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Hanami Kyoto 2014

ragazza in preghieraLa settimana scorsa finalmente dopo molto tempo dal mio ritorno in Giappone ho fatto il turista!

Qui a Kyoto eravamo in pieno Hanami (celebrazione dei ciliegi in fiore) e non potevo perdere l’occasione di girare per le vie della città e fare qualche scatto alla natura circostante. Scatti che si aggiungono ad altri migliaia dell’anno precedente e ai milioni tutti uguali che girano in rete quotidianamente! Attimi immortalati che da quando la tecnologia ha reso “gratuiti” sono aumentati in maniera spropositata nei miei archivi elettronici abbassandone indubbiamente la qualità (tanto poi a casa con calma seleziono, mi dico sempre!!!) e facendo si in realtà che io non abbia mai il tempo e la voglia di trasformarne alcuni in “fotografie” tangibili portandomi di fatto a non aver mai nulla da mostrare a chi mi chiede interessato notizie dei posti in cui sono stato!

Quando la tecnologia dovrebbe migliorarti la vita!!! Ma mi piace pensare che un giorno, in futuro, quando sarò anziano e anche il più insignificante degli scarti acquisterà ai miei occhi nostalgici un valore inestimabile, spenderò  pomeriggi interi a ricordare,  amplificare o peggio inventare aneddoti mai accaduti da poter raccontare ai nipotini annoiati durante le loro visite al sottoscritto! Molto più facile invece è che a breve perderò anche questa serie di “non fotografie” come è successo qualche anno fa con ben 80 GB di ricordi in giro per Australia, Asia ed Indonesia! Eh no, non avevo fatto il back up!!!!! (Male, si deve sempre fare un back up dei dati!!!).

mi riconoscono anche qua!!

mi riconoscono anche qua!!

 Ma vaffanculo!!! (Se è per questo non l’ho fatto nemmeno ora! Non so come si fa, va bene?!!! O semplicemente sono un inguaribile ottimista!!).

I miei tre giorni da turista sono stati comunque molto divertenti ma anche un po’ stressanti. L’essere umano è così… di base per natura è egoista e possessivo, se la condivisione è la via, la strada da fare è davvero molto lunga per arrivarci, almeno per il sottoscritto.

A me succede spesso  quando vado ad abitare in un posto nuovo e vedo flotte di turisti che invadono la “mia” città.  Dapprima ne sono contento, quasi orgoglioso, come che fosse mio il merito  se tutta quella gente si trova li, tanto da sentirmi appagato, di riflesso una persona migliore! Poi però, superato lo step iniziale, succede un po’ come durante il periodo dell’adolescenza quando scoprivo un cantante di nicchia che negli anni trovava il successo. Non era certo mio il merito della sua ascesa ma se in un primo momento il poter dire di essere stato tra i primi a scoprirlo riusciva a darmi gioia, ben presto questo sentimento scaturiva in fastidio per chi magari scimmiottava le sue canzoni improvvisandosi suo primo fan da una vita nonostante ne fosse venuto a conoscenza ben dopo di me.

Ecco, in questi giorni ho rivissuto un po’ quella sensazione. Da una parte avrei voluto che l’Hanami non finisse mai per far si che un numero maggiore di turisti potesse goderne appieno l’essenza, dall’altra però mi sono sentito soffocare e ho maledetto il fatto di aver dovuto spendere mediamente quaranta minuti per fare un tratto di strada che normalmente me ne richiede solamente quindici.  E dire che io lavoro nel turismo!!! Camminando per la città lungo le sue strade strette e intasate, vedendo orde di turisti da ogni dove fotografare e non rispettare le bellezze che la natura offriva loro mi ha fatto rendere conto però di quanto ormai senta mia anche questa città al pari di Verona, città natìa e Byron Bay, la città della mia rinascita.

E’ stato bellissimo rendersene conto.

I ciliegi in fiore sono un evento sentitissimo in Giappone, non tanto per la loro bellezza quanto per la loro fioritura effimera. Un anno intero ad aspettarli, calcoli su calcoli per ipotizzare la loro massima efflorescenza e poi basta un niente, un soffio di vento, una pioggia violenta o entrambe le cose  contemporaneamente come è accaduto quest’anno e via… l’Hanami è finito. I ciliegi non sono più in fiore, le strade ne portano brevemente  il ricordo nostalgico un po’ come fanno con la neve quando ingrigisce prima di dissolversi  e la vita torna sui suoi binari abituali nei quali il cemento torna a prendere il sopravvento sulla natura.

Alla fine mi sono rifugiato nei due posti che di fatto  sento più miei e che ho ormai additato a mia  comfort zone Kyotense, Keage con la sua interessantissima community house e le sponde del fiume Kamo.

Arco

Entrambi questi due posti sono a mio avviso carichissimi di energia (le letture di Terzani mi stanno influenzando troppo!!!) e il solo fatto di trovarmici, anche senza dover necessariamente far nulla, mi riempie di serenità.

In questo periodo di assestamento dovuto ai molteplici cambiamenti che un trasferimento comporta, ho trovato in loro i miei alleati migliori. Meriterebbero entrambi una descrizione dedicata e non è detto che in un futuro non decida di farlo!

Ora però chiudo qui questa piccola parentesi dedicata all’Hanami e mi concentro sul lavoro che finalmente ho la fortuna di avere anche qui in Giappone. Sulla pagina Facebook metterò altre foto così se un giorno perdo i dati un altra volta almeno quelle rimarranno…. alla faccia del back up!!!!

A breve aggiornamenti!

P.S. Ore 23.15 Ora sono a casa ma mentre scrivevo questo post mi trovavo all’interno della biblioteca del Keage community house. Una volta finita la stesura, prima di pubblicarlo ho deciso di fare ritorno a casa così da ricontrollarlo a mente fresca. Per tornare  devo fare un pezzo di strada in metropolitana e l’altro in bicicletta. Siccome verso sera ha cominciato a fare freddino, il mio io interiore ha visto bene di inventarsi una sfida con un ragazzino dal fisico atletico che si trovava affianco a me alla sbarra delle rotaie del treno!!

A dire il vero lui non mi ha nemmeno guardato, ma io, che tra l’altro non sono mai stato per nulla competitivo, non so perché ho deciso, (forse per il troppo freddo), che in cuor suo mi stava sfidando con quella sua bella bicicletta sportiva rossa, e non appena si è alzata la sbarra il gran premio è partito! In realtà è partito solo nella mia testa perché lui dopo due pedalate mi aveva già staccato di almeno 400 metri, ma io non demordevo! Al quarto affondo deciso, in piedi sui pedali che neanche Pantani, dopo aver preso una discreta velocità, la mia povera catena se ne è uscita dai pignoni facendomi fare un volo d’altri tempi!!! Non ci ho capito più niente ed in un attimo mi sono trovato per terra! Gran premio finito!!! Per fortuna che il mio zaino ha attutito la caduta!

Li per li sono rimasto immobile, non sapevo se ridere o piangere!!!! Ad un certo punto mi si avvicina una signora che ha sentito il tonfo chiedendomi: – Daijobu? (tutto bene?) Daijobu desuka? – No Signora! Non va mia tutto ben!!! Go trentaquattro anni e son cascà in tera come un buteleto!!! Go un senocio sbuccià come non succedeva da anni e non capisso un casso de quel che te me disi!! Comunque grazie!!! Era una vita che non mi sentivo così vivo!!

Ho preso la mia bici (che poi è una  vecchia scassarola della suocera) e me ne sono tornato mestamente a casa!

Ora la mia domanda è… che sia il Karma che ha voluto darmi un ulteriore lezione? Sono atterrato giusto sul mac, se si fosse rotto avrei perso anche quel migliaio di foto nuove che ora possiedo!

Lo vogliamo fare questo ca..o di back up?!!!!

 

 

 

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7 commenti su “Hanami Kyoto 2014

  1. 😀
    Che bello deve essere!
    speravo in un numero maggiore di fotografie … Le metterai in futuro?
    Il pezzo in dialetto è fantastico!

  2. grazie Andrea. una meraviglia……..quando puoi metti altre foto. ciao

  3. […] di cui avevo scritto nel post precedente, più uno bellissimo, segnalato da Andrea Grobberio (che qui racconta il suo Hanami), a Keage, lungo una ferrovia abbandonata e lo storico canale del lago Biwa. E’ un posto […]

  4. e’ un piacere leggerti ragazzo. Ci dobbiamo sentire su skype.

    • Era un piacere leggere anche te, ma ti sei fermato cazzo!! Comunque si, ci si deve sentire per forza su skype visto che a Verona non ci si becca più ormai!

  5. […] di cui avevo scritto nel post precedente, più uno bellissimo, segnalato da Andrea Grobberio (che qui racconta il suo Hanami), a Keage, lungo una ferrovia abbandonata e lo storico canale del lago Biwa. E’ un posto […]

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