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Chiang Mai

E’ proprio quando non hai nulla da fare che non ti vien voglia di far niente! Nemmeno le cose che solitamente ti piace fare…. Pertanto mi dicevo.. ah ma vedrai quando partirò per il mio viaggio nel sud est asiatico quanto tempo avrò per scrivere!! Verissimo!! Peccato che non avevo fatto i conti con la voglia… che spesso e volentieri latita e davvero non so il perché!! Ora mi ritrovo a Bali… a quasi due o tre settimane di distanza dal mio ultimo post, a cercare di riportare nero su banco emozioni vissute recentemente ma ormai non così fresche nella mia mente che per forza di cose perderanno in trasporto ed emotività… ma  che magari per la prima volta risulteranno più reali e meno fantastiche!

Partiamo con ordine:

Chiang Mai e il trekking.

Chiang Mai è indubbiamente una città di grande fascino… turistica ma non troppo, appariscente  ma non volgare come lo può essere a volte Bangkok. Chiang Mai mi è piaciuta particolarmente di notte, quando mischia la suggestione di città antica con le sue vecchie mura, che a tratti mi ricordavano la mia bella Verona alle luci e i suoni dei sui numerosi pub e ristoranti all’aperto… peccato purtroppo che mi trovavo ancora in ramadam pertanto non ho potuto coglierla fino in fondo magari degustando fino a tarda notte una buona BUONA  birretta in compagnia di qualche sconosciuto! Durante i giorni passati li ho avuto modo di visitare inoltre alcune splendide cascate nonché  altri inevitabili ormai templi e qualche parco naturale! E’ venuto poi il momento di affrontare il temibile trekking tanto decantato da queste parti. Sveglia pertanto mattina presto e ritrovo presso la mia guest house  per aspettare quella che sarà la mia guida per due giorni. Il viaggio per arrivare a nord della città dove incominciare la nostra attraversata nella foresta fino all’arrivo di un villaggio la mhu scorre senza intoppi, a parte ovviamente le solite fermate obbligatorie in posti di spesso scarso interesse per il turista giovane come i vari giardini botanici nonchè allevamenti di farfalle … praticamente le varie guide ricevono donazioni in benzina in cambio di una sosta in questi posti e in caso qualcuno acquisti qualcosa avranno pure una percentuale sul ricavato, ma funziona così un po’ in  tutti i paesi del terzo mondo che ho visitato pertanto ci ho fatto un po’ il callo e la cosa non mi infastidisce più di tanto. Arriviamo quindi ai margini della foresta, qui una prima sosta per riempirci gli stomaci di riso verdure e un po’ di frutta, i piatti sono per la verità un po’ scarni ma le nostre guide si sono giocati le loro carte alla grande dicendo che visto che avremmo dovuto camminare molto sarebbe stato meglio stare leggeri… beh poco male penso io… ancora facevo fatica a deglutire per via della mia gola pertanto per quel che mi riguardava fu meglio così!

Finalmente si parte… nemmeno dopo un’ora di cammino ci si imbatte nella prima avventura, che a dire la verità non mi è piaciuta poi molto, ovvero l’attraversata di un fiumiciattolo sul dorso di elefanti ammaestrati… sarà.. ma solo il fatto di dover poggiare le mie scarpe sulla pelle del collo di questi, resa ormai ruvida e insensibile  più del dovuto da anni e anni di calpestii non è che mi abbia entusiasmato davvero tanto…. Comunque sia… il percorso continua… dopo qualche ora di camminata in una foresta a dir poco incantevole, almeno per noi, dove ogni pianta era nuova, (sicuramente sarebbe così anche per loro se succedesse l’inverso) arriviamo ai piedi di una cascata d’acqua ghiacciata…. È un sollievo per tutti… e allora via con un bagno rigenerante!!! Verso sera arriviamo finalmente in questo piccolo e sperduto villaggio La mhu,  dove la quasi totalità delle persone non sa ne leggere ne scrivere, dove la scuola non esiste e nemmeno la corrente elettrica… dove il primo supermarket si trova a 4 ore di cammino in strade impervie, pertanto si incarica una persona al mese per le spese di prima necessità… funziona tutto a baratto… siamo fuori dal mondo… sospesi nel tempo in una realtà virtuale più di qualsiasi altra disponibile in rete… tutto ciò ci lascia sgomenti a riflettere… per lunghi attimi tutto noi, magari in tempi differenti, ci scopriamo soffermarci a pensare, o meglio solo lontanamente ad immaginare come davvero possa essere un mondo senza playstation, telefonino, libri, luce o quant’altro noi disponiamo senza nemmeno rendercene conto semplicemente perché alla nostra nascita.. c’era già!

La serata scorre velocemente, un’ottima cena a lume di candela con sotto gli occhi uno scenario da favola  e poi giochi e canti tutti insieme… gente del posto e ragazzi “benestanti” provenienti da ogni parte del mondo…c’è comunque alchimia tra noi… i più si ritirano presto, sfiancati dalla giornata di cammino, altri, io compreso, si uniscono ai bagordi della guida e dei ragazzi del posto che bevono whisky e cantano… uno di loro propone un gioco con le carte… ciacioba… che scoprirò poi trattarsi del nostro comunissimo “merda”, e questo ancora una volta mi fa pensare a quanto simili siamo tutti quanti ricordando di quando a Coolangatta (Australia) un israeliano propose un gioco demenziale, a suo dire tipico del suo paese per poi scoprire di averlo in comune sotto altro nome.

Ad ogni modo… le regole del gioco fanno si che chi perde debba cantare una canzone possibilmente proveniente dal proprio paese di origine…. Siamo tutti tesi e vergognosi all’idea di dover cantare di fronte a sconosciuti, ma non ce n’è bisogno… perde sempre un autoctono, non perché sia il più scarso, ma perché da vero interprete si diverte ad animare la serata con canti e balli tipici della sua gente..  è solo alla 5 sconfitta che l’ormai indiscusso protagonista della serata cambia idea e dice… ora ne canto una inglese… di fama internazionale…

Siamo tutti curiosi di sentire che cosa ci sfodererà questa volta. E rimaniamo tutti allibiti sotto le note di …. Numma numma iè!! Un tormentone rumeno che andava qualche anno fa nelle nostre discoteche meno trendy!! …. A parte che non è inglese…. Ma davvero mi domando come possa essere arrivata fin lassù, in un posto senza radio ne televisione… a migliaia e migliaia di chilometri dall’Europa una canzone del genere! Questi sono i veri misteri della vita…. Altro che segreti di Fatima!!

Ad un certo punto rimaniamo solo in tre… la guida, il suo vice ed io… l’atmosfera è sovrannaturale.. si chiacchiera del più e del meno ed è tutto così suggestivo che sono sicuro, se non fossi stato impossibilitato per via dell’operazione ad ingerire fumo ed alcool, non avrei saputo opporre resistenza alla mia curiosità di provare, in una serata come quella, l’oppio che mi è stato offerto. E’ proprio vero che è l’occasione che fa l’uomo ladro… ma in questo caso purtroppo o per fortuna, l’occasione non aveva fatto i conti con il ladro affetto da roncopatia!!!!

La giornata successiva sarà molto frizzante,  e il ritorno a casa dopo due ore di cammino sarà completato da una discesa di un ora di alcune rapide con un gommone (rafting) e un altro breve percorso su delle zattere di bambù che tanto mi ricordano quelle usate dagli indios viste nei film!

 

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3 commenti su “Chiang Mai

  1. ti abbraccio fooortissimo…sei…fantastico…ti auguro il meglio in questo anno e x sempre…te lo meritiiiiiiiiiun baciooooooo

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