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Pensieri in quarantena. Il futuro del turismo extra alberghiero (secondo me).

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Il Turismo per come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso e` morto.

E menomale mi sento di aggiungere io!

Succede sempre  cosi quando ci siamo di mezzo noi umani. Siamo esperti nel rovinare tutto. E` inevitabile. Fa parte del nostro DNA.

Se il turismo fosse una torta e noi umani dei pasticceri la cosa suonerebbe un po` cosi`:

Le prime torte erano buonissime, fatte con ingredienti al 100% naturali,  latte di mucche allevate al pascolo, uova di allevamento a terra, farine macinate a pietra, insomma, un tripudio di sapori e genuinità tanto che ogni torta appunto per la propria unicità differiva leggermente dall`altra. Certo non erano bellissime da vedere perché il focus era sugli ingredienti quindi sulla sostanza e non sulla forma, preparare il tutto a regola d’arte costava tempo conoscenza e fatica e il risultato era autentico e sopratutto non era cosa da tutti.

Col tempo pero` sempre più gente moriva dal desiderio di provare una fetta di torta, anche chi i dolci proprio non li aveva mai considerati prima.

Ecco che sono entrati in gioco gli studiati, quelli che hanno una soluzione a tutto, quelli che la vita la imparano sui libri mica la vivono.

Le torte non bastano per tutti perché troppo dispendiose in termini di qualità e prezzo? Dove sta il problema, abbassiamo la qualità, abbassiamo il prezzo, standardizziamo il prodotto, lo rendiamo peggiore qualitativamente ma più attraente visivamente con campagne di marketing mirate, ingredienti provenienti da allevamenti intensivi, di inferiore qualità ma  più facili da reperire, ci concentriamo sulla forma anziché sulla sostanza, photoshoppiamo un po` e il gioco  e` fatto​. Sara` un successone. In poco tempo tutti vorranno una fetta della nostra torta standard. E ce ne sarà in abbondanza! Poco importa se la torta non saprà più di genuino come prima, diventeremo ricchi!

Questo non succede solo nel turismo, accade in tutti i settori  dove ci si possa fare del business sopra.  Vengono presi, riconfezionati, gonfiati, spremuti e poi una volta implosi eventualmente abbandonati nell’attesa della prossima onda. Succede nello sport, nella musica, nello spettacolo, ma io mi occupo di turismo e di questo parlo!

Di questa cosa gia`  ne ebbi sentore sul finire della prima decade degli anni 2000 quando dopo la fine della mia prima esperienza australiana mi accingevo a fare il backpacker nel sud est asiatico. Backpacker (da Wikipedia)  è un termine inglese  utilizzato anche in italiano che significa letteralmente viaggiare con lo zaino e che sta a indicare un modo di viaggiare economico, spartano, low cost.

Gia`, viaggiare!!

A quei tempi noi viaggiatori ci si ritrovava virtualmente su vari forum online, il mio preferito, forse il più conosciuto era il Tripcentre di TripLuca. Facebook non c’era ancora o comunque non come lo conosciamo oggi, e su questi forum  si disquisiva di vari argomenti. Uno di questi era la differenza tra turista e viaggiatore. Noi chiaramente schernivamo il primo schifandolo a prescindere senza accorgerci invece (me ne resi conto dopo anni) che turisti lo eravamo anche noi. Pensavamo di essere viaggiatori e invece nella stra grande maggioranza dei casi eravamo semplicemente turisti di nicchia. Nel sud est asiatico, dove gia` la sapevano più lunga di noi ragazzetti occidentali nati nell agiatezza avevano capito tutto dal principio, avevano intercettato le nostre esigenze e  imparato a venderci  a caro prezzo per il servizio offerto l’illusione di poter dire e in molti casi scrivere di essere dei veri viaggiatori.

Bus Thai to Vietnam

Bus spacciatomi per super lusso che mi porto` nel 2008 dalla Thailandia al Vietnam. io e altri 2 disperati in mezzo ad una ventina di autoctoni! Il bus era pieno di scatoloni nella parte posteriore che poi sono stati scaricati a meta` strada. Non so cosa contenessero. Io dormivo al posto della valigia gialla!

Come me ne sono accorto? I nostri blog erano tutti uguali, differivano solo per capacita di scrittura ma visitavamo ciclicamente le stesse città, le raggiungevamo con gli stessi bus, dormivamo negli stessi ostelli, rincontravamo gli stessi backpackers più volte nell arco temporale del nostro viaggio ma nonostante tutto esordivamo  nei nostri scritti con: Eravamo gli unici occidentali presenti! Una volta resomi conto di ciò, non ricordo se a Chang Mai o a Koh Tao, comunque in Thailandia decisi di oltrepassare in solitaria il grande tendone del Truman Show e  visto che avevo un motorino a disposizione  provai ad avventurarmi per  mete alternative. Nel giro di 20 minuti mi trovai in un villaggio dove nessuno parlava inglese, tutti erano schivi o comunque non amichevoli come in Khaosan road a Bangkok, niente luce, niente acqua corrente ne strade asfaltate, io avevo fame e mi scappava la pipi! Niente ristoranti, niente bar, niente toilet. Nessuno che capiva cosa volessi, cosi dopo meno di un ora la mia avventura di viaggiatore fini` e tornai a fare il backpacker con buona pace del mio orgoglio sovversivo.

Ecco, col turismo di massa del post Airbnb e voli Low cost e` successo proprio cosi`. Hanno standardizzato il prodotto abbassandone la qualità e aumentandone la portata.  Ora possono permettersi di viaggiare anche quelli che se a Kyoto non trovano il caffe` espresso  e la pasta alla carbonara fatta rigorosamente senza la panna e` un delitto! Bellissime città come la nostra  Venezia, Bali, la stessa Kyoto sono diventate delle trappole per turisti completamente invivibili per i residenti e ultimamente a mio avviso anche per i turisti più accorti. Certo io sono uno di quelli che ci ha marciato sopra a questo business ma a mio modo di vedere le cose l`ho fatto in modo etico, in maniera artigianale anziché imprenditoriale prendendo solo il numero di appartamenti che potevo gestire fisicamente e aiutando ogni  cliente che lo richiedesse a pianificare la propria esperienza a Kyoto nella maniera che più si addicesse a lui, un po come fa un sarto che abilmente modella le sue creazioni sulle forme di corpi differenti.

Questo e` anche uno dei motivi che da anni mi spinge a voler cambiare città. Kyoto non mi piace. E il motivo non e` architettonico,  e` sopratutto questo. E` una città 2.0 creata ad arte per il turista dove per divertirti non puoi far altro che spendere. In centro gli affitti commerciali sono aumentati a dismisura e nessun artigiano o piccolo imprenditore può più sostenere tali costi, e` tutto in mano a multinazionali e franchise dove un caffe` costa 5 euro ma in cambio ti danno un locale da favola e una postazione perfetta per una foto instagrammabile come quella della tua influencer preferita che e` stata pagata profumatamente per fare la foto che tu e mille altri come te han copiato! Si ma la socialità? Quella non conta più nulla? Provate a intrattenervi a parlare con una barista di un franchise, ne rimarrà` traumatizzata, non e` nelle procedure! La gente ha bisogno anche di questo! Di una piazza per parlare, una figura tipo il vecchio oratorio, un circolo dove ricreare a costo zero anziché rinchiudersi in Karaoke, cafe o posti simili. Ci sarebbe il lungo fiume che e`davvero fantastico ma oramai l’estate non ci puoi più andare perché fa un caldo bestia e i giapponesi hanno paura del sole, l’inverno fa troppo freddo con l`aggravante del vento che invece a quanto pare d’estate va in ferie altrove, in primavera adesso subentra il Covid… che vita demmerda!

Ecco che allora io dico, ben venga questa crisi se può aiutarci a rifondare un futuro migliore post Corona.

Rimettiamo la vita al centro del nostro sistema economico. Rivalutiamo quanto e quale tipo di lavoro sia necessario per il benessere fisico ma soprattutto psicologico di tutti. Riorganizziamo la società attorno a beni essenziali e servizi utili a tutti anziché futilità. Basiamo politica e servizi sulla base di principi di uguaglianza e solidarietà. Vabbè no dai con l’ultima sparata ho veramente esagerato, fermiamoci alla penultima!

Detto cio` io non ho la sfera di cristallo ma  verosimilmente più questa crisi sarà persistente e più e` alta la probabilità che una volta passata questa minaccia non si torni al modello di business precedente.

Se questa pandemia dovesse finire a Luglio penso che nulla cambierà, ma se dovesse perdurare un anno almeno come io penso accadra` ecco che la maggior parte di chi opera nel settore si vedrebbe costretta chiudere i battenti  e gli scenari futuri potrebbero cambiare radicalmente.

Provando ad immaginare con le dovute premesse:

Si viaggera` meno ma più consapevolmente. Basta con le toccate e fuga in capitali a caso  ma viaggi più lunghi, anche in virtu` del probabile aumento di nomadi digitali e smart workers e in maniera più ponderata.

Coliving. Ci credo fermamente.  Se la parola al momento non vi dice nulla sono sicuro che in futuro non sara` cosi. Ne parlerò approfonditamente in un altro post. Di base vedo nascere molte strutture ibride con spazi privati sempre più piccoli e spazi in comune sempre più grandi dove potranno alloggiare contemporaneamente turisti, smart workers, nomadi digitali e residenti tradizionali cosi` da ammortizzare il più possibile eventuali crisi di uno qualsiasi di questi  settori.

In ambito prettamente extra alberghiero  io mi auspico  che ogni Host, (gestore di attività extra alberghiera)  capisca che sarà sempre più rischioso in futuro vivere basando tutti i suoi introiti sul solo servizio di pernottamento a breve termine perché se sei un host (artigiano del settore)  per quanto tu possa essere bravo a ricavarti uno stipendio da un paio di appartamenti gestiti impeccabilmente in prima persona, se non hai una  unique selling proposition (esclusività di vendita come nel mio caso “appartamenti sul fiume”) prima o poi comunque ti arriva lo studiato Property Manager (imprenditore del settore)  che se ne prende in gestione 50  attorno a te, li standardizza ed inevitabilmente si abbassa  il prezzo di mercato in virtu` di un offerta maggiore​ ma a lui questa cosa tocca meno che a te perché il suo guadagnano lo realizza a tavolino sulla quantità, giocando coi numeri cosa che tu non puoi fare dal basso dei tuoi due appartamenti  e di conseguenza sei finito. Ma nemmeno lo studiato  dorme sonni tranquilli perché in caso di crisi di settore e`  il primo che muore avendo costi fissi esponenziali rispetto ai tuoi.

E quindi che si fa?

Si fa che nei miei sogni utopici ​mi piacerebbe che invece di ammassarci come delle sardine in appartamenti ottocenteschi arredati Ikea nelle principali città mondiali per poi comunque  finire tutti a fare colazione da Starbucks,  pranzo  da Mc Donald e  cena da Domino`s Pizza  cominciassimo a fare un turismo finalmente esperienziale e sopratutto ecosostenibile.

Turismo che?

Turismo esperienziale! Spiego:

Gianni ha la passione per l`agricoltura. Ha comprato una tenuta nel Chianti immersa nel verde con un grande orto adiacente. Se pernotti da lui, tra un bicchiere e l’altro ti insegna come cosa e quando coltivare e fai colazione con verdure di stagione. Cosa? In due giorni non impari niente? E chi ha detto che devi stare 2 giorni. Se sei uno smart worker puoi rimanerci un mese. Ha prezzi convenzionati e  magari se dai una mano   il cibo ti salta pure fuori gratis. Se non pernotti Gianni ha comunque il suo orto.

A Mario piace pescare. Ha una casa a Goro sul porto. Se prenoti da lui la mattina alle 5 andate a pescare le vongole con la sua barchetta. Se non lo fai  Mario continua a pescare  normalmente e le vongole le vende al mercato invece che metterle nei tuoi spaghetti!

Dario e` un fotografo freelance. Se pernotti da lui ti porta in giro per la città e ti insegna finalmente a padroneggiare iso tempi e diaframmi, senno` continua a fare le foto alla vicina di casa  a sua insaputa!

Nicola lo conosco personalmente. Abbiamo condiviso parte della nostra esperienza Australiana e questa cosa ci ha legato per sempre. Dopo essere tornato a casa si e` rimboccato le maniche ed ora ha aperto un pastificio artigianale a Silea, provincia di Treviso. Pastificio Borgoverde si chiama. Se vi capita passate a trovarlo! E no, Nicola non ha un alloggio turistico annesso, ma se mai lo avesse sarei il primo ad andarlo a trovare per cercare di carpirgli i trucchi del mestiere e poi magari portarmeli qua in Giappone.

Marcello e` uno YouTuber. Se dormi da lui ti insegna a girare e montare un video. Se non lo fai continua a fare la sua vita di Youtuber!

Marta e` un artista. Dipinge e ha la passione per lavorare la creta. Se dormi nel suo casale ti insegna come creare una tazza dal niente e ti ci fa scrivere pure il tuo nome.

Peppe ha una trailer con forno a legna e fa le pizze agli eventi in Australia. Hai sempre voluto imparare a fare le pizze? Se dormi da lui ti racconta vita morte e miracoli sul business mentre ti insegna il mestiere. Potete anche andare alle sagre assieme cosi impari anche a gestire la pressione! Come? Se arriva la finanza? Eh, so cazzi! Almeno, in  Italia so cazzi!!! In Giappone no per esempio. Per questo servirebbe una rifondazione profonda a partire dalla politica.

Ad Andrea piace la figa… vabbè ma perché devo sempre rovinare tutto… ero partito anche bene! Andrea e` sposato e la figa non la vede più!

Certo questo tipo di turismo in alcune realtà esiste gia ma non e` ancora pienamente valorizzato. Nei vari portali di prenotazione online esperienze e pernottamenti sono ancora  slegate.  Mi piacerebbe che i portali di nuova generazione unissero queste due cose dandone la giusta visione d`insieme. Chi c`e` davvero dietro quell’appartamento? Una ditta, una persona? Che persona? Cosa può insegnarti? Cosa posso portarmi a casa da un pacchetto del genere?

Insomma, si e` capito dai, il mondo che vorrei post COVID, nel turismo e in generale, e` un mondo più a misura d`uomo dove si rimetta di nuovo  al centro  la qualità a discapito della quantità. Un mondo incentrato sui rapporti umani e non sui report economici. Chiedo troppo?!

Si! Ciao.

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Pensieri in quarantena. E adesso?

IMG_4912Versione veloce: Sto continuando a fare schifo!

Versione per il blog: Da due settimane a questa parte niente e` cambiato! Continuo a fare schifo, a mangiare schifezze e a non aver tempo di far niente! Io sicuramente ci metto del mio ma il fatto di avere due piccole bestioline iperattive in casa intralcia non poco i miei piani di rinascita. Bene, 4 righe in croce e cominciamo gia con le scuse!

Non sto studiando giapponese, non sto facendo esercizio fisico, non sto tenendo il diario ne aggiornando la tabella degli obiettivi, non mi sto svegliando presto e non sto leggendo per nulla.

Gli unici momenti di svago emotivo durante la giornata sono quando carico i bimbi sulla bicicletta elettrica e ci facciamo un bel giro lungofiume. Il Giappone ha dei posti fantastici per questo genere di attività.  Nel frattempo con Rei facciamo anche  House Watching, ovvero noi abbiamo rinominato cosi l’arte di esplorare quartieri nuovi alla ricerca di case che ci piacciono immaginando poi di costruircele uguali in futuro da qualche parte. Kai rimane attento sulla strada e non spiaccica parola!

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Al di la della frustrazione del momento devo pero` anche far fronte ad un problema molto piu importante. Il futuro della mia famiglia. E nella fattispecie il sostentamento economico nel medio e lungo termine.

Come già detto io lavoro nel turismo. Ho 2 appartamenti presi in affitto a lungo termine che subaffitto a turisti stranieri da ormai 6 anni a questa parte. Per fare ciò con le nuove leggi in vigore a Kyoto ho bisogno anche di un ufficio nel raggio di 800 metri da questi appartamenti. In totale sono 3 affitti da pagare che gravano mensilmente sulle nostre spalle più spese accessorie.

Il Turismo a Kyoto, cosi come nel resto del Giappone e del mondo intero e` fermo. E`uno dei settori che e` stato maggiormente colpito da questa pandemia e probabilmente sarà anche uno degli ultimi a risollevarsi.

Sui social impazza il toto riapertura e ognuno ha una propria visione della cosa ma fondamentalmente nessuno ha la risposta. 3 mesi? 6 mesi? 1 anno? 2 anni? Revenge spending? Progressiva ripresa? Niente sarà più come prima? Nessuno può dirlo con certezza e quindi mi ritrovo ad un bivio.

Che fare? Resistere aspettando che le cose migliorino intaccando il capitale accumulato negli anni o dimenticarsi del passato, mollare tutto, fare un lungo respiro e reinventarsi?

Non e` un scelta facile! Questo lavoro me lo sono cucito addosso dal niente quando sono arrivato. Airbnb non lo conosceva nessuno, case vacanze non ne esistevano e grazie alla mia perseveranza sono riuscito a mettere in piedi un business florido partendo da zero e mollare tutto ora che da anni sono tra le prime scelte di clienti disposti a spendere bei soldini per un esperienza unica beh, non sono scelte che si prendono a cuor leggero.

Di contro, ogni mese di indecisione ha un costo. Più aspetto e più perdo soldi e più perdo soldi e più questo potrebbe portarmi a perdere lucidità e spazio di manovra qualora decidessi di mollare tutto nei mesi a venire. Se cosi fosse, tanto vale farlo il prima possibile. Non sono mai stato un giocatore d’azzardo ma penso che il feeling  sia il medesimo che esso prova quando deve decidere se continuare a perdere sperando nella remota possibilità di fare il colpaccio prima che i soldi a sua disposizione finiscano o accontentarsi di quanto vinto fino a quel momento. Non ho ancora una risposta e quindi mi sono dato ancora un po di tempo per decidere. O meglio, una risposta penso di averla elaborata in questi giorni ma non sono ancora pronto fare tale passo. Il Turismo, il mio turismo fatto di clientela cinese per la maggior parte, non si riprenderà tanto facilmente. Ci vorrà almeno un anno perché i turisti possano tornare a pieno regime ma forse anche di più. Certo, una volta ripreso probabilmente molti dei miei concorrenti avranno chiuso i battenti e potrei avere la strada spianata ma e` anche possibile che questo non accada. Potrebbe esserci un graduale ritorno con prezzi sostanzialmente più bassi e i miei introiti di prima potrebbero non materializzarsi più. Il mio contratto di affitto poi non e` infinito e potrei vedermelo non rinnovato tra qualche anno non avendo cosi il tempo necessario per ammortizzare le perdite sostenute aspettando la ripresa dei mercati sebbene uno o due mesi buoni del periodo pre Covid mi basterebbero per coprire un anno di spese vive. Abbiamo anche giocato la carta della richiesta di riduzione momentanea dell’affitto causa pandemia alla nostra padrona di casa ma ci ha detto picche. Pare che i nostri principali concorrenti, una cordata cinese che qui a Kyoto detiene più di un centinaio di guesthouses siano gia andati a bussare alla sua porta chiedendo informazioni sugli appartamenti al momento in nostro possesso proponendole di acquisirli in caso di nostra disdetta pagandoli anche il doppio di ciò che stiamo facendo noi. Bluff o no sicuramente il giorno che ci scadrà il contratto dovremo comunque fare i conti con questa cosa. Si sa, il pesce piccolo e` più rapido e arriva prima ma quando si sveglia  il pesce grosso quello piccolo ha come unica alternativa quello di andarsene alla stessa velocità con cui e` arrivato alla ricerca di altri lidi inesplorati.

E allora che si fa?

Si parte da un po più indietro.

Qualche giorno fa seguivo una lezione gratuita di giapponese online. La nostra Sensei ci ha chiesto di preparare un piccolo discorso in giapponese, il Topic era la vita dopo il COVID-19. Argomento scelto da me tra l’altro.

Questa la mia risposta: Chiaramente tradotta in italiano che sarà breve e concisa per potersi adattare al mio livello di Giapponese. Anzi magari riuscissi a tradurre senza l’aiuto di Google Translator tutto ciò, comunque questo e` quanto ho scritto:

“Questa pandemia da Corona Virus non e` solo negativa. Rimanere a casa per tanto tempo senza poter fare quello che si vorrebbe porta consiglio.

Sono contento della mia vita? Se potessi fare cio che voglio, cosa vorrei veramente fare? Dove vorrei vivere?

La mia risposta e` no. Non sono del tutto contento. Faccio il lavoro che mi piace ma non dove vorrei.

Conoscete il significato della parola ijyiu? Emigrare inseguendo un sogno. 13 anni fa ho lasciato l`Italia alla ricerca del posto perfetto dove aprire la mia attivita` sul mare, perche` mi piace il mare, mi rende felice averlo vicino.  Nel frattempo ho conosciuto mia moglie, tante cose sono cambiate e ora sono qui. Faccio quello che mi piace ma non dove mi piace. E allora ho deciso… non voglio sprecare altro tempo, voglio andare a vivere al mare! Per ora le alternative sono 2 “Fuerteventura in Spagna” o Miyazaki nel Kyushu a sud del Giappone. A Miyazaki sono stato quest estate e mi sono innamorato! 

Il mio piu grande problema e` la lingua. In 6 anni che vivo in Giappone non l`ho mai imparata. Se riesco ad impararla decentemente vado a Miyazaki, senno Fuerteventura.”

Ecco, riassunto brevemente il mio pensiero attuale riguardo al futuro. Nei prossimi “Pensieri in Quarantena” cercherò di analizzare cosa si cela dietro queste poche righe scritte di getto per un compito a casa. Un ennesimo salto nel vuoto alla ricerca di quella utopistica felicita` ricercata in lungo e in largo negli ultimi 20 anni in 3  continenti differenti consapevole oramai che ciò che cerco e` una porta che si può aprire solo dall interno. Ne sarò ancora capace a 40 anni suonati e con due figli a carico? E se si, cosa comporterà? Quando accadrà?

Staremo a vedere!

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Pensieri in quarantena. Produttività.

f81b89b1-12b8-468f-a26f-b9eb253682dbVersione veloce: Sto facendo schifo!

Versione per il blog:

Abito in Giappone dove la quarantena obbligatoria non e` ancora cominciata e pare che per cavilli costituzionali mai comincerà visto che al massimo possono invitare la popolazione a stare a casa ma non obbligarla.

Io comunque seguendo da molto vicino le vicende Italiane  e` gia da qualche mese che mi sono  auto imposto di uscire solo se necessario complice anche la totale mancanza di clienti dal momento che il turismo si e` fermato e con lui il mio lavoro di host.

Prima che tutto questo avesse inizio avevo una vita abbastanza regolare, innanzitutto pianificavo le mie giornate settimanalmente e questo faceva si che io agissi e non reagissi agli eventi quotidiani che fa tantissima differenza in termini di produttività. Tenevo un Diario online che aggiornavo giornalmente anche solo con poche righe al giorno senza badare tanto agli errori  e con parole chiave nei titoli cosi da essere facilmente consultabile in futuro​. Tracciavo le mie abitudini su una tabella anch’essa online semplice ma molto intuitiva, coloravo la casella di verde in caso di abitudine rispettata, di  rosso in caso di fallimento. Sembra una banalità ma grazie a questa cosa ho ridotto di parecchio il consumo di alcool e zuccheri dal momento che anche solo mezzo bicchiere di vino o un pocket coffe avrebbero influito sul colore della mia tabella. Di contro pero` la volta che sgarravo non bastava la bottiglia o la scatola di cioccolatini perché tanto ormai, rosso per rosso!

Una mia giornata tipo consisteva nello svegliarmi presto il mattino,  leggere per  30 minuti sotto le coperte, fare dieci minuti almeno di esercizio fisico, preparare la colazione secondo un rituale perfezionato nel tempo, portare Rei a scuola e poi andare a lavorare. Durante il tragitto casa lavoro e la pulizia degli appartamenti ero solito ascoltare podcast o audiolibri e la sera cercavo di non usare dispositivi elettronici (kindle a parte) dopo le 22.00 anche se devo essere sincero questa abitudine difficilmente sono riuscito a rispettarla.

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(Per entrambe le tabelle di cui sopra usavo e conto di riprendere presto Google Drive. E` gratuito, intuitivo, consultabile da Pc Tablet e Smartphone e sopratutto modificabile a mio piacimento).

Quando avevo questa routine giornaliera pensavo spesso che se avessi avuto più tempo a disposizione mi sarebbe piaciuto implementarla con dell` esercizio fisico in più, magari praticando Yoga e stretching dei quali avrei assoluto bisogno, meditazione, una mezzora di studio costante al giorno di Giapponese, una corsa ogni tanto e l’approfondimento di alcuni lati del mio business che solo al pensiero di affrontarli mi mettono K.O. psicologicamente.

Ebbene il tempo libero finalmente e` arrivato, e indovinate un po? Non solo non ho implementato nulla ma ho smesso di fare praticamente tutto ciò che ho elencato qui sopra. Passo le mie giornate a mangiare carboidrati, incollato ai social prigioniero di video che sapientemente l`intelligenza artificiale di Youtube e Facebook mi propongono sicuri che siano di mio gradimento nonostante siano anni luce differenti da ciò su cui avrei bisogno di focalizzarmi per rendere le mie giornate migliori e più produttive. In questi giorni sono spezzoni comici di vecchi cinepanettoni o stand up comedy intervallati da improbabili risse da strada o nelle location più disparate come fast foods, metropolitane locali ecc, condite con qualche incidente stradale ogni tanto, bellissimi trucchi di magia, incontri di Wrestling, UFC e magie di Ronaldinho. E va bene mi arrendo! Avete vinto Voi! A tal proposito mi sento di consigliare a chi come me e` vittima della stessa sorte “Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social” di Jaron Lanier. Ovviamente io non sono stato in grado di farlo ma e` comunque un libro illuminante. Reperibile anche in versione Audiolibro su Audible.

Per oggi tutto, la pigrizia non mi permette di scrivere di più ma visto il tempo a disposizione (che poi mica tanto con 2 figli di 4 e 1 anno che girano per casa e pretendono costante attenzione) conto di scrivere qualcos’altro nei prossimi giorni di quarantena autoimposta.

Buona Pasqua!

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I miei primi 40 anni

4EAA2DAB-AA34-43EE-A18C-213122BF9482_1_201_aCi sono frasi, momenti anche profumi della nostra infanzia che ci accompagnano per tutta la vita con immutata precisione nonostante lo scorrere del tempo. Particolari ai più irrilevanti che probabilmente solo noi ne serbiamo il ricordo.

“I miei primi 40 anni” pronunciato con enfasi da mia madre mentre con addosso una maglia nera, seduta a capotavola sulla panca in cucina della nostra vecchia casa si accingeva a soffiare le candeline della sua torta di compleanno e` una di queste.

Non so perche` mi e` sempre rimasta questa immagine. Di quella serata non ricordo altro. Non chi ci fosse, non come ando` a finire, niente di niente. Solo il suono della sua voce che pronuncia quella frase e l` immagine mentre si sporge dalla panca preparandosi al soffio.

Se la matematica non e` un opinione io di li a poco avrei compiuto 14 anni e in quel momento mai avrei pensato di arrivare anche io, 26 anni dopo, a pronunciare quella fatidica frase, non perché le mie aspettative di vita fossero  basse ma semplicemente perché uno dei vantaggi dell’esser giovani e` che non si pensa al futuro. Quello, almeno per me, era rappresentato dal prossimo compleanno, o la prossima Santa Lucia il che significava “regalo”. Tutto qui, queste erano le mie proiezioni sul futuro, regali.

E Invece eccomi qua. 40 anni suonati da pochi giorni. 40 anni suonati in Giappone tra l’altro, chi lo avrebbe detto.

Da piccolo vedevo i quarantenni come persone finite, non nel senso di spacciate, finite nel senso di complete, gia fatte, mature, senza problemi o fronzoli, insomma, i quarantenni per me, ma gia i trentenni a dire la verità erano “I grandi”. E chi mai pensava che anche i grandi potessero ancora avere problemi. Avevano gia una famiglia, un lavoro, una macchina.. erano a posto. Quanta ingenuità`.

C`e` da dire a discolpa del mio ragionamento che almeno al tempo in cui  ero piccolo io i grandi si atteggiavano da grandi, si vestivano da grandi, parlavano da grandi, portavano i capelli da grandi, non come i grandi di oggi che li scovi lontano un miglio che sono cresciuti solo all`anagrafe. Ma forse questo e` solamente un loop che si ripete, il 14 enne di oggi immagino vedra` i grandi come li vedevo io allora, solo io, che so come sono fatto adesso, riesco a sgamarli subito! Anzi anche no, ai miei tempi non c’erano i social sui quali anche un 40 enne poteva scrivere frasi che non ricordavo dai tempi della smemoranda. Semplicemente per un giovane di oggi e` normale che un grande non sia grande, mentre per me non lo era.

Essere un quarantenne oggi quindi e` completamente diverso da come me lo immaginavo quando nemmeno di anni ne avevo la meta` ma se devo essere sincero non sono particolarmente deluso. Certo, a differenza di quel che credevo io sono a tutt`oggi un cantiere a cielo aperto e per quanto io ce la metta tutta mi rendo sempre più conto che i lavori in questo  cantiere non finiranno mai. Per quanto io mi possa dannare moriro` comunque su uno scavatore mentre ancora tento di fare una buca, allargare un giardino o sistemare un qualcosa che prima mi piaceva e ora non mi piace piu… non sia mai che la morte mi colga a cantiere ultimato, non saprei che fare mentre la aspetto, morirei di noia!

Ecco diciamo che da piccolo pensavo idealmente che a quest’età il mio cantiere fosse gia bello che ultimato e che stessi passando il resto della mia vita a goderne i frutti con la  famiglia e invece la verità e` che ho da pochissimo imparato a manovrare alcuni strumenti e finalmente la gran parte dei lavori all’interno del cantiere li dirigo io anziché lavorare sul progetto di qualcun altro, certo ci sono voluti quarant`anni e il più delle volte i lavori non vanno come sperato perché scoppia una tubatura o piovono tegole dal cielo  ma direi che comunque non e` poco.

Sono completamente diverso da come mi immaginavo da bambino, pieno di paure nonostante i miei 40 anni, alcune vecchie mai superate e altre nuove trovate lungo il percorso, frutto di esperienze negative che prima non conoscevo o legate ad esperienze positive come la  creazione di un nuovo nucleo famigliare che tra le varie gioie porta con se anche angosce e frustrazioni sopratutto per ciò che potrebbe capitare ai propri figli indipendentemente da noi. Queste poi alcune notti, senza motivo, vengono a bussare alla tua porta sotto forma di variabili tanto apocalittiche quanto statisticamente improbabili con il risultato​ di non lasciarti chiudere occhio e ridurti  a uno straccio. Quando poi ci riesci  invece e` proprio tuo figlio che ti sveglia!

Una cosa che in me non e` cambiata quasi per nulla e` l’arte di sognare. Sono sempre con la testa rivolta al futuro, che non e` propriamente una bella cosa perché molte volte mi perdo bellissimi scorci di presente, sono pieno di sogni e progetti e fremo dalla voglia di realizzarli. Mi sento ancora molto giovanile tanto che quando parlo con un venticinquenne spesso mi sembra di avere davanti un coetaneo, davvero fatico a realizzare che lui o peggio lei possa pensare di interloquire con un “amico” dei suoi genitori!

A livello fisico invece un disastro… quel che speravo, come a tanti accade con avanzare dell’età,  era di riuscire col tempo ad alzarmi dal letto la mattina presto senza fatica e    godere anche io delle prime luci del mattino e invece, dannata prostata se non mi vieto di bere dopo le nove della sera, le prime luci del mattino lasciano il posto a quelle di corridoio e bagno e comincia cosi un odissea che fa si che la mattina io mi svegli ancora più spossato che un tempo! Dovrei solo riuscire a capire come posticipare l’ultima pisciata del mattino di almeno un ora. E` si perché le quattro e mezza e` proprio un orario pessimo, troppo presto per  provare a trattenerla ma troppo tardi per permettermi di riprendere un buon sonno ristoratore poi. Se riuscissi a posticiparla anche di un ora  soltanto avrei fatto bingo! Un po come i geni della Silicon Valley.  Rughe ed ematomi poi spuntano ad ogni dove per non parlare di reflusso, acidità, gastrite, insomma, anziché un uomo sono un rimasto un bambino dentro e un vecchio fuori! Mai una gioia.

Scherzi a parte in realtà sono molto contento di come sono o meglio del punto in cui sono   arrivato al compimento di questo traguardo, con tutte le mie paure ed impellenze fisiologiche! Il 31 Dicembre,  qui in Giappone e` consuetudine dirigersi al tempio più vicino  dove esprimere un desiderio propiziatorio  per l`anno che sta iniziando ed io, dopo averci pensato bene, ho realizzato che  la sensazione che mi ha pervaso maggiormente  e` stata  quella di assoluta gratitudine.  Non potrei chiedere di più, certo, un desiderio l`ho espresso, e ne ho mille altri ancora, lotto quotidianamente contro la mia mediocrità e quelli che considero i miei difetti ma di base va bene cosi, sta veramente andando tutto bene cosi, non ho nulla da rimproverarmi e nulla da desiderare se non che la sorte continui ad essermi lieve aspettando di tirare un altro bilancio allo scoccare dei miei secondi quaranta`anni.

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Aprire una guest house in Giappone.

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Io nella mia Guesthouse a Kyoto

Qualche settimana fa e` venuto in Giappone uno Youtuber che seguo e apprezzo moltissimo per i contenuti che crea e per come li espone. Per chi non lo sapesse uno Youtuber e` di base una persona che fa video e li pubblica su Youtube, una piattaforma che fino a qualche anno fa sembrava in crisi ma che in realtà sta tornando sempre piu` di moda e che attualmente e` il mio social network preferito. Per quella che e` la mia esperienza ho notato che molti youtuber, influencer o personaggi pubblici in generale fintantoché rimangono nell`ambito della passione producono contenuti sinceri, genuini ed interessanti, ma quando poi raggiungono numeri importanti e cominciano a intravedere la possibilità di monetizzare tale passione e farla diventare un lavoro vero perdono genuinità, i loro contenuti si annacquano e spesso  si ergono a maestri di vita nonostante mediamente la  giovane eta`. Quindi si deve avere la fortuna di riuscire a prenderli in quella finestra di tempo dove solitamente il loro pubblico cresce organicamente e si sentono liberi da vincoli o imposizioni esterne. Marcello Ascani, lo Youtuber in di cui sopra nonostante sia ormai affermatissimo da parecchio tempo pare non abbia subito le inevitabili pressioni del caso e per questo gode di tutta la mia stima. Lo seguo da anni e mi piace constatare come ha sempre mantenuto un profilo basso e a differenza di molti suoi colleghi coetanei non ha una risposta per tutto ma al contrario, essendo un curioso di natura continua piuttosto a farsi domande e a testarle con la sua community pertanto non appena ho appreso tramite una storia di Instagram che il giorno successivo sarebbe venuto a Kyoto gli ho mandato un messaggio privato complimentandomi per il suo operato e invitandolo per un caffe qualora avesse avuto tempo. E cosi e` successo!

Il caffe` si e` poi tramutato in una cena e la cena in una mini intervista che magari un giorno uscira` sul suo canale. L`oggetto dell`intervista era appunto il mio lavoro qui a Kyoto ed in generale se sia facile o consigliabile aprire una guesthouse oggi in Giappone.

Prendendo spunto da quella conversazione ho quindi deciso di fare il punto della situazione in un post cosi se non altro torno a scrivere un po. Cercherò di essere conciso e di non andare troppo nel tecnico ma non sarà facile perche` quando parlo di cose che mi appassionano divento spesso logorroico!

Ho cominciato a gestire appartamenti turistici in Giappone da ormai 5 anni. Quando sono arrivato a Kyoto, Airbnb che e` il nostro portale di prenotazioni di riferimento, sebbene già molto in voga a livello mondiale, non era molto conosciuto in Giappone. In generale il concetto di un ospitalità che si differenziasse dai vari Hotel e Ryokan (Hotel tradizionale giapponese) non era per niente sviluppato. Io che arrivavo da anni di gestione di appartamenti turistici e Bed and Breakfast in Italia ho subito notato questa mancanza e mi sono dato da fare per colmarla. All`inizio non e` stato facile. Con mia moglie passammo di ufficio in ufficio a spiegare il concetto di self catering apartment, locazione turistica, struttura ricettiva extra alberghiera, tutti termini di uso comune nel settore e gia da anni regolamentati nel mercato italiano, ma niente da fare. Nessuno ci sapeva dire cosa dovevamo fare per metterci in regola. Questo per far capire quando fosse ancora acerbo il mercato a quel tempo.

Superata questa fase per noi e` stato tutto in discesa. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bellissima casa tradizionale giapponese  anticamente abitata da una geisha che successivamente  venne frazionata in due mini appartamenti dalla proprietaria. Essendo stata costruita sulle rive del fiume Takase  in pieno centro a Kyoto e di fronte ad una fila di alberi di ciliegio in pochissimo tempo siamo diventati una delle mete più ambite dai turisti che cercano un esperienza diversa dai soliti hotels  su Airbnb.

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Mio figlio che da da mangiare alle anatre nella nostra Guesthouse.

Trovare la casa adatta non e` stato facile. In ogni agenzia immobiliare in cui entravamo, mia moglie doveva spiegare in giapponese quello che era il nostro progetto di business ovvero affittare una casa a lungo termine che avesse determinate caratteristiche che poi a sua volta sarebbe stata subaffittata per brevi periodi su portali dedicati. Li come chiunque abbia avuto a che fare con i giapponesi può immaginare, gli agenti immobiliari mi andavano in blocco. Si incantavano per qualche minuto e poi i più valorosi tornavano in se con qualche domanda del tipo.. ma come un hotel? Ma allora perche` non cercate un hotel! Oppure.. cioè voi volete affittare per poi subaffittare? E dove li trovate i clienti? Ma non guadagnerete mai.. non e` un business profittevole.. insomma dopo 4 o 5 agenzie ho capito che non avrei mai potuto farcela con questa gente. Non solo non capivano ma si rifiutavano a prescindere di contattare i proprietari quando noi provavamo a bypassare i loro dubbi spiegando che ci saremo assunti economicamente il rischio e che volevamo avere il benestare dagli stessi per la stipula del contratto. Niente da fare. Alla fine, dopo che anche la moglie ha gettato la spugna fortunatamente sono riuscito  a trovare probabilmente l`unico agente immobiliare in tutta Kyoto che parlava inglese e finalmente sono riuscito a trovare questa piccola gemma che ancora oggi ci da da mangiare.

Da quel giorno  sono cambiate tantissime cose. Il turismo in Giappone e` esploso, Airbnb pure e con lui anche la corsa ad accaparrarsi una piccola fetta di mercato da gente che di turismo extra alberghiero non ne sapeva nulla ma che voleva solo arricchirsi con la moda del momento e quindi largo agli abusivismi che tanto nessuno mai pensava ci sarebbero stati dei controlli.

Su Airbnb cominciavano a comparire stanze condivise e appartamenti in ogni dove, investitori pronti a comprare appartamenti ovunque per poi farli gestire a terzi, insomma una vera e propria giungla non regolamentata.

Nel frattempo, a detta degli esperti, il governo sapeva ma, con le Olimpiadi alle porte e la crescente domanda di posti letto che non sarebbe mai stata colmata dalle poche strutture regolari del momento chiuse gli occhi fino a quando domanda e offerta regolare si sono finalmente allineate. E qui siamo al 1 Giugno 2018. Il governo Giapponese e` il primo a riuscire nell`impresa fino ad allora mai riuscita a nessun altro di obbligare Airbnb ad oscurare tutti gli annunci presenti sulla piattaforma privi di regolare licenza. Quel giorno, in un click, noi abbiamo perso circa il 90% dei nostri concorrenti sulla piazza. Esattamente, il 90% degli annunci su Airbnb nella zona di Kyoto era abusivo.

Dal 1 Giugno 2018 la bolla immobiliare in cui pare siamo entrati da tre, quattro anni a questa parte si e` un po sgonfiata probabilmente anche a seguito delle continue restrizioni che il comune di Kyoto sta mettendo ai proprietari di piccole realtà ricettive che entro Marzo 2020 dovranno dotarsi di check in counter interno o punto d`appoggio a 10 minuti a piedi o 800 metri dalla struttura ed altri piccoli accorgimenti che di fatto serviranno da deterrente per i futuri piccoli imprenditori visto che in molti in questi anni si sono lanciati in acquisti folli di terreni facendone lievitare il prezzo anche del 300% in pochissimo tempo.

Nel frattempo la citta` e`  praticamente un cantiere a cielo aperto. Spuntano giornalmente nuovi Hotels  e grandi cordate di cinesi hanno ormai in mano il business degli appartamenti turistici.

Qualche settimana fa, e` uscito un articolo che parlava della situazione locale e mostrava l`incremento esponenziale delle strutture ricettive extra alberghiere negli anni qui a Kyoto.

Nel 2014 erano 460 quelle ufficialmente registrate.
Nel 2016 sono salite a 1493, più che triplicate.
Ad agosto 2018 sono quasi raddoppiate ancora portandosi a quota 2627.
A Febbraio 2019, data dell`articolo, sono 2851, sempre in leggera crescita.

Sempre secondo questo giornale, ad oggi, ogni mese 60 nuove strutture ricettive extra alberghiere vengono registrate a Kyoto ma si cominciano anche a registrare le prime chiusure di strutture provviste di licenza.

Dal 1 Ottobre 2018 il comune di Kyoto ha inoltre introdotto una tassa di soggiorno turistico di 200 yen (circa 1,50 euro) a persona per notte che può arrivare anche a 500 yen (circa 4 euro) in caso di pernottamento superiore alle 20000 yen (160 euro circa). Tassa che dovrebbe essere riscossa al momento del check in dal proprietario della struttura. Il problema e` che molti titolari di strutture ricettive si affidano ancora al check in fai da te e quindi la raccolta diventa difficoltosa tanto che preferiscono pagarla di tasca propria piuttosto che richiederla di persona. La città di Osaka per esempio ha introdotto tale tassa solo se il pernottamento procapite supera i 10000 yen per notte (circa 80 euro) rendendo cosi più snelle le opere di ricezione e facendo preferire Osaka a chi ha un budget più limitato come base per dormire per poi spostarsi in giornata a Kyoto visto che le due città` distano meno di un ora di treno l`una dall`altra.

Anche grazie a questa nuova introduzione, il 70% degli intervistati lamentava una riduzione drastica dei profitti sopratutto in virtu del fatto che il 40% di loro ha deciso di pagare di tasca propria tale tassa visto che comunque l`alternativa nella maggior parte dei casi consisterebbe nel pagare una persona a tempo pieno che si dedicasse all`accoglienza e sarebbe decisamente ben più` costosa.

Quello che personalmente ne evinco e` che fino ad ora il business extra alberghiero in Giappone e` stato per lo più i mano ad improvvisati e speculatori in cerca di guadagni facili con una seconda entrata redditizia che non sostituisse il loro lavoro principale, mentre ora chi entra nel settore lo fa con cognizione di causa, investimenti importanti e business plan mirati.

Per quel che ci riguarda siamo sempre molto apprezzati e il nostro business non sembra risentire molto della concorrenza ma questo perché abbiamo 5 anni di vantaggio sulla maggior parte dei nostri competitors nel nostro portale di riferimento, siamo Superhost da quando e` nato questo riconoscimento, abbiamo oltre 800 recensioni positive all`attivo e questo fa si che noi si appaia sempre nelle prime pagine di ricerca. Se dovessimo ripartire da zero al giorno d`oggi sarebbe sicuramente più dura e magari se non fosse che la famiglia di mia moglie e di base a Kyoto non la sceglierei nemmeno più come meta per la mia attività extra alberghiera a discapito di una città più o meno emergente come Kanazawa per esempio o, ascoltando il cuore, in riva all`oceano per essere più incline al mio stile di vita, anche se, a dire il vero, se proprio davvero dovessi ascoltarlo fino in fondo, probabilmente non sarebbe nemmeno l`oceano giapponese!

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Mia moglie che controlla la fioritura dei ciliegi dalla nostra Guesthouse.

La Nostra pagina su Airbnb:

https://www.airbnb.it/users/12969129/listings

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