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Colui che parlava di responsabilità!!

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Cera una volta nel lontano oriente, e più precisamente ad Hakuba in Giappone, un ragazzo italiano che nonostante non sapesse una parola della lingua locale, si permise il lusso di mandare all’aria una situazione per lui all’apparenza ideale composta da un buon lavoro ed un ottima paga solo perchè a suo dire, non sussistevano i preupposti per una pacifica convivenza con i propri colleghi di lavoro.

Lavativi, irresponsabili e ritardatari, fecero perdere le staffe a quel povero ragazzo italiano che nel giro di breve tempo prese con se i suoi 4 stracci e se ne andò deluso!

C’era un altra volta, un mese più tardi, sempre nel lontano oriente, ma in una città vicina,  un ragazzo italiano che alla fine della sua prima giornata lavorativa, venne invitato dai colleghi a prendere parte ad una festa di compleanno di una ragazza a lui sconosciuta. Ancora oggi ne ignora il nome, ma sono amici su facebook ed è stato pure da lei taggato!!!  Spaesato ma per nulla intimorito cominciò la serata con un approccio defilato.

A mezzanotte i 7 ragazzi che stavano con lui, complice il tasso alcolico che cominciava a farsi sentire, ridevano di gusto cantando stupide canzoncine per incitarsi a bere l’un l’altro. In quel preciso istante, il ragazzo italiano, quasi “stizzito” da tutti quegli schiamazzi, domandava a se stesso se non fosse il caso di appendere ormai lo zaino al chiodo ed intraprendere una vita  più consona alla sua età, in quanto, a suo parere, nulla aveva più da spartire con quel becero stile di vita che per molto tempo, anni or sono, l’aveva fatta da padrone nella sua quotidianità!

Alle due di notte il ragazzo italiano smise di farsi queste stupide domande rendendosi conto non l’avrebbero portato da nessuna parte e, complice il proprio tasso alcolico che si stava uniformando a quello degli altri, cominciò ad aggregare la propria voce all’orchestra corale ritrovandosi senza un preciso motivo con una maschera veneziana sul viso!

Alle quattro del mattino, lo stesso ragazzo, incurante ormai che le persone attorno a lui fossero rimaste ormai solo 4, (la festeggiata e 3 sue amiche) conosceva a memoria tutte le stupide canzoncine fin d’ora sentite, e memore dei suoi trascorsi da stadio lanciava cori a ripetizione.

Alle cinque del mattino, quando ormai in sala volavano pinte di sache, (non è vero, erano bicchierini, ma pesavano come macigni!!!) l’allegro ragazzo italiano aveva ormai il pieno controllo della situazione!  Nel suo delirio di estrema lucidità che solo un ubriaco riesce a raggiungere per pochi istanti pensò con fare soddisfatto che finalmente aveva trovato la via! Se davvero in poche ore soltanto era riuscito ad imparare tutte quelle canzoncine, gli sarebbe bastato investire qualche altra serata in alcool e quello della lingua non sarebbe stato più un problema per lui!

Soddisfatto della scoperta appena fatta, alle cinque e mezza del mattino fu l’ultimo ad abbandonare la nave! La sveglia avrebbe suonato di li a poco e non avrebbe voluto fare tardi il suo secondo giorno di lavoro!

Non avrebbe voluto….

Il mattino seguente il povero ragazzo italiano si svegliò sotto assedio. Fuori dalla sua stanza era in corso la terza guerra mondiale ed era sicuro qualcuno stesse bombardando la sua porta.

Si alzò angosciato e si accorse che trattavasi invece di un suo collega di lavoro, che non avendolo visto arrivare, dopo quarantasette minuti di ritardo decise di andare a prelevarlo direttamente in camera. L’incubo della guerra era finito. Il calvario di una lunga giornata lavorativa stava per cominciare.

Purtroppo ben presto si rese conto che anche la presunta scoperta fatta la sera prima si rivelò una bufala clamorosa, e l’unica cosa che si ricordò invece, era il motivo per il quale l’ultima volta che si trovò in condizioni simili giurò a se stesso che mai più avrebbe bevuto in quella maniera!

Bravo ragazzo italiano!

Il proseguo ve lo lascio immaginare…  questa povera vittima del sistema, deportato in un paese a lui ostile, costretto a lavorare per mantenersi, arrivato con cinquanta minuti di ritardo al suo secondo giorno di lavoro e con una bomba di dimensioni megagalattiche intorno che dovette sforzarsi di sorridere e compiacere ai clienti per le successive dodici ore, alternando visite strategiche al bagno a fughe improvvise lontano da occhi indiscreti!

Alle tre del pomeriggio si alzavano anche le 4 amiche reduci dal’infausta serata. E con triste aria di complicità e compatitmento lo salutarono cantanto: – bevilo bevilo bevilo tutto de un fià! In un correttissimo italiano!!!

Stupido ragazzo italiano! Convinto per un attimo di aver imparato il giapponese senza accorgersi invece di aver travisato le due lingue!

C’era una volta un ragazzo italiano che nel lontano oriente decise di mandare all’aria una situazione a lui ideale a causa dell’irresponsabilità e pigrizia dei suoi colleghi.

C’era un altra volta, sempre nel lontano oriente, ma in una città vicina, un ragazzo italiano che si presentò ai colleghi al suo secondo giorno di lavoro con conquanta minuti di ritardo ed con ancora ben visibili addosso i postumi di una sbornia colossale non ruscendo a combinare un gran che durante tutta quella giornata. (Per lui il solo riuscire a stare in equilibrio sulle sue gambe fu un enorme traguardo però! 😉 )

Morale della storia:

Andrea, Mandelli, Jobbe o come ca…o ti chiami ……… Ma vaffanculo va!!!!!!

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4 commenti su “Colui che parlava di responsabilità!!

  1. P.S. Questo articolo è un trionfo della punteggiatura sbagliata!
    Ma va ben così!
    Cmq ci tengo a dire che dal giorno dopo sono tornato ad essere puntiglioso preciso e puntuale!

  2. oddio che ridere!!!

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