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Campeggio in Giappone

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Sono appena tornato da qualche giorno di campeggio con la mia famiglia e dopo piu`​ di 2 anni di assenza da questo blog mi e` tornata la voglia di scrivere qualcosa.

Ci sono poche cose del Giappone che mi piacciono cosi tanto come il campeggio inteso come esperienza totale.

Sono sempre stato un campeggiatore, passione probabilmente trasmessa dalla famiglia di provenienza con la quale fin da piccolo ricordo di interminabili viaggi da Verona a Sibari in Calabria a bordo di uno scassatissimo Fiat 238 fiat 238 (chiaramente  senza aria condizionata) adibito a camper alla meno peggio da mio padre dove io e i miei 2 fratelli eravamo “costretti” per tutto il viaggio sul materasso di un letto costruito nel vano posteriore  senza finestrini in quanto autocarro con la paura  che ci potessero fermare da un momento all`altro. 15 interminabili ore ad una velocità di punta degli 80 km/h stipati come delle sardine in mezzo a viveri di ogni tipo  per raggiungere un non ben definito spiazzo di pineta a ridosso di una spiaggia pubblica ma isolata. Ai tempi questa pratica prendeva il nome di “campeggio libero” mentre ai giorni d`oggi trattasi chiaramente di “abusivismo”. Pero` non sporcavamo e le immondizie ce le riportavamo a casa tanto per essere chiari! Vabbe, pipi` e pupu` quelle….. ma comunque erano altri tempi eh! Piu a misura d`uomo se vogliamo o forse essendo parte dei ricordi fanciulleschi mi risulta tutto piu` bello e romantico! Alla fine forse eravamo solo una famiglia di scrocconi che si divertiva a cagare in giro per l`Italia ma a noi piaceva cosi e comunque questa cosa ha dato il via al mio amore per il campeggio che poi e` continuato  in adolescenza con gli amici al mitico “Lido di Volano”, si e` consolidato nei  2 anni in giro per l`Australia a bordo di un23634920416_4bf976d3b9_o.jpg Nissan Uravan giallo dell`82​ e prosegue tutt`ora con la famiglia che mi sto creando qui in Giappone.

E chiaro che il campeggio per sua natura richiede sacrificio, spirito di adattamento e se poi andiamo a fare 4 conti non e` che poi sia tanto piu` economico di altre vie di pernottamento. Magari un tempo forse ma ora non piu` se si contano tutte le spese accessorie e le possibilità di alloggio alternative che il mercato della sharing economy ha iniziato ad offrire. E` stata quindi una bellissima sorpresa quando una volta arrivato in Giappone ho scoperto che anche la famiglia di provenienza di mia moglie aveva lo stesso background (vabbè loro a pagamento, mica abusivi) e tutti adoravano il campeggio. Anche da queste piccole cose ti rendi conto di quando all`inizio di una relazione ci si sceglie un po` a scatola chiusa, certo, ci sono un paio di cose che ti fanno impazzire dell`altro ma tutto il resto lo ignori perche` in quel momento non ha importanza. Due cuori e una capanna insomma. La conseguenza pero` e` che quando i due cuori si stabilizzano la capanna incomincia a farsi sempre piu` importante e quando il brio della passione lascia spazio alla noia della routine,  allora i gusti fino a poco tempo prima insignificanti come la passione per il mare piuttosto che la montagna, campeggio piuttosto che hotel, serata in discoteca o partita a carte in famiglia ma anche musica pop o rock and roll durante un lungo viaggio in macchina possono essere motivo di frizioni o magiche pozioni salva coppia. In questo caso quindi devo dire che mi e` andata molto bene. Avere una passione comune, una di quelle da condividere per forza di cose assieme e all`interno della quale poter crescere i propri figli tramandando loro i  valori a noi piu congeniali non ha prezzo.

Sono ormai piu di 4 anni quindi che con famiglia  mi diverto a campeggiare in giro per il Giappone. Senza contare quelli in cui sono stato piu volte penso che ormai una ventina di campeggi buoni li ho girati ma forse anche di piu.

Si lo so che adesso parte il conto… 4 anni.. 20 campeggi almeno senza contare i doppioni… ma questo non lavora mai?!!

La verità e` che qui in Giappone la gente campeggia prevalentemente durante il week end o a cavallo del loro giorno libero e quindi la norma e` una notte, due al massimo! Facendo il conto quindi 20 campeggi visitati ad 1 notte per uno fa addirittura meno di un mese in 4 anni!

Nei miei trascorsi in Italia il campeggio era sinonimo di vacanze e questo voleva dire almeno 15 giorni di permanenza nello stesso campeggio. Di conseguenza in Italia il campeggio e` costruito e pensato per agevolare interazioni, intrattenere relazioni, delle mini città insomma con tanto di bar, piscine, ristoranti, area giochi e qualsiasi cosa sia utile per aggregare e perché no farci spendere delle belle serate ascoltando buona musica o in compagnia di animazione.

In Giappone e` tutto l`opposto. Di base la società giapponese e` molto piu fredda e riservata e i giapponesi tendono ad isolarsi quando si trovano in contesti diversi dalla loro normalità e il campeggio non fa eccezioni. Nonostante questo a me piace molto. Campeggiare in Giappone personalmente mi da molto piu la sensazione di stare contatto con la natura. I campeggi qui sono spartani, senza nulla che possa in qualsiasi modo aiutare a creare inquinamento acustico e quindi niente bar, discoteche, ristoranti all`aperto… campeggio puro e crudo. Senza fronzoli. Spesso a ridosso di fiumi, spiaggie, laghi e montagne, chi va in capeggio qui in Giappone va con lo scopo di isolarsi, magari passare una bella giornata con amici e famigliari ma nel completo rispetto della privacy altrui. Non e` inconsueto trovare infatti viaggiatori solitari, arrivati in moto o a piedi e sono sempre i miei preferiti.. super organizzati, in pace con se stessi, mi basta osservarli per provare un benessere interiore che provo solo quando passeggio lungo il fiume Kamo a Kyoto.

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Sabato 3 Novembre 2018 in una delle mie consuete passeggiate sul Kamogawa

Non essendo illuminati artificialmente, nella maggior parte dei campeggi la vita segue i ritmi solari e facendo qui buio sempre molto presto, ci si riallinea volentieri a quei ritmi che probabilmente dovrebbero essere per noi i piu congeniali. Quindi sveglia presto, cena verso le cinque sei del pomeriggio e massimo alle nove  già non si sente volare una mosca. Non e` una scelta, e` che la luce ti porta a questo, e io non me ne dispiaccio per nulla.

Sara` che in questa fase della mia vita sono molto sensibile a tutto cio che e` il ribilanciamento dell`individuo ma a me questa cosa riconcilia davvero tantissimo.

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Ma la cosa che piu mi fa impazzire e` cio che si scatena all`imbrunire. Campeggio in Giappone e` prima di tutto sinonimo di falo`, non esiste infatti famiglia o gruppo presente all`interno del campeggio che non passi le ultime ore della serata, in silenzio o in convivialita attorno ad un focolare. Girarsi ed ammirare tutti questi focolari sparsi ma ordinati in un tratto di natura completamente sprovvisto di illuminazione e` qualcosa che mi scalda il cuore ogni volta. Da provare assolutamente.

In Italia non ho ricordi di questo tipo. Non vorrei dire una cavolata ma secondo me in certi campeggi e` pure illegale accendere fuochi mentre qui e` il doveroso fine serata. Tutto e` pensato per far si che venga a ricrearsi questa situazione. Dal merchandising alle locandine passando per i bbq portatili appositamente studiati per essere usati al duplice scopo… tanto che ormai si può dire che sono diventato un esperto e potrei tenere un blog solo parlando di brand e materiale da campeggio.

Fondamentalmente quelli che vanno per la maggiore qui sono quattro, Snow Peak, Logos, Coleman e Captain Stag. Ed in ordine di elencazione descrivono un po la condizione sociale ed economica del campeggiatore. Si perche` in Giappone il campeggio e` anche un po una parata dove in molti fanno a gara ad avere l`attrezzatura piu` bella e piu` costosa. Campeggio qui e` anche mostrare. Senza spocchiosita`, ci mancherebbe, nessuno ti farà` mai notare cio che possiede a parole, ma non e` raro sentire commenti dagli altri campeggiatori mentre si dirigono ai bagni per esempio del tipo… “cavoli quello li ha tutto snow peak” dev’essere pieno di soldi.. o cose di questo tipo!

Per farla breve Snow Peak e` il marchio leader, ingiustificatamente costoso per molte cose a mio avviso se non per il fatto di poter dire “io posso permettermelo” che di fatto quindi ne  giustifica il prezzo! Io ho comprato il barbecue/fire pit della Snow Peak usato ad un asta su Yahoo Auctions perche` e` quello che essendo probabilmente il piu versatile  va per la maggiore. A dire la verità` ne ho comprati 2.. uno usato tantissimo per me e uno per la sorella di mia moglie che ne era interessata. Il secondo annuncio diceva cosi: Vendo Snow Peak Fire Pit L size nuovo mai usato. Comprato ad inizio estate per fare campeggio con gli amici ma purtroppo non ho amici e nessuno e` mai voluto venire con me. Piu che comprarle il bbq avrei voluto abbracciarla e invitarla a campeggiare con noi ma purtroppo abitava distante e quindi mi sono limitato all`acquisto ma senza chiederle lo sconto! Pesantissimo, indistruttibile, qualità costruttiva eccellente e ripiegatile. E` un must. Forse uno su 4 possiede questo modello. Tra porta braci, griglia e portagriglia siamo sui 300 euro, ma si fa presto ad arrivare ai 500 euro con pochi accorgimenti. In Italia nemmeno lo vendono anche perche` da noi non avrebbe successo in quando fuochi non se ne fanno e l`altezza da terra e` minima. Qui fondamentalmente si svolge tutto a 30 centimetri da terra mentre da noi parte tutto da almeno un metro.

Il secondo marchio in ordine di prestigio e` Logos. Non e` caro come Snow Peak ma sicuramente piu degli altri due. Logos come Snow Peak punta al design ma con piu brio, molto colorata e con tinte spesso sgargianti ma mai volgari, a differenza di Snow Peak che rimane su tinte sobrie come bianco, crema e grigio. Diciamo che Snow Peak e` la Apple del campeggio mentre Logos e` un po un marchio da “alternativi”. Io, essendo nella vita reale piu` Snow Peak, in quanto vesto sempre monocolore, sobrio e senza particolari accessori che possano farmi contraddistinguere, in campeggio sono molto piu Logos, mi piacciono i suoi colori accesi e il suo stile un po indo americano. Di Logos ho  recentemente comprato un tavolino che circonda il BBQ  che pero` essendo rifinito in legno devo sempre stare attento che le braci non saltino sulla superficie  senno` me lo bruciano (come e` successo dopo meno di 1 ora dal primo utilizzo cazzo!) e mi perdo parte del rilassamento post giornata! Dovrò` trovare un rimedio a tutto ciò!

Nella prima foto BBQ e Tavolino Snow Peak in metallo. Nella seconda il  BBQ Snow Peak abbinato al mio tavolino nuovo Logos che da li a 2 ore avrebbe subito le prime 3 mini bruciature! Sicuramente molto piu` pratico il primo ma io sono innamorato del secondo e del romanticismo che mi sprigiona quando la sera mi siedo attorno al fuoco ascoltando buona musica triste mentre sorseggio un buon bicchiere di vino o una tazza di Roiboos Tea.

Coleman e` il marchio con il miglior rapporto qualità prezzo. Ottima fattura e buon prezzo. Potrebbe essere paragonato a Zara forse o anche a qualcosina in piu viso che negli ultimi anni sta facendo passettini sempre piu ampi per avvicinarsi al blasone di Logos. Un po come la Volkswagen che da auto del popolo sta diventando un qualcosa non tutti possono permettersi.

Captain Stag e` il  vero marchio del popolo. Lo si trova dappertutto… nei centri commerciali, negli equivalenti dei nostri Leroy Merlin e Decathlon, insomma ovunque. Chi si avvicina al campeggio e non e` sicuro che possa piacergli compra Captain Stag, salvo poi andare in capeggio la prima volta, sentirsi a disagio e ripiegare poi per un marchio che sia piu` consono al prezzo che il suo stipendio gli permette di acquistare! Di base non e` male, anzi. Solo il brand e` associato al cheap e non cura molto il design sopratutto in fatto di colorazioni con i suoi classici verde militare, blu e rosso. Noi siamo pieni di roba Captain Stag!

Da li in poi Southern Port e similari che fanno solo battaglia sul prezzo.

Se e` per quello noi siamo anche gli unici che quando vanno in campeggio sembrano degli scappati di casa. Sempre con abiti ormai in disuso perché “tanto se li rovino non mi dispiace buttarli” anche di due taglie piu grandi mentre tutti gli altri sono coperti dalla testa ai piedi di “Patagonia” Columbus” “North Face” e cosi via.

Una delle cose che mi piace di piu fare quando arrivo in campeggio e` quindi girare per i vari appezzamenti, sopratutto la sera cosi non si vede come sono vestito, e guardare un po che tipo di attrezzatura ha la gente e come la dispone. Qui infatti oltre che il camping
sta prendendo piede anche il Glamping che e` una sorta di campeggio con il lussio dell`hotel e questo fa si che i nuovi campeggiatori siano molto attenti all`arredamento dei loro spazi con tappeti, lucine colorate e tutto cio` che fino a poco  tempo fa non si era mai visto in un campeggio in quanto non necessario ma che nell`era di Instagram per molti diventa indispensabile.

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(Questo un classico esempio di “tutto Snow Peak”. Il valore di un attrezzatura del genere supera abbondantemente i 10 mila euro. In Italia personalmente non lascerei mai incustodita una cosa del genere per tutto il girono mentre qui e` la normalità montare tutto e poi andarsene per qualche ora)

E` bello vedere come impieghino ore ed ore a preparare il tutto per poi disfarlo il giorno successivo. Sono degli home stager mancati insomma!

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Spazio pubblico dove rilassarsi mangiando bevendo o guardando la tv dopo le terme. Ottimo per espettare i rispettivi compagni visto che nelle terme si entra rigorosamente nudi e separati tra maschi e femmine.

E poi ci sono le Onsen. Moltissimi campeggi hanno al loro interno o comunque poco distante da poterci comodamente arrivare in macchina dei piccoli bagni termali dove potersi rilassare durante la giornata ma sopratutto prima di andare a dormire. Chi e` gia stato in Giappone conosce l`importanza che ricopre un Onsen o Furo (bagni termali che a differenza degli Onsen non hanno acqua di sorgente naturale) a livello sociale per un giapponese. Lavarsi e rilassarsi all`interno di uno di questi e` un rito che per noi e` forse paragonabile forse solo all`aperitivo per un milanese! E anche qui silenzio! Non si va per socializzare. Ci si spoglia, ci si lava e ci si rilassa in queste vasche di acqua calda assieme ma ognuno per i fatti propri. Molti hanno anche un area dedicata a cielo aperto rendendoli cosi richiestissimi anche in primavera e autunno. Sono proprio questi i mesi migliori per campeggiare in Giappone se contiamo che l`estate, almeno qui a Kyoto e` una stagione pessima. Comincia con Giugno e la sua stagione delle piogge, per poi passare a Luglio ed Agosto con i suoi umidissimi 38 gradi centigradi per concludersi con Settembre stagione di uragani e tifoni! Insomma Marzo, Aprile, Maggio, Ottobre e Novembre sono assolutamente i mesi migliori per farlo considerando anche il fatto  che la natura da il meglio di se proprio durante quei mesi. Non a caso mentre io scrivo queste righe mia moglie sta cercando un campeggio per il week end che verra` ma pare che almeno nella zona di Shiga e lago di Biwako sia tutto al completo quindi toccherà fare un po piu di strada e dirigersi nella prefettura di Mie, nel Fukui o lavoro permettendo Shizuoka ai piedi del Monte Fuji.

Volevo concludere questo post con un po di foto di campeggi nei quali sono stato ma l`ordine dei miei album fotografici rispecchia in pieno la persona che sono…. e` tutto un casino! Potenzialmente qualcosa di buono c`e` ma e` nascosto in un mare di mediocrità e ora non mi riesce di trovare niente di particolarmente carino anche se so che c`e` e questo mi frustra ancora di più! Senza contare poi che nonostante da qualche tempo mi sia venuta “a parole” la passione della fotografia, quindi dopo aver comprato corpo macchina, obiettivi cellulare e tutto quello che ci va dietro, faccio sempre fatica a smettere di fare quello che sto facendo per prendere in mano uno strumento ed immortalare il momento. Di base le mie foto si limitano a descrivere il mio arrivo, l`attrezzatura da campeggio dopo averla montata e noi davanti all camping quando ce ne andiamo!

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Un commento su “Campeggio in Giappone

  1. Che meraviglia il campeggio e quanto ci cambiano i viaggi!

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