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Del tu, del Lei e del Voi.

kangaroo_gday

Qualche giorno fa pensavo tra me e me che grazie a questi ultimi 6 anni passati viaggiando posso vantare di aver lavorato in ben 3 continenti differenti!

Non che io abbia ricoperto chissà quali mansioni, però sono sempre più convinto che l’unico modo per conoscere realmente una società sia quello di lavoraci per almeno un breve periodo al suo interno!

Per dire la verità l’ideale sarebbe un lavoro a stretto contatto con il pubblico o comunque con persone locali, meglio se dipendente, così da capire inn maniera più approfondita come cambiano i toni delle conversazioni in base ai ruoli ricoperti. Se fossi io il boss qui in Giappone sicuramente starei percependo un’immagine distorta della realtà o comunque differente da come la sto vedendo ora!

Ricordo per esempio che nei 3 mesi passati in Thailandia lavorando ad un progetto personale www.veronapartmentz.com non posso dire di aver appreso più di tanto da quella gente in quanto stetti rinchiuso per la quasi totalità del tempo nella mia stanza d’albergo uscendo solo per andare a mangiare qualcosa nelle bancarelle situate sui marciapiedi sotto casa!

(Per fortuna poi passai successivamente altri 3 mesi in quella bellissima terra e potei recuperare il tempo precedentemente rubato al viaggio!)

Dopo 8 anni di lavoro in Italia, 2 in Australia e qualche mese in Giappone, ma forte della consulenza di Mayumi che ci è nata mi sento di conoscere abbastanza questi posti per poter affermare quanto segue:

Mmmm … veramente non è facile da spiegare ma.. ci provo con una proporzione…

Se l’italiano alla vita da del Lei, l’australiano gli da del tu, mentre il giapponese addirittura del Voi!

Provo a spiegarmi meglio… In Italia, quando conosciamo una persona, o comunque quando l’abbiamo già conosciuta ma le circostanze lo ritengono opportuno, ci rivolgiamo di base ad essa dandole del Lei. Stesso dicasi se entriamo in un negozio, in banca o se interagiamo con una persona anziana nonchè ad un nostro superiore.

In Australia non è così! In Australia son tutti Mate! E quindi in banca come in posta, al supermercato o rivolgendosi ad una nuova conoscenza… al 90% la frase di presentazione sarà… How is going Mate? Che suona un pò tipo… Come va compagno/amico/ fratello? …… Ho sentito genitori rivolgersi a figli così  e viceversa … mate è un po’ come l’attak … universale… non c’è lui, lei, noi, voi, … c’è mate!!! Elementare no?

In Giappone invece è tutto ancora più maledettamente complicato! La composizione di una domanda o di una presentazione varia da persona a persona e da situazione a situazione, ma per semplificare diciamo che loro di base, si rivolgono al prossimo dandogli del Voi. Un po’ come facevano alcuni nostri nonni con i loro genitori!

Questa semplice considerazione secondo me è applicabile anche nella vita vissuta. Chiaramente sto generalizzando, che non va mai bene… però secondo me di base è così:

 L’australiano la vita la vive per davvero, gli da del tu, l’aggredisce! Se gli viene in mente una cosa, prima la fa e dopo pensa alle etichette, al bon ton o se sia stato pericoloso farlo… il giudizio altrui invece neanche lo prende in considerazione… se a quacuno non fosse andato bene ciò che ha fatto… fuck off mate!!

Noi italiani siamo una via di mezzo… non abbiamo tutta questa confidenza con la vita, per questo ancora le diamo del lei ma qualche sfizio comunque ce lo togliamo! Certo alla fine non ce la passiamo poi così male ma.. quante cose avremmo voluto fare e non abbiamo avuto il coraggio di iniziare solo perché… chissà cosa penserà la gente … oppure… e se poi va male? .. E se fallisco? E se rimango in mezzo ad una strada? E quindi molti di noi passano parte della propria vita a rimuginare riponendo poi speranze e sogni irrealizzati nelle mani dei rispettivi figli sperando di veder realizzati tramite questi i propri istinti abortiti. C’è da dire su questo che l’australiano parte avvantaggiato rispetto a noi. Ha un governo sano ed un economia in crescita, il problema economico non lo tocca minimanente, e sotto il profilo lavorativo ha la possibilità di azzardare scelte che per noi rimangono al momento proibitive.

In Giappone a mio avviso la situazione è drastica! Il giapponese la vita la subisce in tutto e per tutto! Il potere decisionale di un giapponese sulla propria vita  è veramente marginale e limitato ai ristrettissimi campi d’azione proposti dal loro rigidissimo stile di vita. Ci sarebbero da vagliare moltissimi aspetti su questo punto, ma mi riservo di farlo in un post dedicato un po’ più avanti per quanto c’è da disquisire!

Una cosa particolare che ho riscontrato chiacchierando con molti di loro è che la maggior parte dei giapponesi non si accorge di quanto sia rigido il loro sistema fino a quando non decidono di provare un esperienza all’estero, magari in Australia appunto, e la maggior parte di coloro che ci è stato, a casa non ci vorrebbe più tornare!

Stesso dicasi per gli Australiani che ho conosciuto qui… nessuno si era mai reso conto prima di quanto fosse fortunato a vivere in un paese libero da tutto! Prima erano solo orgogliosi a prescindere!

Per quanto riguarda noi italiani … beh… la mia impressione è che… tolto l’entusiasmo iniziale dei primi viaggi durante i quali… ah l’Italia è una merda… non ci tornerei neanche morto… qualcosa in noi cominci a cambiare, e in molti dopo qualche esperienza all’estero capiscano che, una volta imparato a dare del tu alla vita, non c’è posto migliore che l’Italia per poterlo fare!!!

P.S. Questo finale forse suona un po’ troppo patriottico! In effetti per un lieto fine più obiettivo sarebbe da togliere l’Italia e mettere al suo posto “casa propria”, perché a queste considerazioni sono arrivati anche moltissimi tedeschi, francesi, spagnoli e svizzeri conosciuti in giro per il mondo e che una volta tornati a casa hanno fatto della propria passione un lavoro!

Ah, la mamma è sempre la mamma!!!

Vi è piaciuto questo articolo? Beh, se non Vi è piaciuto….. FUCK OFF ALL MATE!!!!

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5 commenti su “Del tu, del Lei e del Voi.

  1. Stavo pensando proprio di andare in Australia!!! :-0 ma chi sei il mio alter ego?!? Ahahaha… Grazie al cielo dopo una “certa eta’” esiste il visto per coppia di fatto! 🙂
    Bel post!
    Bye Mate!

  2. Eh già!! Se conosci Alborosie in versione Stena (ricollegandomi al commento su “il mondo”) mi sa che i 30 anni li hai superati anche te!!

    P.S. ti consiglio un blog che leggo sempre con molto interesse http://www.lamagadioz.com è il diario di un italiana che dopo un esperienza australiana ha deciso di tornare a casa scoprendo di avere due palle cubiche!!! E’ sempre un piacere leggerla. Ti piacerà!

    P.S. Non voglio assolutamente farti cambiare idea a proposito dell’Australia però!!! A me ha cambiato la vita!!!!!

    • Grazie lo leggero’ senz altro a breve! Ad intuito mi fido molto del tuo modo di ‘leggere’ la realta’.
      Si 🙂 ho superato i 30..ne ho quasi 34 ma …”nell’ eternita’ (che e’ in ognuno di noi,aggiungo), vedi, il tempo non esiste; l’eternita’ e’ solo un attimo, quanto basta per uno scherzo” (H. Hesse, Il Lupo della Steppa).

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