma  per buona pace dei post che non hanno mai più visto la luce! Questo mi rimanda ad uno dei consigli che voglio dare a me stesso del 2022 ovvero di rimanere  semplice, non sempre infatti  migliore è sinonimo di meglio ma anzi, spesso migliore per me ha significato niente. Mi spiego meglio, ho voluto creare un sito in WordPress con builder “Elementor” perché un’ondata di youtubers in quel periodo raccomandava o forse e` meglio dire “sponsorizzava” l’accoppiata dicendo fosse la migliore sul mercato e decisi quindi di impuntarmi su quei due strumenti per poi capire mesi più tardi che quel poco che avevo costruito in 1 anno di frustrazioni poteva essere fatto in 30 minuti con Wix, un’altra piattaforma a detta di molti meno customizzabile di WordPress  e pertanto sconsigliata. Ma il punto e`.. chi se ne frega! Io che cosa ci devo fare con il sito? Un semplice sito vetrina. Io non sono un tecnico, io devo arrivare al cuore della gente con le mie parole e nient`altro. Non devo costruirmi un e-commerce, una community o altre cose molto più impegnative e quindi lo strumento più adatto a me e` Wix, non WordPress. Se non devo vincere delle gare ma ci devo andare a fare la spesa, una panda e` preferibile ad una Ferrari. Se non sono un super smanettone che vuole idealmente poter essere in grado di fare tutto ma preferisco fare meno cose senza rotture un Mac e` sicuramente più adatto di un PC ai miei scopi. Questa cosa tendo spesso a dimenticarla, ricordo ancora che passai quasi 2 anni senza stereo in macchina da giovanissimo perché non riuscivo a decidere quale era l`opzione migliore senza rendermi conto che a volte piuttosto che niente è meglio piuttosto e che un banalissimo stereo da cinquanta euro abbinato a due casse da venti sarebbero sicuramente stati meglio del silenzio che ho ascoltato per anni alternato al cigolio dei tergicristalli quando pioveva, che poi quando finalmente ho acquistato quello “figo” mi e` durato si e no 6 mesi perché in una delle tante serate in cui appunto non sono riuscito a dire di no, sono controvoglia andato all`AlterEgo, una discoteca della mia citta` e me l’hanno rubato mentre ero dentro ad annoiarmi! Se avevo quello da 50 euro secondo me non succedeva!

Resomi conto di ciò quindi decisi di chiamare Alex e spiegargli la situazione, gli dissi che mi dispiaceva avergli fatto perdere del tempo ma che preferivo passare a WIX ed inglobare il sito a cui stava lavorando e quello di Sakura River Inn in un unico sito aziendale www.groma.org che sarei stato in grado di costruirmi finalmente io da solo senza più dover rompere le scatole a nessuno e così feci.


Passarono più di 6 mesi e un giorno trovai un messaggio di Alex sul telefonino:

– Hey Andrea come va? Tu e la tua famiglia avete progetti per Natale? Se non ne avete ancora mi piacerebbe pagarvi una notte in un hotel di lusso ad Osaka e i biglietti per tutti e quattro agli Universal Studios Japan (una specie di Disneyland). Davvero, non e` uno scherzo, ma in cambio avrei bisogno del tuo aiuto per qualcosa (faccina che ride con occhiali da sole). Posso chiamarti oggi?

Ecco,  conoscendo appunto la mia incapacità di dire di no unita al fatto che Alex era una persona che conoscevo poco ma con la quale comunque mi sentivo in debito di gratitudine ho cominciato a sudare freddo… Oh mio Dio (Dai che son Veneto, non ho detto Oh mio Dio!!) e adesso cosa mi chiede questo qua? Qualcosa di illegale? Come faccio ad uscirne? Gli scrivo che ho già impegni? Nel mentre mi consulto con Mayumi e con molta naturalezza mi risponde di chiamarlo e di sentire cosa c`e` da fare in cambio ma si dimostra comunque molto meno diffidente del sottoscritto. La cosa non mi sorprende, Mayumi sa farsi valere molto più di me se qualcosa non le va a genio e questo è anche uno dei motivi per i quali la nostra “azienda di famiglia” funziona, su molte cose ci incastriamo alla perfezione, ognuno sopperisce alle carenze dell’altro, io ho bisogno di una persona che dica no al posto mio e lei ha bisogno di una persona che che veda il futuro sempre in chiave positiva.

Ci sentiamo telefonicamente. Nonostante l`inglese non sia la mia lingua madre percepisco in Alex un leggero imbarazzo nel trovare le parole adatte a formulare la richiesta dai suoi continui giri di parole tanto che una volta capito dove vuole andare a parare decido di intervenire io e suggerirgli le parole per arrivare al punto. Alex ha una fidanzata giapponese, hanno una relazione a distanza in quanto lei vive a Nagoya e lui a Kyoto. Stanno insieme da un paio d’anni vedendosi nei week end e anche se non se lo sono detti chiaramente  lei gli ha fatto capire che si aspetta una proposta di matrimonio entro la fine dell’anno e il tempo stringe. Alex e Saya adorano gli Universal Studios Japan e ci vanno almeno 3 volte l`anno. Alex ha deciso che proporrà a Saya di sposarlo il giorno di Natale e non vuole badare a spese. Ha scelto l’hotel più costoso della città e il suo piano consiste nell’effettuare il Check in nel primo pomeriggio, andare agli Studios non appena depositati i bagagli e rimettersi nelle mani del suo complice, ovvero del sottoscritto qualora decidessi di accettare la suo offerta. Avrebbe bisogno di una persona che entri furtivamente nella sua stanza e cominci a preparare l’atmosfera per la proposta che verrà effettuata “a sorpresa” una volta rientrati nella stanza. Secondo Alex la cosa migliore è che il complice dorma lui stesso nell’hotel onde evitare inghippi e sapendo che comunque io sono un padre di famiglia ha deciso di estendere la sua offerta a moglie e figli. Mi consulto con Mayumi e decido (Lei!) di accettare. Il Natale in Giappone e` una cosa tristissima, la gente va a lavorare come se fosse un giorno normale e la sera la si passa mangiando pollo fritto del KFC seguito da un dolcetto cioccolato panna e fragola del combini quindi non mi pesa assolutamente rinunciare a tale rituale ritenendo poi non essendo noi grandi amanti dei parchi divertimenti che può essere una buona occasione per regalare ai nostri bambini una giornata che difficilmente se fosse dipeso da noi avrebbero vissuto, questi posti in Giappone sono super costosi e sempre affollati e spendere soldi per rimanere incolonnati delle ore sono cose che entrambi mal sopportiamo.

Ci incontriamo un paio di volte con Alex per pianificare i dettagli e decidere cosa comprare per la buona riuscita del piano, vuole una cosa molto romantica e si fida del mio essere italiano ma di fatto quando c`e` una donna di mezzo in queste cose le redini le prende in mano lei, soprattutto Mayumi che ancora si ricorda della mia proposta di matrimonio fatta in slalom tra una merda di Alpaca e un altra dopo essere scesi dalla funivia che da Malcesine porta sul Monte Baldo!

Ci accordiamo su tutto e nel mentre mi rendo conto che Alex ha fatto proprio bene a rivolgersi a noi per la capacità che abbiamo avuto di leggere la situazione, analizzare i possibili problemi e risolverli, questa è la cosa migliore che mi prendo da tutta quest’esperienza, non l’esperienza dell’hotel, non la giornata all`USJ ma la parte organizzativa. Un piccolo sussulto lo abbiamo avuto quando per una serie di circostanze siamo venuti a sapere il prezzo di ognuna delle nostre camere a notte, più di 1000 euro! Tra l`altro colazione esclusa! 50 euro a testa per la colazione. Parcheggio 50 euro! Frigo bar non incluso se non acqua e caffè, piscina non inclusa, praticamente qualora ne avessimo avuto il tempo, godersi l`hotel senza spendere ulteriori soldi sarebbe stato impossibile. Ecco in quel momento avrei voluto cancellare tutto, anzi, ricordo che gliel`ho proprio detto… Alex… 1000 euro? Più 200 euro di 2 giorni all`USJ per noi? No no cancella tutto, davvero mi spiace ma non mi sento a mio agio con questo prezzi, troppa responsabilità, forse non siamo le persone adatte, ma lui ci ha rassicurato dicendo che aveva preventivato un budget molto più alto che era davvero felice di condividere quest’esperienza con noi, a questo punto avevo le mani legate!

Il risultato e` stato questo:

Abbiamo avuto circa tre ore a disposizione nelle quali mi sono dovuto gonfiare TUTTI i palloncini a fiato da solo mentre Mayumi disponeva i petali e le candele a led! La bottiglia di Champagne e` stata una mia idea, e meno male! Alex non ci aveva pensato, ma come si fa dico io a fare una proposta in una camera di Hotel e poi non ubriacarsi subito dopo per dimenticare l’errore fatto! Sono sicuro che al prossimo matrimonio mi chiederà` il Whisky! Scherzi a parte, menomale che ci ho pensato io perché nei distributori all’entrata una bottiglia da 375 ml costava 3 volte quando ho pagato io quella da 750ml.

Distributore di Champagne nella Hall

Bottiglia che poi abbiamo bevuto assieme dopo che la futura moglie ha detto SÌ! Tutto è bene quel che finisce bene! Entrambi sono stati contentissimi e la loro felicità e gratitudine davvero si percepiva all`interno della stanza e questo ci ha ripagati di tutte le preoccupazioni e il lavoro svolto. Ancora una volta, dopo Tokyo, aver ascoltato Mayumi ha portato bene.

Per gli USJ invece cosa volete che vi dica … a mi quei posti li i me fa cagar! Non ho neanche fatto tante foto perché io sotto i 5 gradi vado in catalessi e non tiro fuori nemmeno le mani dalle tasche.

Buon anno a tutti!

6 commenti su “E fu così che passai il Natale in un Hotel da 1000 euro a notte.

  1. Risultato bellissimo! Molto romantico

  2. Usj non e’ un gran che ma disneyland tokyo e’ una figata! Puoi dedicarti all attivita di wedding planner fino a che il turismo non riparte

  3. Ahahahah, penso sempre di più che sei un grande!
    È troppo divertente leggerti.

    Ciao e buon anno, magari un giorno ci si vedrà.

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