Lascia un commento

Capodanno in Giappone.

IMG_7045
Ridi e scherza è passato anche questo 2014. Il terzo capodanno di fila speso in Giappone pareggiando così il conto con quelli Australiani. Chissà se l’anno prossimo sarà sorpasso?!!

In realtà è stato il primo festeggiato in maniera tradizionale in quanto  nel 2013 essendo impegnati a lavorare in un hotel sperduto nelle stazioni sciistiche di Hakuba non si fece un granchè… lavorammo fino a tarda sera e staccammo giusto in tempo per una doccia ed il brindisi di rito con due colleghe e coinquiline coreane prima di coricarci in attesa di un altra estenuante giornata lavorativa.

Il 2014 non andò meglio, anzi. La morte del suocero poche settimane prima destabilizzò chiaramente  l’ambiente facendo si che nessuno avesse voglia di perdersi in festeggiamenti. Non che ci fosse bisogno di conferme ma in Giappone c’è un usanza che vieta moralmente qualsiasi tipo di cerimonia  festosa nei quaranta giorni (ma non sono sicuro siano esattamente 40) successivi alla dipartita di un familiare dello stesso nucleo pertanto passammo la serata a casa non rinunciando però a celebrare in maniera sobria il mio 34esimo compleanno con una torta a sorpresa di uno dei miei cartoni preferiti da bambino.

Quest’anno invece ho finalmente ho potuto fare il giapponese medio e seguire moglie, suocera e cognato nelle varie tappe di quest’ultima giornata a cavallo del nuovo anno.

Io penso che il Capodanno Giapponese stia al Natale Italiano come il Natale Giapponese sta al San Valentino Italiano! Qui di base il Natale non se lo fila nessuno tanto che è pure un giorno feriale. Diciamo che ha le sembianze del nostro Halloween con le modalità esecutive del nostro San Valentino appunto. E’ una festa (vedi business) che gli si vuol inculcare a tutti i costi ma che loro non sentono appartenergli. Luminarie e giovani vestiti da Santa Claus cominciano ad abbondare ma è tutto uno scimmiottare di cose viste in tv… così, tanto per!  Le giovani coppie in amore cenano assieme la sera del 25  scambiandosi i regali mentre per i teenager è un motivo in più per far baldoria. E’ impressionante come già il mattino del 26 qualsiasi riferimento al Natale sia praticamente sparito ovunque!

Ma in realtà noi si stava parlando di capodanno!

Il veglione per il nuovo anno è una cosa molto più intima e spirituale se vogliamo. Da festeggiare preferibilmente in famiglia e senza gli eccessi tipici della nostra tradizione. I preparativi per questo evento cominciano qualche giorno prima. Innanzitutto ogni famiglia tradizionale ha un bel da fare nei giorni precedenti a preparare i Nengajō che altro non sono che cartoline di auguri per il nuovo anno! Mia moglie dice che grazie all’avvento sempre più prepotente della tecnologia questa pratica sta andando sempre più diminuendo tra i giovani ma resta comunque “di circostanza”  in caso si lavori alle dipendenze di qualcuno, in ambiti aziendali, familiari o di etichetta. Nel dubbio.. meglio mandarli!  Se ne possono comprare di già fatti ma a casa mia si opta ogni anno per il fai da te stampando foto o immagini carine. Non so quante ne abbiano stampate a casa mia ma visto che l’indirizzo va scritto rigorosamente a mano, ci hanno impiegato circa 3 giorni (ovviamente nei ritagli di tempo) per finire tutto! Per esempio in caso di nascite come è successo a mia cognata è quasi scontato ricevere una cartolina che abbia come soggetto il nascituro. L’anno prima invece ne eravamo esenti perché avendo subito un lutto in famiglia non è bene ricevere ne inviare Nengajō.

MochiE’ poi la volta dei Mochi! Il Mochi altro non è che riso stracotto, pestato a sangue in grossi mortai fino a farlo diventare della consistenza simile a quella di un impasto per la pizza. (Si fa per ridere eh! Mica lo si pesta a sangue veramente… lo si pesta e basta!) In realtà noi abbiamo la macchinetta elettrica a casa quindi ce lo pesta lei da sola! Poi con dei guanti (per via del calore) si divide questo impasto in tante piccole palline appiattite a mo di tigella e si lasciano raffreddare. Nei giorni successivi sti cavolo di Mochi ce li si sognerà anche di notte da tanti che si è costretti a mangiarne!  Pare una cavolata ma essendo molto molli e collosi, tipo gnocchi ma molto peggio, ogni anno almeno un paio di persone ci lasciano le penne per soffocamento! Il modo migliore a mio avviso è rosolati sulla piastra con aggiunta di formaggio fuso, salsa di soia e un alga di contorno… il top!

Fatto anche questo è ora la volta delle grandi pulizie! In Giappone pare si debba arrivare preparati e puliti al nuovo anno, quindi qualche giorno prima, a casa mia  fortunatamente solo due, si comincia col mettere a soqquadro la casa! Immancabile è il lavaggio dell’auto il 31! La via di casa mia dalle una alle tre del pomeriggio sembrava un autolavaggio cielo aperto. Che poi le macchine qua mica le lavano col sapone… un colpo di canna dell’acqua, un colpo di spazzolone a secco che fa più male che bene, risciacquo, asciugatina veloce e via.. auto parcheggiata più sporca di prima! Per uno come me che ha passato pomeriggi interi a lavare auto in una carrozzeria ai tempi delle superiori questo è un vero colpo al cuore! E il detergente? E la pelle di daino? E lo spray per gli interni? E il nero gomme? Ma va va vaaaa

Comunque sia, fatto anche questo! E finalmente giunto il momento di mangiare qualcosa!

IMG_7030La cena a casa nostra è stata molto spartana. Niente pietanze particolari, se non l’immancabile torta per il mio compleanno, ne tavola ornata in maniera speciale. Si è mangiato qualcosa di fronte alla televisione aspettando le undici per uscire tutti assieme e dirigerci al tempio vicino casa per il rituale suono della campana bene augurante.

Qui il veglione giapponese a mio avviso prende le sembianze del nostro natalizio. Dove sono cresciuto io, si era soliti aspettare la mezzanotte al di fuori delle varie chiese di paese per potersi scambiare gli auguri davanti ad una buona cioccolata calda per i più piccoli o un ottimo bicchiere vin brulè, (vino caldo) una volta finita la messa di mezzanotte.

Ecco, se al posto della chiesa mettiamo un tempio e al posto del vin brulè troviamo del sakè lo scambio è servito!

Siamo arrivati al tempio mezz’ora prima della mezzanotte che già la coda per suonare la campana era lunghissima. Tra una chiacchiera uno sbadiglio ed una foto, il tempo di guardare l’orologio ed ero già nel nuovo anno da sette minuti. Nemmeno un accenno di conto alla rovescia, ne organizzato, ne improvvisato da qualche gruppo di giovani… ci sono rimasto male! Non che sia molto sensato farlo, ma quando ci si abitua ad una cosa sin dalla nascita viene spontaneo farlo e ci si aspetta che anche gli altri lo facciano.. e invece niente!

Dopo altri dieci minuti è giunto finalmente il nostro turno di suonare la campana, non prima di aver pagato pegno ovviamente… Fatta l’offerta, suonata la campana ci dirigiamo finalmente nella zona alimentare dove teoricamente verranno offerti soba (una specie di spaghetti giapponesi che corrispondono alle nostre lenticchie in fatto di tradizione) e sakè. In realtà i soba li abbiam pagati e il sakè era finito!

IMG_7067Vabbè, comincia a far freddo… decidiamo di tornare a casa passando prima però da uno Shrine, (un Santuario). Questo mi piace di più, è molto più piccolo, più a misura d’uomo, allestito per l’occasione da volontari del vicinato che ridono e scherzano anziché mostrarsi seriosi e formali come i monaci del tempio precedente e sopratutto qui scorrono fiumi di sakè a gratis!!!! Se non fosse che a me il sakè fa proprio schifo avrei probabilmente optato per passare la notte con loro, e sono sicuro che al quarto bicchiere avrei anche cominciato a parlare giapponese!!

Questa notte le linee della metro rimangono in funzione perennemente, non chiudono mai. Sarà l’unico giorno dell’anno, così da permettere a tutti di uscire e tornare all’ora preferita visto che un altra usanza, anche se meno diffusa, è quella di salutare l’alba del nuovo anno  rimanendo svegli fino a mattina nei vari templi o santuari.

IMG_7068A metà mattina di capodanno  invece , vista l’ora non so se per colazione o pranzo si è mangiato l’Osechi-ryōri, una selezione di vari cibi giapponesi serviti su un particolare contenitore laccato che gli conferisce un aspetto “importante”. Questo piatto va sempre ordinato perché secondo la tradizione porta male cucinare, così come pulire, il primo giorno dell’anno. Mia suocera è una di quelle che alle tradizioni ci crede molto e ne ordina sempre di costosissimi. A me sinceramente tutte queste selezioni fanno lo stesso effetto del sakè! Però vabbè, son gusti!

In sostanza sarà ormai per l’età o  perché a me il capodanno in Italia ha sempre messo addosso una sorta d’ansia da prestazione, ma questo modo molto più pacato e spirituale di festeggiarlo non dispiace affatto.

Se ci mettiamo poi che spesso e volentieri in Italia il primo di Gennaio è  sinonimo di hangover dovuti a bevute colossali durante la sera prima, non mi sembra vero svegliarmi il primo giorno dell’anno già pronto per affrontarlo nel migliore dei modi!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Raccontando.... dal Giappone!

pensieri, sensazioni, emozioni...

Just Read The World

Il Travel Blog per lasciarsi sorprendere dal Mondo

quattropersone

Legame di sangue significa famiglia?

Memoria digitale

Tendenze e problemi in archivi e biblioteche (e tutto ciò che vi ruota attorno)

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Greeneyed Geisha

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Quaderno Mitico...

Appunti spesso privi di concordanza dei tempi e di coesione linguistica sui rapporti interpersonali in una realtà quotidiana a volte bizzarra altre banale...

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

proficiscorestvivo

A blog about travel and food - If you don't know where you're going, any road will take you there.

Susanna tutta panna hates cheese

Teaching to the world the good mood since 1988.

CAPITOLO 11 [tra il 10 e il 12]

"scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla. E' tornare a casa. Lo stesso che leggere. Chi scrive e legge realmente, cioè solo per sé, rientra a casa; sta bene." Anna Maria Ortese

BUROGU: Occhi sull`Impero

Riflessioni semiserie di italiani che, per forza o per passione, vivono in Giappone

La Maga di Oz

Un'ex expat che prova a rifarsi una vita in Italia!

On the Widepeak

Le mie cellule impazzite, la mia vita e il mondo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: