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La mia rivoluzione personale

La mia metamorfosi ha avuto inizio. Non so bene quando è cominciato tutto, se prima di partire per l’Australia, durante il mio viaggio o al ritorno una volta metabolizzato, ma sta di fatto che è così.

Sto cambiando… anche se preferisco il termine evolversi… quindi… mi sto evolvendo!

Il bello della vita è anche questo… quand’ero giovane pensavo che gli interessi e gli stili di vita di una persona rimanessero sempre gli stessi, e invece fortunatamente non è così… oggi mi riscopro fare cose che se l’Andrea di 10 anni fa mi vedesse stenterebbe a crederci… e il bello è che mi piace proprio farle! Però sto un po’ divagando… torniamo al punto.

Quando sono partito per l’Australia l’ho fatto perchè tante cose che mi stavano attorno non mi interessavano più. Avevo voglia di provare nuove esperienze, nuovi stimoli… nuovi punti di vista.

Così è stato! Sono partito, ho osservato, ho ascoltato, ho vissuto in maniera differente da come ero abituato qui. Forse semplicemente…. sono tornato a vivere… è riemerso in me quello spirito di sopravvivenza insito per natura in ognuno di noi che man mano per colpa del benessere va scemando, portandosi con se entusiasmo e voglia di vivere lasciandoci di contro rimpianti malinconie e qualche chilo di troppo!

Una volta tornato alla “realtà” ho rielaborato un po’ le cose e sono emerse le prime grosse differenze tra il mio stile di vita italiano e quello australiano.

In Australia vivevo meglio, non avevo problemi, non avevo niente, non pensavo al futuro! Era chiaramente una situazione “utopistica”… troppo bella per essere vera… del tipo che lo sai che la tua vita non può essere per sempre così.. ma per il momento non ti poni il problema e lasci che accada.

In Australia non guardavo la televisione, tranne qualche rara volta andavo letto presto e mi svegliavo di conseguenza prestissimo, diciamo che vivevo in simbiosi col sole. Mangiavo quando avevo fame e non compravo quasi mai prodotti gia pronti… ci mettevo anche delle ore a prepararmi pranzo e cena e la cosa mi divertiva molto. Sceglievo giornalmente il menù e andavo almeno 2 volte al giorno al supermercato. Mangiavo molta frutta!

In Australia ho lavorato molto ma ho sempre trovato tempo per me stesso. Facevo molto sport e delle lunghissime camminate in solitaria sulla spiaggia. Camminavo su e giù per le città alla ricerca di niente, solo per curiosare un po’… io lo chiamo people watching…. avete presente tipo il bird watching? Quello che fanno gli appassionati di uccelli? Che se ne stanno delle ore ad osservarli per il solo gusto di farlo? Ecco a me piace farlo con le persone. In silenzio mi piace osservare usi, costumi e modi di fare della gente… vedere perchè  ridono e come lo fanno… associare parti del loro corpo, movenze o atteggiamenti a quelle di persone che conosco e che abitano a milioni di chilometri di distanza rendendo nulla la possibilità che si siano siano influenzate a vicenda. Mi domando anche se potrebbe mai nascere un ipotetica amicizia tra loro!

In Italia ero diverso. A Verona sopratutto. Io dovevo produrre. Qua c’era da pensare al lavoro. C’era da guadagnare di più, per comprare cose che non mi servivano per impressionare persone che non mi piacevano! (cit.!). Non potevo star fermo a non far niente.

In Italia c’è il calcio. In italia c’è la televisione. E sopratutto si guarda troppo calcio in televisione.

Se non ti piace il calcio rischi di non avere argomentazioni sufficienti per poter sostenere una vita sociale al bar, se ti piace la squadra sbagliata rischi proprio di non avercela più una vita!

Prima di partire io facevo parte della seconda categoria… ora che sono tornato ho trovato a dirittura più attaccamento al calcio di prima… come se nessuno abbia dato peso a tutto il marcio che è uscito su questo brutto mondo.

Quando ero piccolo ero un appassionato di wrestling. Anche adesso un po’! Comunque tutti mi prendevano in giro…. – Ma come fa a piacerti quella roba? Guarda che è tutto finto! Loro sanno già chi vince e chi perde!

Oggi risponderei loro… Si ma almeno io lo so che lo sport che piace a me è tutto finto e già scritto…. a differenza tua!!

Comunque sia… oggi ero partito con l’idea di scrivere una cosa e poi me n’è uscita tutt’altra!

Vediamo se riesco a tornare in carreggiata:

Quando sono partito per l’Australia ero alla ricerca del posto perfetto. Ho ben presto realizzato che il posto perfetto è una condizione mentale, da qui la consapevolezza che la vicinanza alla propria famiglia può portarti più di ogni paradiso al mondo verso tale condizione.
Detto ciò, non volendo rinunciare al mio stile di vita Australiano e alla mia famiglia Italiana ho apportato delle piccole modifiche alla mia quotidianità:

 

  • Non ho un televisore a casa! Si lo so.. qui fa molto terzo mondo ma Vi assicuro che è una manna dal cielo… la tv intristisce… ci mette paure in testa che non dovremmo avere (un giorno scriverò un post solo su questo) e cosa più importante ci porta via parecchio del nostro tempo libero. Se ancora non Vi ho convinti… la tv fa ingrassare ecco! Andate a farvi una passeggiata piuttosto!
  • Se posso mi sposto a piedi, in bici o con mezzi di trasporto pubblici, si fanno sempre degli incontri interessanti e si spende meno!
  • Complice anche il fatto che ora abito al quarto piano (che alla fine è un quinto!) di una palazzina senza ascensore,  faccio spesa quotidianamente e mangio prevalmentemente roba fresca e biologica.  In tutto questo mio passaggio evolutivo ho anche smesso di mangiare carne per rispetto degli animali!
  • Ho tagliato la maggiorparte delle spese superflue e questo mi permette di lavorare di meno e vivere una vita più sana e rilassata, ho infatti più tempo per prepararmi da mangiare e più energie da dedicare al mio corpo… ho ricominciato a correre!
  • Ho un balcone pieno di piante che coltivo personalmente, (salvia, menta, basilico, rosmarino, peperoncini, limoni e quant’altro), non sapete che buono che è il pesto fatto col proprio basilico e i tortellini fatti con la propria salvia! Coltivare piante in casa è una terapia riconosciuta… mica l’ho inventato io!

Insomma ho finalmente portato la mia Australia in Italia. Ho capito che se ci si lascia condizionare troppo da ciò che ci circonda si rischia di inseguire il sogno sbagliato o comunque un sogno che non è il nostro.

Ora non sto ne meglio ne peggio di prima.  Sono sempre lo stesso con i miei alti e bassi durante la giornata… però almeno ho avvicinato la mia quotidianità al mio stile di vita.

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7 commenti su “La mia rivoluzione personale

  1. Bel post ma hai toppato sulla TV, quella non manca mai a prescindere da primo, secondo o terzo mondo 🙂

    • In effetti sai che ci ho proprio pensato quando lo scrivevo?! Anzi…viaggiando ho notato proprio il contrario, che più il paese è povero e più la gente ha televisori migliori! Touchè!

  2. non sono andata in Australia e non ho nemmeno viaggiato poi molto, a parte qualche giretto per l’Italia, ma anch’io da sempre pratico il “people watching” e sono arrivata alle tue stesse conclusioni… ho fatto qualche passo indietro da questa società, cercando di rimanere legata più all’essenziale…in fondo, ogni cosa in questa vita è solo presa in prestito..certo, così si è sempre un po’ “diversi” dagli altri, ma certamente più sereni. buona vita!

    • Ero sicuro di non essere l’unico!!! Anzi.. chissà quanta gente c’è che lo pratica!
      Il passino indietro da questa società penso che sia comunque inevitabile.. noi ci siamo arrivati per scelta…. altri lo faranno per necessità…. siamo sull’orlo di un tracollo e chi prima se ne accorge meglio vivrà in futuro! Buona vita anche a te!

  3. lo faccio anch’io e sai quante volte mi capita di vedere un kikez lucchese , un acqua nei polmoni lucchese ecc ecc,…e’ incredibile quanti nostri simil-sosia esistono

  4. Anche io pratico il ‘people watching’ da sempre e sempre di piu..anzi mi sono scelta proprio un lavoro in cui l osservazione delle persone e’ l aspetto principale..sono fisioterapista 🙂
    E in tal modo ho capito che il mondo e’ davvero in ognuno di noi (Alborosie) . Questo mondo interiore, se ben messo a fuoco e nutrito, ci rende immuni da cio che succede intorno a noi..dall andamento di questa societa’. La ricchezza e’ dentro di noi..non fuori come il capitalismo ci vuol far credere. Il viaggio del viaggiatore e’ un trovare se stesso..attraverso lo specchio di cio che incontra. Ognuno di noi merita di trovare intorno a se’ specchi puliti per poter conoscere davvero se stessi e quindi gli altri..e quindi amare se stessi e gli altri. Io credo inoltre che siamo tutti esseri infiniti…ed e’ per questo che il ponte su cui cammina in viaggiatore non ha fine. La nostra anima e’ eterna. E i compagni di viaggio che si incontrano in giro per il mondo chissa in quante altre vite sono stati compagni ! La vita e’ meravigliosa 🙂

    • Assolutissimamente d’accordo!
      Non è per nulla facile ma il trovare la ricchezza dentro di noi è la strada da seguire.
      Che poi alla fine è molto più difficile che inseguire quella materiale!

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