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Il Giappone che non ti aspetti.

taxi giapponese

Il Giappone, isola di eroi leggendari e miti senza tempo. Paese una volta popolato da valorosi samurai e incantevoli geishe. Luogo dove ogni cosa ha la sua giusta collocazione e nulla viene lasciato al caso. Patria di rispetto, disciplina, cultura, tradizione e dedizione al lavoro. Esempio nell’immaginario comune di integrità, dove la corruzione lascia spazio alla meritocrazia e il senso del dovere annienta la pigrizia.

Ma è davvero così?

Si, rispondevo orgoglioso al ritorno da ognuno dei miei primi tre viaggi in Giappone.

Non lo so, rispondo ora in maniera molto diplomatica!

E’ ormai più di un mese che mi trovo nella terra del sol levante, e dentro di me è già tempo di bilanci.

Lo so, è presto, sono appena arrivato e le esperienze vissute non mi permettono di farlo con estrema obiettività, ma voglio comunque stendere due righe per imprimere nero su bianco le prime impressioni da “giapponese” e vedere, se a distanza di tempo, rileggendo queste righe dirò:

  • Bravo Andrea, ci avevi visto lungo!

oppure:

  • Povero Andrea, non avevi ancora capito nulla!

Il Giappone è davvero un esperienza meravigliosa se vista con gli occhi del turista. Templi, ciliegi in fiore, tetti spioventi e abbigliamento storico, solo questo fa di un viaggio in questo paese un esperienza unica. Se oltre all’impatto visivo ci aggiungiamo la disarmante cortesia del giapponese, sempre pronto ad inchinarsi al tuo cospetto  per saluti e ringraziamenti… beh, sembrerebbe proprio il paradiso!

Ma ripeto, è davvero così? Sono genuinamente così amorevoli i giapponesi oppure talvolta sono portatori insofferenti di una maschera millenaria che li obbliga ad un etichetta ma che comincia a pesare come un macigno su alcuni di loro?

  • 15 dicembre 2012, prima crepa! Passeggiavo per le località turistiche del centro di Kyoto con mia moglie quando ad un tratto mi imbatto in un negozio di souvenir che aveva qualcosa di particolare. Vendeva olio di importazione.
    Olio Furri

    Olio Surri

    Era un olio siriano, Surri si chiamava. Mi fermai ad osservarlo. L’etichetta mi ricordava qualcosa, sembrava una sorta di incrocio tra quella dei nostr olii Turri e Sasso. Chiesi il permesso di fotografarlo e il padrone della bottega acconsentì cominciando nel mentre ad elencarmi le particolarità del prodotto. Lo lasciai finire, lo salutai gentilmente e con molto garbo me ne andati. Il vecchio proprietario mi porse un inchino, un sorriso a 32 denti, e quando mi allontanai di qualche metro esclamò… Ah, tutto questo tempo e non compri niente? Stupido! …. Il caso volle che mia moglie si fosse attardata per delle compere e passando di li proprio in quel momento sentì tutto. Mi raccontò dell’accaduto e chiese se volessi tornare indietro e farmi ripetere quanto detto. Ormai è italiana a tutti gli effetti!! Decisi di lasciar perdere… dopotutto… sono un ospite a casa loro!

  • 22 dicembre 2012, seconda crepa! Qui vi rimando al post Di nuovo in strada … per 3 crocchette! Non pensavo potessero esistere persone così in Giappone.
  • 07 gennaio 2013, terza crepa! Siamo dal dentista. Mayumi il giorno prima facendo le pulizie in hotel ha perso un otturazione. L’ha conservata ed ora ci troviamo nella sala d’attesa di Mr. Takeda aspettando il nostro turno. A parte che l’apputamento era alle per le dieci e sono già le undici.
    Dal dentista.

    Dal dentista.

    A parte che è la prima volta che entro in uno studio dentistico che è praticamente un open space nel quale dalla sala d’attesa riesco a vedere tutti e tre i pazienti sdraiati di fronte a me in attesa dell’intervento. A parte che non ho mai visto un dottore operare a salto su tre pazienti contemporaneamente ma: – Mayumi, Mr. Takeda sta mettendo le mani in bocca a tre pazienti contemporaneamente e senza nemmeno utilizzare un misero paio di guanti in lattice sterilizzati! Ma è normale in Giappone? Questa la reazione di Mayumi! Espressione tipica di questa terra, che sta al giapponese come la bestemmia al veneto!

Sono molto felice di tutto ciò! In Italia non facevo altro che sorbirmi lamentele da parte sua… ogni minima cosa che non funzionava secondo le regole la sua espressione era quella di disapprovazione, seguita da un “Impossible in Japan”!
Ma la vita si sa….. è una ruota che gira!

Detto questo Mayumi è sbiancata! Presa dal panico decide di avvicinarsi furtivamente alla reception chiedendo spiegazioni alla segretaria: – Ah, i guanti? Si, è normale, al Dottor Takeda non piacciono! E’ da molto tempo che ha deciso di non farne più uso! – Ma è possibile? Chiede Mayumi.

La conversazione viene interrotta dal medico che la chiama sul lettino. Mayumi tentenna e si gira verso di me quasi implorandomi di fare qualcosa. Takeda chiede spiegazioni e la segretaria interviente. – Dott Takeda san, chiedo scusa, ma la paziente avrebbe piacere che lei indossasse i guanti per visitarla. Mr Takeda controbatte rivolgendosi a Mayumi: – Capisco. Ma questo è il mio studio e io lavoro così. Se non ti piace sei libera di andartene!
Detto fatto! Un ora di camminata per nulla. Ce ne usciamo allibiti e anche le mie convinzioni riguardo alla sanità oltre che all’igiene e la gentilezza giapponese cominciano a vacillare!

Beh dai, rimane comunque la devozione al lavoro e al proprio capo. Li non li batte nessuno!

  • 1,2,3,4, insomma sempre! gennaio 2013. La mattina, una volta finite le colazioni c’è da riassettare le camere. Io e Mayumi dobbiamo salire ed aiutare le donne delle pulizie facendo quanto ci viene ordinato. (Questo a dire il vero è successo solo i primi due giorni. Alla terza merda pestata dalle varie addette ai lavori noi ora godiamo di piena fiducia ed abbiamo un intero piano a disposizione e siamo responsabili di quanto accade in quell’area).

In questo frangente mi accorgo di essere in Giappone solo perchè non capisco la lingua e le facce dei miei colleghi sono leggermente differenti dalla mia, ma gli atteggiamenti di queste persone sono identici a quelli riscontrati in Italia in praticamente ogni posto di lavoro in cui sono stato.

Donne perennemente col fiatone, della serie son tutto io, faccio solo io, se non ci sono io l’albergo chiude! Si ma… abbiamo cominciato alle otto, sono le otto e due minuti, come fai ad avere già il fiatone?!! Gente così mi mette ansia solo a guardarla. Se mi ci soffermo un po’ mi accorgo di avere il respiro affannato pure io!

Altre che sono il completo opposto, vanno a vuotare le immondizie alle nove e non le vedi tornare prima delle undici.

Gruppi che non vedono l’ora di fare razie di cose dimenticate dai clienti e li vedi entrare ed uscire in velocità dalle camere a mani vuote e tasche piene!

Insomma, ce n’è di ogni assortimento, ma la cosa più importante … non fa differenza che siano state veloci o lente durante la giornata… gli ultimi 15 minuti, vanno rubati! E’ una cosa psicologica!

E’ si perchè anche qua come da noi si timbra il cartellino, e il monte ore va in funzione dei quarti d’ora, quindi se timbri a mezzogiorno e cinque, quei cinque minuti ti vengono tolti! Non sia mai!
L’ultimo quarto d’ora per me è sempre uno spasso… ci si inventa i lavori più assurdi … si, mi ci metto dentro anche io perchè se mai osassi andare a timbrare prima verrei bruciato vivo con gli occhi… farei cadere il palco a tutti gli altri!!

Insomma… quando i “veci contadini de na olta” dalle mie parti, senza mai aver viaggiato dicevano:
“Tutto il mondo è paese” non si sbagliavano per nulla!

Ah…. c’è poi un altro aspetto che mi ha molto deluso:

Il giapponese non è per nulla invadente, non farebbe mai una domanda diretta che potrebbe mettere a disagio il suo interlocutore.!

Bellissima questa cosa! L’invadenza protratta in maniera diretta è il fattore che ancora oggi più mi fa mentire per incapacità di dire no a chi mi sta di fronte!

Un giapponese non ti chiederà mai quanti anni hai. Vero. Non è nel loro stile! Anche perchè nel frattempo si è già preventivamente informato da chi ti sta vicino e sa per filo e per segno quanti anni hai e come hai passato i tuoi ultimi 5 compleanni! Insomma… sono dei pettegoli di serie A! Con sta scusa che le domande imbarazzanti è meglio evitarle hanno imparato a raggirare l’ostacolo in maniera divina!

Io non so la lingua, non parlo con nessuno ma ci posso scommettere che qua dentro tutte conoscono perfettamente anche le dimensioni del mio pene visto che qui negli onsen si entra obbligatoriamente al naturale, (ovviamente maschi e femmine separatamente). Io infatti sono già stato informato dagli uomini del rione su colei che ha il sedere più bello, le tette più grosse e via discorrendo!

E per chiudere in bellezza parlando di rispetto… una cosa alla quale devo ancora farci il callo è questa:

Nonostante le apparenze, nel mondo lavorativo, il rispetto verso il prossimo non esiste! Dal tuo capo o superiore puoi essere insultato ed etichettato con le peggiori parole. Puoi anche venir strattonato a volte, è normale! Nel mondo del lavoro il rispetto esiste solo nei ruoli. Se lo chef fa cadere un piatto, la colpa è del cameriere che cinque ore prima è arrivato in ritardo, pertanto l’ha innervosito! E questo nervoso si è ripercosso in maniera tale da far si che il piatto gli cadesse dalle mani anche se ci stava giocando, e quindi il cameriere è tenuto a scusarsi pubblicamente.
Ma qui viene il bello… non sarà il cuoco a dirlo al cameriere. Il cuoco farà finta di niente sfoggiando il suo solito sorriso a 32 denti, ma nel frattempo avrà già avvisato il capo cameriere insultandolo! Il capo cameriere frustrato per gli insulti, non potendo rispondere al cuoco perchè lavorativamente parlando meno importante se la prenderà con il cameriere, ed il cameriere frastornato entrerà in cucina a scusarsi davanti a tutti senza nemmeno sapere che è caduto un piatto!

Ovviamente in questa storiella ho enfatizzato un po’ le cose, ma la dinamica è utile per capire come sono i meccanismi sui quali ruota il mondo del lavoro in Giappone.

Concludo dicendo che spero di sbagliarmi su tutta la linea, sono qui da poco e non vorrei fosse davvero così. Magari vivendo in un posto di montagna vedo certi atteggiamenti amplificati, e non riportabili alle città più industrializzate. Di contro però ho già avuto riscontri simili da ragazzi italiani conosciuti in rete che vivono qui da più tempo di me, i quali hanno avvalorato molte delle mie impressioni!

P.S. Nonostante sembri un post negativo e di protesta, io qui mi sto divertendo un mondo, e la mia esperienza in terra giapponese al momento è più che positiva! Ho fatto un elenco delle poche cose negative o che comunque faccio fatica a comprendere ma ce ne sono mille altre positive che non ho menzionato.

Quindi…… W il Giappone!

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5 commenti su “Il Giappone che non ti aspetti.

  1. Accidenti, l’ambiente dell’hotel mi sembra un po’… da mani nei capelli! Tieni duro! Il fatto che tu sia insieme a tua moglie mi sembra molto positivo. 🙂
    Per quanto riguarda le dinamiche lavorative e sociali, penso che dipenda dal tipo di lavoro e dalle persone, ma in generale – per quella che è la mia esperienza, sia chiaro – penso che tu ci abbia azzeccato.

    Il tuo blog mi piace molto, mi sono iscritta e leggerò anche i post degli altri tuoi viaggi.
    Ganbatte ne! 😀

    • Grande… sto facendo progressi!!

      Sono riuscito a capire il tuo post fino alla fine…. Ganbatte ne compreso!! Allora non è vero che non so proprio nulla di giapponese! Si in effetti non vorrei davvero generalizzare… non è carino arrivare in un posto e dopo 10 minuti sputare già le prime sentenze… ma questo blog è nato più come un diario per me stesso… quando lo rileggerò in futuro vorrò ricordarmi di tutto e vedere se le mie prime impressioni corrispondano alle opinioni finali!
      Però ecco… capisco che possa dare fastidio a chi è qui da molto leggere commenti negativi da parte di un novellino! Dico questo perchè a me, dopo 2 anni di Australia dava molto fastidio sentire discorsi stereotipati da parte dei nuovi arrivati come… l’australiano è superficiale, non ha cultura, non hanno la storia e cose così… senza nemmeno aver mai parlato con uno di loro ma solo per sentito dire!
      Una volta che passi parte del tuo tempo in un posto, anche quel posto diventa un pò parte di te, e le critiche, se ingiustificate, ti toccano direttamente!!!

    • Ahahahah, guarda, non preoccuparti: con me non corri nessun rischio, parlane pure male… io sto a Tokyo da anni e sono cattivissima coi giapponesi, molto peggio di te! 😆 😆
      Il bello è che mio marito, giapponese, è d’accordo con me e tollera male i suoi simili. 😉
      Nel mio blog mi sfogo: li prendo spesso in giro con umorismo e faccio tanta, tanta ironia e sarcasmo. 😛
      Io semmai non sopporto quegli individui che sono andati in Giappone da turisti, oppure non l’hanno mai visitato, eppure ne parlano come se fosse il paradiso in terra (senza capirne una mazza, ovviamente), la società perfetta (che NON esiste da nessuna parte del mondo).
      Ciao, buona serata!

  2. Articolo molto interessante di sicuro non sempre i soliti consigli triti e ritriti grazie per lo spunto.

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