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Pensieri in quarantena. Il futuro del turismo extra alberghiero (secondo me).

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Il Turismo per come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso e` morto.

E menomale mi sento di aggiungere io!

Succede sempre  cosi quando ci siamo di mezzo noi umani. Siamo esperti nel rovinare tutto. E` inevitabile. Fa parte del nostro DNA.

Se il turismo fosse una torta e noi umani dei pasticceri la cosa suonerebbe un po` cosi`:

Le prime torte erano buonissime, fatte con ingredienti al 100% naturali,  latte di mucche allevate al pascolo, uova di allevamento a terra, farine macinate a pietra, insomma, un tripudio di sapori e genuinità tanto che ogni torta appunto per la propria unicità differiva leggermente dall`altra. Certo non erano bellissime da vedere perché il focus era sugli ingredienti quindi sulla sostanza e non sulla forma, preparare il tutto a regola d’arte costava tempo conoscenza e fatica e il risultato era autentico e sopratutto non era cosa da tutti.

Col tempo pero` sempre più gente moriva dal desiderio di provare una fetta di torta, anche chi i dolci proprio non li aveva mai considerati prima.

Ecco che sono entrati in gioco gli studiati, quelli che hanno una soluzione a tutto, quelli che la vita la imparano sui libri mica la vivono.

Le torte non bastano per tutti perché troppo dispendiose in termini di qualità e prezzo? Dove sta il problema, abbassiamo la qualità, abbassiamo il prezzo, standardizziamo il prodotto, lo rendiamo peggiore qualitativamente ma più attraente visivamente con campagne di marketing mirate, ingredienti provenienti da allevamenti intensivi, di inferiore qualità ma  più facili da reperire, ci concentriamo sulla forma anziché sulla sostanza, photoshoppiamo un po` e il gioco  e` fatto​. Sara` un successone. In poco tempo tutti vorranno una fetta della nostra torta standard. E ce ne sarà in abbondanza! Poco importa se la torta non saprà più di genuino come prima, diventeremo ricchi!

Questo non succede solo nel turismo, accade in tutti i settori  dove ci si possa fare del business sopra.  Vengono presi, riconfezionati, gonfiati, spremuti e poi una volta implosi eventualmente abbandonati nell’attesa della prossima onda. Succede nello sport, nella musica, nello spettacolo, ma io mi occupo di turismo e di questo parlo!

Di questa cosa gia`  ne ebbi sentore sul finire della prima decade degli anni 2000 quando dopo la fine della mia prima esperienza australiana mi accingevo a fare il backpacker nel sud est asiatico. Backpacker (da Wikipedia)  è un termine inglese  utilizzato anche in italiano che significa letteralmente viaggiare con lo zaino e che sta a indicare un modo di viaggiare economico, spartano, low cost.

Gia`, viaggiare!!

A quei tempi noi viaggiatori ci si ritrovava virtualmente su vari forum online, il mio preferito, forse il più conosciuto era il Tripcentre di TripLuca. Facebook non c’era ancora o comunque non come lo conosciamo oggi, e su questi forum  si disquisiva di vari argomenti. Uno di questi era la differenza tra turista e viaggiatore. Noi chiaramente schernivamo il primo schifandolo a prescindere senza accorgerci invece (me ne resi conto dopo anni) che turisti lo eravamo anche noi. Pensavamo di essere viaggiatori e invece nella stra grande maggioranza dei casi eravamo semplicemente turisti di nicchia. Nel sud est asiatico, dove gia` la sapevano più lunga di noi ragazzetti occidentali nati nell agiatezza avevano capito tutto dal principio, avevano intercettato le nostre esigenze e  imparato a venderci  a caro prezzo per il servizio offerto l’illusione di poter dire e in molti casi scrivere di essere dei veri viaggiatori.

Bus Thai to Vietnam

Bus spacciatomi per super lusso che mi porto` nel 2008 dalla Thailandia al Vietnam. io e altri 2 disperati in mezzo ad una ventina di autoctoni! Il bus era pieno di scatoloni nella parte posteriore che poi sono stati scaricati a meta` strada. Non so cosa contenessero. Io dormivo al posto della valigia gialla!

Come me ne sono accorto? I nostri blog erano tutti uguali, differivano solo per capacita di scrittura ma visitavamo ciclicamente le stesse città, le raggiungevamo con gli stessi bus, dormivamo negli stessi ostelli, rincontravamo gli stessi backpackers più volte nell arco temporale del nostro viaggio ma nonostante tutto esordivamo  nei nostri scritti con: Eravamo gli unici occidentali presenti! Una volta resomi conto di ciò, non ricordo se a Chang Mai o a Koh Tao, comunque in Thailandia decisi di oltrepassare in solitaria il grande tendone del Truman Show e  visto che avevo un motorino a disposizione  provai ad avventurarmi per  mete alternative. Nel giro di 20 minuti mi trovai in un villaggio dove nessuno parlava inglese, tutti erano schivi o comunque non amichevoli come in Khaosan road a Bangkok, niente luce, niente acqua corrente ne strade asfaltate, io avevo fame e mi scappava la pipi! Niente ristoranti, niente bar, niente toilet. Nessuno che capiva cosa volessi, cosi dopo meno di un ora la mia avventura di viaggiatore fini` e tornai a fare il backpacker con buona pace del mio orgoglio sovversivo.

Ecco, col turismo di massa del post Airbnb e voli Low cost e` successo proprio cosi`. Hanno standardizzato il prodotto abbassandone la qualità e aumentandone la portata.  Ora possono permettersi di viaggiare anche quelli che se a Kyoto non trovano il caffe` espresso  e la pasta alla carbonara fatta rigorosamente senza la panna e` un delitto! Bellissime città come la nostra  Venezia, Bali, la stessa Kyoto sono diventate delle trappole per turisti completamente invivibili per i residenti e ultimamente a mio avviso anche per i turisti più accorti. Certo io sono uno di quelli che ci ha marciato sopra a questo business ma a mio modo di vedere le cose l`ho fatto in modo etico, in maniera artigianale anziché imprenditoriale prendendo solo il numero di appartamenti che potevo gestire fisicamente e aiutando ogni  cliente che lo richiedesse a pianificare la propria esperienza a Kyoto nella maniera che più si addicesse a lui, un po come fa un sarto che abilmente modella le sue creazioni sulle forme di corpi differenti.

Questo e` anche uno dei motivi che da anni mi spinge a voler cambiare città. Kyoto non mi piace. E il motivo non e` architettonico,  e` sopratutto questo. E` una città 2.0 creata ad arte per il turista dove per divertirti non puoi far altro che spendere. In centro gli affitti commerciali sono aumentati a dismisura e nessun artigiano o piccolo imprenditore può più sostenere tali costi, e` tutto in mano a multinazionali e franchise dove un caffe` costa 5 euro ma in cambio ti danno un locale da favola e una postazione perfetta per una foto instagrammabile come quella della tua influencer preferita che e` stata pagata profumatamente per fare la foto che tu e mille altri come te han copiato! Si ma la socialità? Quella non conta più nulla? Provate a intrattenervi a parlare con una barista di un franchise, ne rimarrà` traumatizzata, non e` nelle procedure! La gente ha bisogno anche di questo! Di una piazza per parlare, una figura tipo il vecchio oratorio, un circolo dove ricreare a costo zero anziché rinchiudersi in Karaoke, cafe o posti simili. Ci sarebbe il lungo fiume che e`davvero fantastico ma oramai l’estate non ci puoi più andare perché fa un caldo bestia e i giapponesi hanno paura del sole, l’inverno fa troppo freddo con l`aggravante del vento che invece a quanto pare d’estate va in ferie altrove, in primavera adesso subentra il Covid… che vita demmerda!

Ecco che allora io dico, ben venga questa crisi se può aiutarci a rifondare un futuro migliore post Corona.

Rimettiamo la vita al centro del nostro sistema economico. Rivalutiamo quanto e quale tipo di lavoro sia necessario per il benessere fisico ma soprattutto psicologico di tutti. Riorganizziamo la società attorno a beni essenziali e servizi utili a tutti anziché futilità. Basiamo politica e servizi sulla base di principi di uguaglianza e solidarietà. Vabbè no dai con l’ultima sparata ho veramente esagerato, fermiamoci alla penultima!

Detto cio` io non ho la sfera di cristallo ma  verosimilmente più questa crisi sarà persistente e più e` alta la probabilità che una volta passata questa minaccia non si torni al modello di business precedente.

Se questa pandemia dovesse finire a Luglio penso che nulla cambierà, ma se dovesse perdurare un anno almeno come io penso accadra` ecco che la maggior parte di chi opera nel settore si vedrebbe costretta chiudere i battenti  e gli scenari futuri potrebbero cambiare radicalmente.

Provando ad immaginare con le dovute premesse:

Si viaggera` meno ma più consapevolmente. Basta con le toccate e fuga in capitali a caso  ma viaggi più lunghi, anche in virtu` del probabile aumento di nomadi digitali e smart workers e in maniera più ponderata.

Coliving. Ci credo fermamente.  Se la parola al momento non vi dice nulla sono sicuro che in futuro non sara` cosi. Ne parlerò approfonditamente in un altro post. Di base vedo nascere molte strutture ibride con spazi privati sempre più piccoli e spazi in comune sempre più grandi dove potranno alloggiare contemporaneamente turisti, smart workers, nomadi digitali e residenti tradizionali cosi` da ammortizzare il più possibile eventuali crisi di uno qualsiasi di questi  settori.

In ambito prettamente extra alberghiero  io mi auspico  che ogni Host, (gestore di attività extra alberghiera)  capisca che sarà sempre più rischioso in futuro vivere basando tutti i suoi introiti sul solo servizio di pernottamento a breve termine perché se sei un host (artigiano del settore)  per quanto tu possa essere bravo a ricavarti uno stipendio da un paio di appartamenti gestiti impeccabilmente in prima persona, se non hai una  unique selling proposition (esclusività di vendita come nel mio caso “appartamenti sul fiume”) prima o poi comunque ti arriva lo studiato Property Manager (imprenditore del settore)  che se ne prende in gestione 50  attorno a te, li standardizza ed inevitabilmente si abbassa  il prezzo di mercato in virtu` di un offerta maggiore​ ma a lui questa cosa tocca meno che a te perché il suo guadagnano lo realizza a tavolino sulla quantità, giocando coi numeri cosa che tu non puoi fare dal basso dei tuoi due appartamenti  e di conseguenza sei finito. Ma nemmeno lo studiato  dorme sonni tranquilli perché in caso di crisi di settore e`  il primo che muore avendo costi fissi esponenziali rispetto ai tuoi.

E quindi che si fa?

Si fa che nei miei sogni utopici ​mi piacerebbe che invece di ammassarci come delle sardine in appartamenti ottocenteschi arredati Ikea nelle principali città mondiali per poi comunque  finire tutti a fare colazione da Starbucks,  pranzo  da Mc Donald e  cena da Domino`s Pizza  cominciassimo a fare un turismo finalmente esperienziale e sopratutto ecosostenibile.

Turismo che?

Turismo esperienziale! Spiego:

Gianni ha la passione per l`agricoltura. Ha comprato una tenuta nel Chianti immersa nel verde con un grande orto adiacente. Se pernotti da lui, tra un bicchiere e l’altro ti insegna come cosa e quando coltivare e fai colazione con verdure di stagione. Cosa? In due giorni non impari niente? E chi ha detto che devi stare 2 giorni. Se sei uno smart worker puoi rimanerci un mese. Ha prezzi convenzionati e  magari se dai una mano   il cibo ti salta pure fuori gratis. Se non pernotti Gianni ha comunque il suo orto.

A Mario piace pescare. Ha una casa a Goro sul porto. Se prenoti da lui la mattina alle 5 andate a pescare le vongole con la sua barchetta. Se non lo fai  Mario continua a pescare  normalmente e le vongole le vende al mercato invece che metterle nei tuoi spaghetti!

Dario e` un fotografo freelance. Se pernotti da lui ti porta in giro per la città e ti insegna finalmente a padroneggiare iso tempi e diaframmi, senno` continua a fare le foto alla vicina di casa  a sua insaputa!

Nicola lo conosco personalmente. Abbiamo condiviso parte della nostra esperienza Australiana e questa cosa ci ha legato per sempre. Dopo essere tornato a casa si e` rimboccato le maniche ed ora ha aperto un pastificio artigianale a Silea, provincia di Treviso. Pastificio Borgoverde si chiama. Se vi capita passate a trovarlo! E no, Nicola non ha un alloggio turistico annesso, ma se mai lo avesse sarei il primo ad andarlo a trovare per cercare di carpirgli i trucchi del mestiere e poi magari portarmeli qua in Giappone.

Marcello e` uno YouTuber. Se dormi da lui ti insegna a girare e montare un video. Se non lo fai continua a fare la sua vita di Youtuber!

Marta e` un artista. Dipinge e ha la passione per lavorare la creta. Se dormi nel suo casale ti insegna come creare una tazza dal niente e ti ci fa scrivere pure il tuo nome.

Peppe ha una trailer con forno a legna e fa le pizze agli eventi in Australia. Hai sempre voluto imparare a fare le pizze? Se dormi da lui ti racconta vita morte e miracoli sul business mentre ti insegna il mestiere. Potete anche andare alle sagre assieme cosi impari anche a gestire la pressione! Come? Se arriva la finanza? Eh, so cazzi! Almeno, in  Italia so cazzi!!! In Giappone no per esempio. Per questo servirebbe una rifondazione profonda a partire dalla politica.

Ad Andrea piace la figa… vabbè ma perché devo sempre rovinare tutto… ero partito anche bene! Andrea e` sposato e la figa non la vede più!

Certo questo tipo di turismo in alcune realtà esiste gia ma non e` ancora pienamente valorizzato. Nei vari portali di prenotazione online esperienze e pernottamenti sono ancora  slegate.  Mi piacerebbe che i portali di nuova generazione unissero queste due cose dandone la giusta visione d`insieme. Chi c`e` davvero dietro quell’appartamento? Una ditta, una persona? Che persona? Cosa può insegnarti? Cosa posso portarmi a casa da un pacchetto del genere?

Insomma, si e` capito dai, il mondo che vorrei post COVID, nel turismo e in generale, e` un mondo più a misura d`uomo dove si rimetta di nuovo  al centro  la qualità a discapito della quantità. Un mondo incentrato sui rapporti umani e non sui report economici. Chiedo troppo?!

Si! Ciao.

8 commenti su “Pensieri in quarantena. Il futuro del turismo extra alberghiero (secondo me).

  1. Ciao Sole!…ho il fortissimo dubbio che niente e nessuno ne usciranno migliori da questa pandemia

  2. non e’ pensabile uniformare il turismo. ad alcuni piace pagare qualcosa di piu e soggiornare in un bell’appartamento, altri voglio pagare il meno possibile ma stare sul fiume per fare la foto e se ne fregano dell’estetica dell’appartamento. altri invece voglio assolutamente la colazione buffet dell’hotel! Tu concentrati sul tuo prodotto e sul tipo di clientela interessata al tuo prodotto. Il cinese con 50 appartamenti non dovrebbe esser tuo diretto competitore

    • Assolutamente. Io avevo la mia unicità e ne ho sfruttato al meglio il potenziale fintanto che mi e` stato possibile farlo, adesso pero` sento aria di cambiamento e devo decidere cosa fare nel futuro prossimo. Il presente e` già occupato da un altro progetto.

  3. condivido pienamente questa tua visione e spero vivamente che si possa avverare! BASTA TURISMO DI MASSA. BASTA.

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