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Galeotto fu quel barbecue. (Una storia di positività)

il 30 febbraio 2018 un barbecue improvvisato nel retro di casa nostra cambio` le sorti di molti dei presenti, e prima di allora nessuno lo avrebbe nemmeno lontanamente immaginato!

Giardino oltretutto che fino a pochi anni prima non esisteva, o meglio si presentava cosi:

Praticamente una palude off limits a qualsiasi essere umano fatta eccezione di mia suocera  che armata di stivali e  cappello vietnamita osava addentrarsi una tantum dove regnavano incontrastate piante di dubbio gusto scelte da quest’ultima e zanzare tigre che Naoto Date scansati proprio!

Negli anni avevo chiesto svariate volte  a moglie e suocera il permesso di porre fine all’esistenza di quell’angolo d’inferno  cosi da permettere a mio figlio Rei, all’epoca Kai non era ancora nato, di poter uscire e giocare in quel misero fazzoletto di terreno  ma la risposta e` sempre stata negativa per svariati motivi a mio avviso senza senso pertanto quindi avevamo un giardino ma non potevamo utilizzarlo.

Potrei scrivere per ore attorno a questo aneddoto ma dal momento che non e` attinente al titolo del post la faro` breve. Successe che mia suocera dovette assentarsi da casa per un mese circa, al suo ritorno la palude non c’era più! 

Lavorando sotto traccia come un procuratore calcistico  durante la sessione  di mercato contattai più professionisti, esposi il mio progetto e fortunatamente uno di questi accetto` di aiutarmi nella realizzazione. Il risultato fu questo:

Devo dire che al ritorno mia suocera non fu tanto contenta quando si accinse ad aprire la porta vetro della sala per dar da bere alle sue piante notando con una punta di stupore che queste non c’erano più, ma col tempo e molti barbecue al suo attivo si ricredette ed anzi mi fece pure fatto i complimenti!

Ed e` di uno di questi Barbecue di cui io vorrei scrivere oggi!

La sorella di mia moglie viveva a Tokyo con la sua famiglia. Non ha sempre vissuto li, e` rimasta a Kyoto fino ai 30 anni lavorando nel ramo farmaceutico come da tradizione familiare. Era una donna in carriera. Partiva alle 6 del mattino da casa e tornava con l’ultimo treno a ridosso della mezzanotte. Una vita votata al lavoro, nessuno spazio per socialità, svaghi ed affetti ed infatti  allo scoccare della terza decade era ancora single.  30 anni in Giappone, specialmente per una donna e` uno spartiacque importante. Un dentro o fuori. Se a 30 anni sei donna e non sei ancora sposata qualcosa non e` andato per il verso giusto. Io e mia moglie ci siamo sposati “casualmente” quando lei aveva 29 anni e 9 mesi. Coincidenze? Io non credo!!

Ad un certo punto la  svolta: – “Mamma, papa`, mi dispiace deludervi ma io voglio cambiare vita. Sogno di avere una famiglia tutta mia e mi sono resa conto che continuando a percorrere questa strada non ci riuscirò mai. Lascerò il lavoro e troverò qualcos’altro”. Pochi mesi dopo era advisor alla Tsuji, la scuola di cucina più rinomata del Giappone. Qualche anno più tardi Anna, cosi si chiama la sorella di mia moglie, avrebbe avuto due figlie con Ito, insegnante di cucina francese conosciuto ad un party post  lavoro e si sarebbero sposati dopo la nascita della loro prima figlia. A 37 anni era quindi ufficialmente rientrata nei canoni giapponesi che si confanno ad una donna della sua eta` ovvero sposata e con figli a carico.  Felice? Non e` rilevante in questa società.

Si vabbè ma sto cazzo di Barbecue?

Dammi tempo cribbio! Voi giovani volete tutto e subito! Vai su Tic Tok a guardare le adolescenti nude se non hai tempo di aspettare ma sappi che questo nutrirà la tua conoscenza come un chewing-gum all`ora di pranzo mentre se avrai pazienza, dopo la lettura di questo racconto sarai sazio di buoni propositi e spirito di intraprendenza.

Alla Tsuji di Osaka con Anna lavorava come segretaria  Miyako, anch’essa single e anch’essa in cerca. Anna e Miyako strinsero subito amicizia e la consolidarono nel tempo nonostante Anna chiese poi il trasferimento alla sede di Tokyo per congiungersi a Ito che lavorava li.

Vissero a Tokyo per 5 anni mantenendo comunque i rapporti con Miyako che nel frattempo era ancora in cerca.

In Italia si dice “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. In Giappone la Pasqua non esiste e il Natale nemmeno quindi loro sostituiscono il Natale con il Capodanno e la Pasqua Vaffanculo. A fine anno si usa riunirsi tutti nella casa di famiglia di provenienza per passare qualche giorno assieme. E cosi successe anche per il capodanno del 2018. Noi, la famiglia di Anna e Ryoichi, il fratello minore di mia moglie con relativa consorte. Il 30 Dicembre Anna decise di invitare questa famosa sua amica che ancora lavorava ad Osaka per un barbecue a casa nostra.

Vedi che se aspetti alla fine ci arriviamo?

Miyako non e` originaria di Osaka bensì` di Hakata un isoletta nella prefettura di Ehime facente parte di un arcipelago che ha come  peculiarità il fatto di essere totalmente collegato tramite ponti. Sono zone rurali del Giappone rimaste abbandonate a se stesse, popolate solo da anziani autoctoni che vivono di chiacchiere e agricoltura  mentre i giovani come appunto Miyako purtroppo per la maggior parte se ne vanno a cercar fortuna  altrove ma a trovare stress  frustrazioni En & Xanax! Ultimamente pero` visto il boom di turismo in Giappone pre covid, il governo stava e sta comunque facendo grandissime campagne di promozione dei territori rurali incentivando i giovani a ripopolare queste zone proponendo loro vantaggiosissime agevolazioni   per chi decide di investire in nuove attività che possano far girare la ruota del turismo anche li e non nelle solite mete che ormai sono sature e snaturate quasi quanto Venezia.

 Ad Hakata la famiglia di Miyako ha parecchi campi di limoni ed arance che per la maggiorate rimangono a marcire sugli alberi in quanto i genitori non hanno più le forze necessarie per svolgere il lavoro che un tempo amavano fare.

Quando i giapponesi entrano in contatto con uno straniero che vive in Giappone ne rimangono spesso affascinati e scattano una serie di domande susseguite da vari iiiiiiii naaaaaaa eeeee sugoooooooiiii eeeee kakkoiiiiiiiii che corrispondono a segnali di ammirazione anche se spesso da ammirare non c`e` proprio un bel niente. 

E cosi` successe anche il giorno di quel famoso Barbecue che tu non hai pazienza di ascoltare! 

Superata la diffidenza iniziale Miyako mi chiese nonostante immagino lo sapesse già da quanto tempo fossi in Giappone, cosa mi spinse a decidere di vivere a Kyoto, che lavoro facessi oltre alle varie domande di rito su quale fosse il mio piatto preferito giapponese e quali cartoni animati guardassi in Italia.

Il fatto che da straniero sprovvisto di abilita` linguistiche io mi sia cimentato fin da subito nell’impresa di aprire un attività in proprio la colpi` molto. Il mio ottimismo e la passione che mettevo nel raccontarle gli esordi nel mondo dell’imprenditoria giapponese la spinsero a riflettere molto sul contrapposto stato di paralisi della sua vita in generale, almeno cosi mi riferi` mia cognata dopo aver ricevuto una telefonata da Miyako.

– Anna, ho pensato molto al racconto di Andrea e Mayumi e cosi ho deciso, voglio tornare a Hikata e rilevare l’azienda di famiglia. La vita ad Osaka non mi soddisfa più. Venite con me? Con i miei campi, la tua promozione e le abilita` in cucina di Ito potremmo mettere su qualcosa tutto nostro, non e` fantastico?

Anna a differenza mia e di mia moglie e` un tipo molto deciso e risoluto. E` il classico tipo che se entra in un negozio e vede una cosa che le piace la compra, non sta nemmeno li a pensarci, la prende e va alla cassa. Non che butti via i soldi anzi, solo e` molto più pratica del sottoscritto il quale va in negozio, la prova, torna a casa, va vedere se in altri negozi la trova a meno, ci sogna un po su, ne legge le recensioni su internet, se riesce anche qualche tutorial su youtube poi quando torna al negozio spesso quella cosa non c`e` più!

E cosi Anna dopo aver comprato quel capo di abbigliamento che io invece mi sono fatto sfuggire  decide  che può essere una buona idea e durante la Golden Week di Aprile decidono di andare tutti assieme a vedere Hakata. Anna e` entusiasta dell’idea più che del posto cosi torna a casa e mette in moto la macchina delle praticità. Prende in prestito libri dalla biblioteca comunale, fa corsi, studia, si lavora le bambine cominciando a sondare il terreno su una vita stress free, chiede consigli in giro ma nel frattempo Miyako si tira indietro, non se la sente ancora. Anna ormai e` lanciata, torna ad Ehime per un altro sopralluogo e decide che, sfumata la collaborazione con Miyako, l’isola migliore per loro sarà Omishima, la principale dell’arcipelago.

Anna da Marzo 2020 vive ad Omishima con la famiglia in una villetta con orto adiacente facente parte di un progetto promosso dal governo per persone che vogliono imparare a coltivare il terreno in attesa che il loro progetto prenda forma. E` felicissima e non tornerebbe indietro per nessuna ragione al mondo. Sembrano ringiovaniti di 10 anni, hanno sempre molte cose da raccontarci e il loro entusiasmo e` contagioso.

Nel frattempo Miyako ha deciso! A fine anno si licenzierà dalla Tsuji ma vi rimarrà un anno ancora come studente. Tornera` poi nella sua Hakata, prendera` in mano i campi di famiglia e si aprirà un cafe specializzato in dolci preparati con gli agrumi dei suoi terreni e per questo per un anno studierà il modo migliore per prepararli.

Quest’anno anche Ryoichi ha deciso di mollare il suo lavoro nel ramo farmaceutico per fare qualcosa chi più lo appassiona, ovvero lavorare nell’ambito della contabilità.

Tutto e` bene quel che finisce bene? Col cavolo! Noi che abbiamo dato il via a tutto ciò lavoriamo nel turismo e in questo periodo  come si può ben immaginare non siamo messi benissimo, anzi! Ma va bene cosi! E`il bello della vita! Siamo focalizzati su un altro progetto che a breve racconterò, (e` un anno che  lo dico!) e rimaniamo comunque positivi nonostante siamo consapevoli che anche il 2021 sara` un disastro.

Se invece volete sapere (ma chi che non ti legge nessuno?!) cosa faranno Anna e Ito ad Omishima dovrete attendere la prossima puntata!

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