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Il rovescio della medaglia.

Angel Boligan CorboIeri sera abbiamo incontrato una vecchia amica. Una ragazza di Tokyo conosciuta nel 2008 in Australia, anche lei in viaggio senza una meta ben precisa ma in cerca di nuove esperienze. Siamo entrati subito in sintonia in quanto all’epoca fidanzata con un ragazzo veneziano.

Dopo la breve parentesi australiana abbiamo avuto la fortuna di incontrarci ancora a Koh Phangan, in Thailandia, a Kuala Lumpur, in Malesia e successivamente a Kyoto, Venezia e Verona.

Dall’ultimo nostro incontro erano passati ormai quasi 3 anni.

Ricordo quando ero più giovane l’emozione nel rivedere gli amici del mare anno dopo anno o semplicemente i compagni di classe dopo le vacanze estive. Notarne i cambiamenti fisici, il diverso taglio di capelli, l’abbronzatura… riporre aspettative esagerate sul fatidico momento e sperare di non disattendere quelle altrui.

Ricordo i primi giorni di dialoghi a ruota libera per tentare di rimettersi in pari  passati a raccontarci un aneddoto dietro l’altro per colmare il vuoto di un anno di silenzi. Certo, con coloro i quali più si era in sintonia erano seguite al massimo tre o quattro lettere, rigorosamente con una goccia di profumo sulla carta, (io usavo Davidoff!!) gli auguri di Natale e Pasqua e forse anche una conversazione all’anno se si riusciva a superare lo scoglio della telefonata a casa. “Buongiorno sono Andrea di Verona, potrei parlare gentilmente con …….”. Mamma mia che ansia quegli attimi prima di prendere la linea …. e che bellezza!

Purtroppo oggi la facilità con cui la tecnologia ci permette di raggiungere ogni persona in qualsiasi momento ha banalizzato molti dei nostri rapporti, o per lo meno dei miei. Ci sono persone che non sento più da tempo ormai in quanto sono perennemente aggiornato sui loro status facendomi così, a torto, perdere l’input per alzare la cornetta e chiedere loro “dal vivo”…. Ciao! Come va?

Ieri purtroppo si è verificata una cosa simile! Nonostante il ” Mamma mia quanto tempo! Ma cosa sono passati, 3 anni?!!” non c’è stata particolare emozione nel primo impatto nonostante ne sia susseguita comunque una piacevolissima serata. Il fatto è che noi Keiko fisicamente non la vedevamo da anni ma virtualmente non l’avevamo mai lasciata, in quanto vista e sentita il giorno prima per accordarci su data e ora, ne avevamo seguito costantemente gli sviluppi su Facebook tanto da conoscerne con esattezza i luoghi delle vacanze negli ultimi anni, gli amici che è solita frequentare e addirittura i piatti degustati durante tutto questo periodo. Insomma, non c’era quasi più nulla da raschiare nel barattolo del “non sai cosa mi è successo in tutto questo tempo”! Praticamente è stato l’incontro tra conoscenti di sempre che si vedono per passare una serata assieme parlando del più e del meno come se il tempo e le distanze non li avessero mai divisi.

Questa condizione, tipica dei tempi moderni mi ha provocato tristezza. Nostalgia. Che bello era fantasticare su come sarebbe stato rivedere la ragazza che ti piaceva tanto e sognare che si accorgesse dei tuoi cambiamenti. Sperare che anche lei, in quei malinconici pomeriggi d’inverno, con la faccia sui libri ma la mente altrove stesse pensando proprio a te, nello stesso momento in cui anche tu, libro sulle ginocchia e piedi sul termosifone, pensavi a lei.

Che bello non sapere, nei propri momenti bui, che gli altri si stanno divertendo a differenza tua. Pensare di essere tutti assieme dormienti in un lungo letargo che ci risveglierà a ridosso delle vacanze estive per far si che ci si possa di nuovo divertire tutti assieme.

Che bello non sapere, che la ragazza dei tuoi sogni, nello stesso momento in cui tu la stai pensando, sta partecipando ad una festa e con aria divertita si tagga, si fa un selfie e commenta foto di decine di ragazzi decisamente più belli di te. Si perché prima era solo un Paolo, un Marco… adesso questo Paolo e questo Marco li può vedere, sviscerarne i profili… insomma, se vogliamo, fa ancora più male! E tu, impotente nella tua cameretta non puoi più nemmeno aggrapparti all’illusione che anche lei… struccata ed in pigiama, stia pensando proprio a te davanti ad una tazza di tè caldo ascoltando magari One degli U2. Eh no, non dev’essere facile essere adolescenti in quest’epoca!

Erano già arrivati i telefonini 1.0 a minare queste certezze… passi per l’sms che ha comunque un costo ed essendo giovani potrebbe essere stato proibitivo ma… “Se non mi fa uno squillino ora che la tecnologia ha soppiantato la telepatia… beh vuol dire che non mi sta pensando… o forse si dai… ma è troppo timida per farmelo per prima e sta aspettando che glie lo faccia prima io… si si, dev’essere proprio così! Ma io non posso farmi vedere interessato… rischierei di perdere  fascino ai suoi occhi… non è ancora il momento di farle sapere che mi piace…forse è meglio aspettare che me lo faccia lei…” e avanti così per mesi!! (Che magari nel frattempo s’ingroppava Alfredo… quello della canzone di Vasco, ma chi se ne frega… io non lo sapevo!!!).

Eh si… erano già i primi segnali di crisi per sognatori seriali come me! Ah quanti castelli in aria mi sono creato con la fantasia! E quanto peso ho attribuito ad alcuni squilli, inviati magari per sbaglio o per noia mentre si era al bagno. Io poi avevo l’abilità di vederci un mondo nascosto perfino in un semplice “Buon Natale!” (inviato col punto esclamativo, non con il punto e basta, capisci?!!!) ricevuto dalla persona giusta.

Tutti gli altri semplici “Buon Natale!” invece mi disgustavano! Almeno personalizzalo cavolo… va bene la Christmas card ma mettici se non altro il mio nome o evita il messaggio!

Che forza la mente eh!

Al cafè in cui ci siamo incontrati erano presenti per lo più giovani. Mentre Mayumi e Keiko di tanto in tanto si lasciavano andare in conversazioni in lingua madre io mi soffermavo ad osservare i ragazzi tutt’intorno a me. Facendo una statistica a tastoni posso affermare che nell’80% dei tavoli almeno uno dei partecipanti era distratto e di fatto estraniato dalla conversazione perché intento ad armeggiare con il telefonino. Io incluso. In  un buon 50% dei tavoli formati da una coppia soltanto, entrambi erano in silenzio, stato catatonico e sguardo fisso sul telefono.

D’altronde ormai è risaputo che la tecnologia ha questa paradossale capacità di avvicinare le persone distanti e allontanare quelle vicine.

“Si ma tu che cosa parli a fare che ce l’avevi pure tu il telefono in mano si potrebbe obbiettare!”

Angel Boligan CorboEd è giusto! Purtroppo sono diventato pure io schiavo della tecnologia, schiavo di una connessione che mi rende libero… pensavo… ed invece se non ho accesso ad internet per più di mezza giornata vado in astinenza e non riesco a pensare ad altro. Non solo perché mi serve per lavoro ma ho proprio bisogno di cazzeggiare in rete. Me ne rendo conto e non ne sono felice. E’ una droga a tutti gli effetti e io ne sono assuefatto. Non è che un alcolizzato non può dire che l’alcool è una merda solo perché beve anzi… appunto perché beve ha una visione molto più profonda della cosa.

Ricordo che in passato quando una serata stentava a decollare, magari perché formata da una compagnia mal assortita si doveva essere in grado di girare la situazione in una maniera o nell’altra e farla andare bene. I momenti di silenzio erano particolarmente imbarazzanti e mal tollerati da tutti. Si creava una sorta di aria pesante che andava assolutamente cambiata. Fortunatamente c’era sempre il carismatico di turno che con una barzelletta, un rutto o una battuta risollevava la situazione. O al limite c’erano le carte… ma non il poker “all in” o robe del genere dove non si parla e si nascondono le emozioni… c’erano la scala quaranta, canasta, merda…. insomma giochi di aggregazione. Oggi invece mi sembra che non siamo più in grado di farlo. Spesso e volentieri non siamo più disposti a dare una svolta ad un determinato momento della giornata, forse non perché non ne siamo più capaci, quanto perché manca la voglia, essendoci comoda l’alternativa. E l’alternativa è lo smartphone o telefono intelligente. Talmente intelligente che non arriva neanche fino a sera con una carica di batteria! Non mi diverto più con questi quattro che ho qui di fronte? Aspetta che faccio una partita on line o partecipo alla discussione di quel forum a cui sono iscritto! Legittimo certo… ma la mia impressione è che così finiamo per essere sempre più soli e in balia di noi stessi.

Anche la televisione mi sembrava perfino più a misura d’uomo un tempo! Ricordo che ai tempi della scuola c’erano di fatto che ne so 20 canali… ma quelli che andavano per la maggiore erano la rai e fininvest, oggi mediaset. La sera quindi si era soliti guardare un film tutti assieme (c’era una tv per casa, non una per stanza) che poi fondamentalmente si finiva sempre per guardare quello su canale 5 o italia 1. Retequattro faceva film belli solo alle 22.45 ma a quell’ora già di andava a letto! E quindi i primi 15 minuti della mattina successiva venivano impiegati per scambiarsi le opinioni coi compagni i classe sul film visto la sera precedente. Oggi tra internet, streaming e canali a pagamento la possibilità che qualcuno veda lo stesso programma di qualcun’altro, a meno che non sia un talent o un reality è bassissima, quasi nulla pertanto anche in questo frangente, si è spesso soli con la propria esperienza.

Certo, la tecnologia ha portato innumerevoli vantaggi…inutile negarlo, ha smascherato falsi miti e fenomeni da bar… ci ha semplificato la vita e migliorato per molti aspetti la qualità del nostro operato ma come ogni rosa ha le sue spine e il rovescio della medaglia a mio avviso è proprio questo. Tornare indietro non si può, e personalmente non me la sentirei nemmeno più ma sono infinitamente grato di aver avuto la possibilità di vivere la mia gioventù senza troppi fronzoli.

comic_satire_16

P.S. Tutte queste bellissime illustrazioni sono opera di Angel Boligan Corbo, un fumettista cubano, divenuto famoso ai nostri tempi perché capace di cogliere in pieno gli aspetti della società moderna rappresentandoli in maniera irriverente, satirica, sadica ma incredibilmente reale. Se non lo conoscete dategli un occhiata. Ne ha create di fantastiche!

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4 commenti su “Il rovescio della medaglia.

  1. fantastic post!! ma se non sei veronese capisci solo il 50% delle tue avventure bro! allora dai che ci videochiamiamo su skype un giorno, almeno ci vediamo ste facce da culo in diretta! fa pulito
    Giredue

    • Assolutamente si!!! P.S. Mi sa che tra l’altro c’eri anche tu a Kuala Lumpur quando ho incontrato Keiko e il suo ex veneziano… o sbaglio? nel caso vi siete mancati di pochissimo comunque!

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